L’altra informazione religiosa: se ne discute a Roma il 22 febbraio con Tanzarella e Mancuso

Roma – sabato 22 febbraio 2014
Università E-Campus, via del Tritone, 169 (Metro A – Barberini)
ore 9.30 – 12.30

La “parola” che non ti ho detto.
L’altra informazione su fede, religioni, Chiese nella società e nella politica

Incontro / dibattito a sostegno di Adista e Confronti
promosso da Adista, Confronti, Cipax, Comunità Cristiana di Base di S. Paolo – Gruppo di Controinformazione ecclesiale – Noi Siamo Chiesa Roma – Nuova Proposta

con
Vito Mancuso
teologo, docente di “Storia delle Dottrine Teologiche” all’Università degli Studi di Padova
Sergio Tanzarella
docente di Storia della Chiesa alla Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale
Coordina

Valerio Gigante
redattore di Adista

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One Response to L’altra informazione religiosa: se ne discute a Roma il 22 febbraio con Tanzarella e Mancuso

  1. Fernando scrive:

    Vito Mancuso, cosa c’è da discutere con Vito Mancuso? Purtroppo, non risponde Vito Mancuso alle cose che lo eclissano.
    Gli vorrei fare una semplice domanda, banalissima domanda, domandargli che percentuale di conoscenze linguistiche ha rispetto al geniale San Girolamo? Gli vorrei domandare, se ha la sicurezza che i suoi testi siano gli stessi usati da San Girolamo?
    Gli vorrei domandare se i maestri siano più bravi, o meno bravi di quelli che ebbe San Girolamo?
    Ma più di San Girolamo, di San Giustino da Nablus che nel 140 scrisse l’apologia I all’imperatore romano, usano e citando Matteo ed il Vangelo di Marco, siamo nel 140, le copie dei Vangeli che ebbe sotto mano Giustino, erano del 140, quindi nuovi di zecca, o copie molto vicine agli originali, se non gli originali? Vito Mancuso dovrebbe rispondere a queste domande. San Girolano scrive:

    « Io, infatti, non solo ammetto, ma proclamo liberamente che nel tradurre i testi greci, a parte le Sacre Scritture, dove anche l’ordine delle parole è un mistero, non rendo la parola con la parola, ma il senso con il senso. Ho come maestro di questo procedimento Cicerone, che tradusse il Protagora di Platone, l’Economico di Senofonte e le due bellissime orazioni che Eschine e Demostene scrissero l’uno contro l’altro […]. Anche Orazio poi, uomo acuto e dotto, nell’Ars poetica dà questi stessi precetti al traduttore colto: “Non ti curerai di rendere parola per parola, come un traduttore fedele” »
    (Epistulae 57, 5, trad. R. Palla) Quindi Mancuso cosa traduce? In Sicilia dicono: Solo minghiateee!!!!! Grazie agli ebrei giornalisti alla Augias

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