Il movimento internazionale “Noi Siamo Chiesa” è aspramente critica sul decreto del Vaticano contro l’ordinazione delle donne

International Movement We are Church

Movimiento internacional
Somos-Iglesia

Movimento
Internacional Nós somos Igreja

Movimento
Internazionale Noi siamo Chiesa

Mouvement international
Nous sommes Eglise

Internationale Bewegung Wir
sind Kirche

Press release Juni
4, 2008

We are Church! Jesus Christ did not ordain men or women to the
ministerial priesthood but to care for and nurture each other as brothers and
sisters.

We Are Church statement on the Decree of
the Congregation for the Doctrine of Faith (CDF) against Women’s Ordination

Please contact:

– Raquel
Mallavibarrena/Chair (Spain)
+34-649332654
rmallavi@mat.ucm.es


Christian Weisner/ Media contact (Germany)
+49-172-518 40 82
media@we-are-church.org

– Hans
Peter Hurka (Austria)
+43-1-3154200
hans_peter.hurka@gmx.atDiese

– Kaare
Rübner Jorgensen (Denmark)
ruebnerjo@webspeed.dk

– Vittorio
Bellavite (Italy)
+39-02-70602370
vi.bel@IOL.IT

– Maria
Joao Sande Lemos (Portugal)
+351.21 396 71 69
mjoaosandel@gmail.com

– Valerie
J Stroud (UK) +44-1634-715278
valeriejstroud@we-are-church.org

– Anthony
Padovano (United States)
+1-973-539-8732
tpadovan@optonline.net

“As long
as the attitude of our church leadership hardens in this way, the Roman
Catholic Church, and the Christian church overall, lose credibility and the
ability to evangelise effectively”, says the International Movement We Are
Church about the latest Decree of the Holy
Office on women’s ordination. In the month of May, dedicated to the
foremost woman in Christianity, it is shameful that the Vatican can employ such
weak and inadequate reasoning to deny women the opportunity to minister to the
People of God.

The whole
Catholic reform movement has called
consistently for the removal of
the Can. 1024 from the Roman Catholic Church law (Codex Iuris Canonici CIC) and
the repeal of the excommunication of women who have received the Sacrament of
Holy
Orders.

Although decided in
December 2007, the Decree has only just been published. It condemns both the women who “attempt” to
receive Holy Orders and the Bishops who “attempt” to confer the Sacrament. Disgracefully, the Congregation for the
Doctrine of the Faith maintain they are promulgating the wishes and will of
Jesus Christ.

However, nothing survives to demonstrate that Jesus
expressed such wishes or particularly favoured men.
Jesus sent
both women and men out to announce his teachings and to remember His example
and teaching in celebrating the Eucharist together. One of the tragedies in the Roman Catholic
Church today is that more and more of its members are deprived of this central
Sacrament of the Christian life because there are not enough Pastors to assist
and lead them.

In the early church there
were female Apostles (Mary of Magdala, Thekla, Nino), female Presbyters (eg Ammion, Epikto, Laeta) and even
Bishops (Theodora and another unnamed
woman) and other female office holders.
There is evidence up to the 9th Century of inscriptions on tombs,
churches and in literary texts. (See the
dissertation by Ute E. Eisen„ “Amtstraegerinnen im fruehen Christentum“
“Female ministers /officeholders in early Christianity”,
Goettingen/Germany 1996)

Academic study and
archaeological research over the last two centuries has shown the error in the
arguments put forward by the Roman Catholic hierarchy to exclude women from
Holy Orders. History shows that the
Church does change its mind over its doctrine and thus Can. 1024, “Only a
baptised man can validly receive sacred ordination” can be seen as sexist,
discriminatory and thus worthy of amendment.

In 1994, Pope John Paul II
in the Apostolic letter “Ordinatio Sacerdotalis” stressed that only
men could be validly ordained. The ban
he placed on further investigation and discussion has had no effect. On the contrary, the question of the ordination
of women is increasingly raised. Statements
by the hierarchy that women cannot receive Holy Orders which they say are
“absolutely necessary and irreplaceable in the life and mission of the Church”
no longer convince anyone but the most gullible of believers.

>>> Wording of the
Decree in Latin:
http://www.radiovaticana.org/ted/Articolo.asp?c=208819

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Background
information

The
International Movement We Are Church – a grassroots church reform
movement of lay persons, priests, and persons in religious orders
– was
started in Austria and Germany in 1995 and then spread out in Europe and all
continents. We Are Church is represented in more than twenty countries
and is in touch with other reform movements all over the world. Its goal is to
keep continue the process of reform in the Roman Catholic Church, a process
which has been opened with Vatican II Council (1962-1965) and came to a
standstill in recent years. Website: http://www.we-are-church.org

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6 risposte a Il movimento internazionale “Noi Siamo Chiesa” è aspramente critica sul decreto del Vaticano contro l’ordinazione delle donne

  1. Anonimo scrive:

    Cristo non era coformista.
    Se voleva le donne apostolo le avrebbe avute.
    Ha scelto però solo uomini e solo a uomini da sempre(quindi già gli apostoli stessi)è stato trasmesso il ministero sacerdotale

  2. Anonimo scrive:

    Le Sacre Scritture lasciano la questione del sacerdozio del tutto aperta. L’esclusione le donne dal sacerdozio non pùò in nessun modo essere ricondotta a Gesù Cristo, ma piuttosto alla bieca occultazione del femminile perpetuata attraverso i secoli, della Chiesa Cattolica Romana.

  3. Anonimo scrive:

    La separazione tra laici e clero così come avviene nella Chiesa Cattolica non può essere ricondotta alla sacra scrittura. Gesà afferma l’uguaglianza e la fratellanza universale in maniera chiara in Mt 21, 23-37. quando a proposito degli scribi e dei farisei dice”…Ma voi non fatevi chiamare “rabbi” perchè uno solo è il vostro maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate nessuno “padre” sulla terra perchè uno solo è il Padre vostro, quello del cielo. E non fatevi chiamare “maestri” perchà uno solo è il vostro Maestro, il Cristo.”
    Questo dice Gesù a proposito degli scribi e dei farisei vecchi e nuovi. Troppo comodo relegare queste parole ad un passato che non ci riquarda più, Gesù non ha istituito nessun ordine clericale, nessuna separazione di prerogative spirituali tra laici e clero come tra ebreo e pagano o tra uomo e donna. Questo dovrebbe far riflettere anche un cattolico se al centro della propria fede viene posto il Cristo.
    Ho molto rifettuto sulla tematica del sacerdozio universale e ho letto Lutero. Trovo che riaprire un confronto su queste tematiche con i fratelli protestanti oggi significhi cogliere i segni dei tempi e seguire le vie dello Spirito più di quanto non sia una adesione rigida e totalitaria alle se pur rispettabili disposizioni papali.

  4. Anonimo scrive:

    Non si tatta infatti di stabilire tanto l’ appartenenza o meno delle donne (come di tutti)al sacerdozio come attualmente inteso dalla Chiesa di Roma,ma di riconsiderare il vero significato, alla luce del vangelo, del sacramento dell’ “ORDINE”. Dice Lutero “La Chiesa di Cristo ignora questo sacramento, che è stato inventato dalla Chiesa del Papa: non solo non contiene alcuna promessa di grazia, ma l’intero Nuovo Testamento non fa menzione di esso neppure con una parola: E’ ridicolo infatti definire sacramento di Dio ciò che in nessun passo scritturistico si può dimostrare istituito da Dio…..
    Da dove, chiedo, giungono tali invenzioni? Su quali autorità si basano? Inventino pure, asseriscano qualsiasi cosa loro piaccia, , ma noi riaffermiamo la nostra libertà, perchè non si arroghino il diritto di trasformare in articoli di fede i prodotti del loro pensiero come hanno fatto finora….Abbandonino la pretesa di imporre il loro potere e offriremo libero ossequio al loro pensiero, vivendo così una reciproca pace. E’ cosa turpe infatti, e iniquamente servile, che il cristiano, che è libero, sia soggetto ad altre leggi oltre che a quelle celesti e divine. (Martin Lutero – Le 95 Tesi – Edizioni Studio Tesi – pag. 152-162).
    Pur nel rispetto delle singole confessioni, a mio parere il confronto con i fratelli protestanti, i quali distinguono la Chiesa Universale dalle chiese particolari tra cui la Chiesa di Roma, aprirebbe molto più il cuore ad una visione ecumenica della CHIESA DI CRISTO e favorirebbe il cammino verso quell’ Unità dei cristiani secondo le vie dello Spirito, di quanto non faccia l’ imposizione alle coscienze della “Ordinatio Sacerdotali”.
    Quanto alle argomentazioni che vengono riportate a favore della tesi dell’ esclusività del sacerdozio maschile, mi sembra che tutte sottendano un approccio alla Parola di tipo letteralistico, e non considerino che il linguaggio con il quale le Sacre Scritture si esprimono è un linguagguio datato.
    Non si può rinchiudede la coscienza profonda, (intendo quella parte ontologica, originaria di ognuno di noi che è libera dai condizionamenti del tempo, dove anche la Parola assume il significato che lo Spirito Santo progressivamente ci rivela), nelle gabbie di una interpretazione letteralistica che uccide lo Spirito della Parola perchè si esprime con un linguaggio di altri tempi.
    Prendere alla lettera il simbolismo della creazione come viene rappresentato nella “Genesi”, oppure attribuire alla circostanza che i dodici apostoli erano maschi un significato che trascende il tempo in cui ciò accadeva, significa non fare i conti con il cristiano di oggi, nonche con l’ uomo di oggi, e con la consapevolezza aquisita che c’ è un relativismo della Storia che coinvolge tutta l’ esperienza umana, compresa la Chiesa di Roma(a meno che non si voglia sostenere che tutto ciò che c’ è nella chiesa è di origine divina, ma allora io mio chiedo, anche l’ inquisizione e le sue stragi erano divine? anche le crociate? anche il potere temporale dei papi? anche la conversione forzata degli idios? Ecc…), e che non può essere ignorato: Gesù non ha scritto nulla, coloro che hanno scritto di Lui, anche se ispirati dallo Spirito Santo, traducevano la Rivelazione con il linguaggio e la cultura dei loro tempi; non a caso Giovanni che era dei quattro evangelisti l’ apostolo più vicino a Gesù, riporta le parole del Maestro nell’ ultima cena “Molte cose ho ancora da dirvi, ma non siete capaci di portarne il peso. Quando però verrà lo Spirito di Verità, egli vi guiderà alla verità tutta intera, perchè non parlerà da sè, ma dirà tutto ciò che ha udito e vi annunzierà le cose future…”( Giovanni 16, 12.15)
    Si parla dunque di una rivelazione progressiva, che si adatta alle capacità che l’ essere umano aquisisce lungo il cammino, secondo una pedagogia del Cristo che non fa forzature, che non impone verità di cui l’ uomo non è capace di portarne il peso.
    Se questo è vero, allora perchè non considerare come segno dei tempi e opera dello Spirito Santo questa esigenza di unità tra fratelli, dove nessuno si consideri portatore di una verità assoluta ma di verità parziali che forse se messe a confronto possono portare ad una sintesi superiore verso la Verità tutta intera che Gesù promette di svelarci quando siamo capaci di portarne il peso?
    Se è vero, ed è vero, ciò che si dice nel secondo capitolo della prima lettera di Pietro “Voi siete stirpe eletta, sacerdozio regale e regno sacerdotale”, c’ è un sacerdozio universale di ogni cristiano che si aquisisce quando riceviamo il battesimo: “perciò siamo tutti sacerdoti, quanti siamo cristiani. Quelli, però, che chiamiamo con tale nome, sono ministri scelti da noi o fra noi, perchè agiscano a nostro nome, e il sacerdozio non è niente altro che servizio. Così nel quarto capitolo della prima lettera ai Corinzi: -Così ci considererà l’ uomo, come ministri di Cristo e dispensatori dei misteri di Dio-” (Martin Luterro – Op. Cit. p. 157)
    Sono queste le riflessioni che stanno alla base del riconoscimento del sacerdozio alle donne; se si considera il sacerdozio come servizio e amministrazione della Parola e dei sacramenti in delega alla comunità dei fratelli, e non per particolare investitura divina, non si capisce il motivo dell’ esclusione delle donne come di nessuno dal sacerdozio.

  5. Anonimo scrive:

    Il Papa non à una specie di altro uomo: e un uomo! Se il Papa à il vicario di Cristo, deve ispirarsi a Lui, che era Povero tra i poveri, Umile tra gli umili. Deve scendere tra la gente, tra i poveri e non deve vestirsi con abiti che costano migliaia di euro! Così non si glorifica Dio, ma si afferma il potere del clero sui credenti.

  6. Anonimo scrive:

    Che vuoi rispondere ad argomentazioni del tipo “La chiesa Riformata non è una chiesa perchè non afferma l’ infallibilità del Papa, non è santa perchè non fa miracoli, perchè ciascuno si sente libero di interpretare la Bibbia secondo la sua fede? Mi rendo conto che le divisioni sono molto profonde e che l’ unità dei cristiani, la vera unità, dico, non quella che si costruisce sui dogmi ma quella che si costruisce per volontà dello Spirito Santo mettendo al centro il Cristo, è ancora lontana.
    Trovo inutile proseguire su questa strada che non è un vero confronto ma una levata di scudi che ricorda le vecchie scomuniche del passato.
    Non resta che pregare perchè lo Spirito Santo doni ad ognuno l’ umiltà di vedere oltre i propri steccati e la capacità di andare verso i fratelli anche quando vivono la fede in maniera diversa da noi.

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