La posizione critica di “Noi Siamo Chiesa” sulla canonizzazione di Giovanni Paolo II e sulla “santificazione” del papato di domenica

NOI SIAMO CHIESA
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“Noi Siamo Chiesa” non condivide la canonizzazione di Giovanni Paolo II e quella specie di santificazione del papato a cui contribuisce la cerimonia di domenica.

Nell’orgia mediatica e nelle emozioni di massa di questi giorni non è facile comunicare l’opinione dissenziente che si è manifestata nella Chiesa fin dal primo giorno quando i movimenti fondamentalisti hanno preteso il “Santo subito” per papa Wojtyla. Eppure per noi è un dovere di coscienza parlare ancora una volta a voce alta, è un dovere anzitutto verso la nostra Chiesa, all’interno della quale vorremmo essere maggiormente ascoltati.

Con più convinzione ripetiamo il nostro dissenso, sentendoci più di prima parte di un’opinione presente ovunque nel Popolo di Dio, da quando abbiamo saputo (“Corriere della Sera” del 9 aprile, articolo di Luigi Accattoli) che il Card. Martini nella sua testimonianza nel processo canonico, fino ad ora segreta, aveva espresso una posizione critica sulla canonizzazione di papa Wojtyla con varie argomentazioni, l’ultima delle quali era relativa al fatto di non essersi dimesso a causa della malattia. Abbiamo raccolto, in un corposo dossier (da oggi online sul sito www.noisiamochiesa.it) otto documenti, con firme italiane e internazionali, che, dal 2005 a oggi, esprimono una motivata posizione critica i cui punti centrali sono i seguenti:

1)Giovanni Paolo II ha avuto evidenti meriti evangelici e storici (l’incontro di Assisi del 1986 con le religioni di tutto il mondo, il pentimento del marzo 2000 per i peccati della Chiesa nella storia, l’ostilità alla guerra). Ma, in generale abbiamo constatato grandi limiti ed errori. Esemplificando:la repressione dei teologi non allineati, le posizioni in materia di morale sessuale, il rifiuto di un vero dibattito sulla condizione della donna nella Chiesa e sul celibato ecclesiastico, l’omertà per quanto riguarda gli abusi sessuali del clero sui minori, l’accettazione di fatto di strutture finanziarie (IOR) spesso complici di poteri oscuri e criminali, l’abbandono di qualsiasi passo nella direzione della collegialità episcopale, la nomina di vescovi quasi tutti di orientamento conservatore, la condanna della teologia della liberazione, la diffidenza nei confronti di Mons. Romero e dei movimenti popolari in America latina.

2) Il sistema di canonizzazione di tutti, o quasi tutti, i papi dell’ultimo secolo e mezzo, bilanciando personalità e linee pastorali del tutto diverse ed anche opposte tra di loro, ha fortemente favorito una vera e propria papolatria contraria al Vangelo (e al Concilio). Quando un cristiano diventa papa la santità diventa forse un corollario del suo ruolo? O forse solo Santi sono eletti al pontificato? Queste sono le domande che ci poniamo.

In questo contesto tra le urgenti riforme della Chiesa che proponiamo a papa Francesco c’è anche quella che riguarda il sistema con cui si “fanno” i santi. Forse, fermandosi per 50 anni per una seria riflessione teologica e pastorale su questo problema si opererebbe per una fede più adulta. Comunque riteniamo che la contraddizione tra le devozioni della pietà popolare, prima di tutte quelle verso i santi, e il messaggio radicale del Vangelo che combatte ogni forma di idolatria o di superstizione, debba essere esaminata con una nuova determinazione.

Ma domenica si celebra anche il nostro amato papa Giovanni, il grande pontefice che ha contribuito a cambiare il corso della storia della Chiesa e a proporre il Vangelo al mondo di oggi in modo più credibile. L’abbinamento a Giovanni Paolo II non ci piace, non solo per la santificazione del papato come istituzione che ciò comporta ma anche perché egli era troppo diverso, evangelicamente diverso da papa Wojtyla. Bisogna riconoscere però che papa Francesco ha deciso, coi suoi inappellabili poteri, di superare l’assenza del secondo miracolo (che “promuove” il Beato a Santo) richiesto dalla procedura e pro gratia di canonizzare pure lui. Ha deciso positivamente nell’ambito di una scelta che era già stata fatta da Benedetto XVI. Ora speriamo che Francesco pensi a Romero.

Roma, 25 aprile 2014 NOI SIAMO CHIESA

Dossier (www.noisiamochiesa.org, sulla home page):
–“Considerazioni di Noi Siamo Chiesa sul pontificato di Giovanni Paolo II” , 9-4-2005
–“La beatificazione di Giovanni Paolo II:appello alla chiarezza” (testo di 15 teologi di tutto il mondo), 6-12-2006
–“Deposizione di Giovanni Franzoni nella causa di beatificazione di Giovanni Paolo II davanti al vicariato di Roma”, 7-3-2007
–“International Movement We Are Church: beatification of a controversial and contradictory Pope”, 16-january 2011
–“Nella Chiesa permane il dissenso sulla beatificazione di Giovanni Paolo II. La posizione di Noi Siamo Chiesa”, 28-4-2011
–“Dovere di obiezione, lettera aperta di Giovanni Franzoni a papa Francesco”, 11-7-2013
–“Del tutto inascoltate dalle gerarchie della Chiesa le obiezioni di Noi Siamo Chiesa alla canonizzazione di GPII annunciata dal papa”, 30-9-2013
–“Il Movimento Internazionale We Are Church (IMWAC) critica la canonizzazione di Giovanni Paolo II”, 24-4-2014

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4 risposte a La posizione critica di “Noi Siamo Chiesa” sulla canonizzazione di Giovanni Paolo II e sulla “santificazione” del papato di domenica

  1. Vittorio da rios scrive:

    Mi auguro che questa canonizzazione sia la parte finale di una Chiesa, che quasi in antitesi
    all’impianto innovativo prodotto dal Concilio Vaticano II, continua a beatificare se stessa
    e i suoi presunti chierici migliori. Francesco deve fare attenzione di non cadere in questo
    processo involutivo. Perché a quanto ci è dato di vedere, sentire, leggere,forte è ancora
    il potere nei vertici vaticani di coloro i quali si sono formati sulle –parole di carta– e sulle
    –tavole di bronzo–, e a volte con velata arroganza in virtù del dogma si ergono a depositari
    della verità incontestabile, rappresentata dal potere spirituale e spesso materiale della Chiesa.
    che pensa solo a conservare e perpetuare se stessa. Dentro e chiusa in secolari riti, anche se
    supportati dalle odierne tecnologie mediatiche. Mi viene di osare dire e non vorrei essere
    di –scandalo–che una figura cosi possente dotata di indubbio carisma e carica umana, come
    è stato Papa Giovanni Paolo II sia stato egli stesso trascendendo la sua volontà più profonda
    e intima –quasi vittima e non artefice– di questa Chiesa,che utilizzando lo scenario della
    –spettacolarizzazione– rappresentato dalla potenza dei media, ha tentato di trasmettere la –sua–
    esclusiva –verità– su basi planetarie. Ma questa è ben altra cosa rispetto al messaggio salvifico,
    e l’agire secondo coscienza, e in una cornice –evolutiva– autonoma da ogni potere materiale-dogmatico
    oserei dire spirituale, dove la cifra è: l’essenza –uomo– del Cristo.
    Un caro saluto a tutti

  2. Fiorello Di Silvestrre scrive:

    Non mi piace il fatto che il Grande Giovanni XXIII abbia dovuto “aspettare” tanto tempo, mentre Giovanni Paolo II, che era ancora vivo 9 anni fa, diventa santo quasi con la velocità di San Francesco (morto nel 1226, santo nel 1228). Ovviamente, Francesco d’Assis e papa Wojtyla non si possono paragonare.

    Papa Francesco sta cercando di cambiare la Chiesa, ma riconosce anche lui la necessità di diplomazia, oltre che di sincerità, trasparenza, bontà e spontaneità. Quello che conta è il futuro, non il passato. Ovviamente, mi auguro che sia presa in considerazione la canonizzazione di Mons. Romero.

  3. michael gilhaney scrive:

    No. I cosiddetti “movimenti fondamentalisti” sono contrari quanto noi (siamo chiesa) alla canonizzazione di GP2; basta leggere cosa scrivono RadioSpada, o Chiesa&Postconcilio, o simili.
    Io ritengo più grave il motivo 2 (papolatria, e in generale santolatria) che l’1: la santità non dipende dagli errori storici che si compiono. Anzi, questa potrebbe essere un’occasione preziosa per far riflettere i cristiani su come la vocazione universale alla santità non venga meno nemmeno nel momento in cui sei un papa che ha talmente riempito di merda la Chiesa che un papa successivamente si è dovuto dimettere vedendo vano il tentativo di spalarla fuori.

  4. Edio scrive:

    Ma con tutte ‘ste canonizzazioni la Chiesa Cattolica Romana, secondo il mio modesto parere, si allontana sempre più dal centro di tutto: il Cristo. Come possiamo parlare di ecumenismo quando una Chiesa si auto-celebra di continuo?

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