Elezioni europee: i cattolici della Rete europea Church on The Move fanno riflessioni sull’Europa

25 maggio 2014 – L’opportunità di scegliere l’Europa che vogliamo
Dichiarazione della Rete europea Church on the Move

La Rete europea Church on the Move invita tutti i cittadini europei , in particolare quelli che si ispirano dal Vangelo, a per riflettere, in occasione delle prossime elezioni europee, sui seguenti punti:
• a cento anni dall’inizio della prima guerra mondiale, a settantacinque anni dall’inizio della seconda guerra mondiale e a venticinque anni dall’abbattimento del muro di Berlino, l’Europa si trova ad affrontare una crisi senza precedenti, in un mondo che cambia.
• le istituzioni europee sono attualmente oggi troppo deboli davanti allo strapotere del mercato e della finanza internazionale.
Coloro che si ispirano al Vangelo devono perciò riflettere e agire.

La Rete europea Church on the Move si impegna per:
• lo sviluppo di un’Europa basata sulla coesione sociale, su politiche democratiche che si oppongano al potere della economia di mercato e non si sottomettano all’egemonia della finanza internazionale, principale responsabile della crisi finanziaria;
• il miglioramento del welfare, della giustizia sociale e dell’occupazione in Europa;
• la valorizzazione della cittadinanza europea attraverso il miglioramento del funzionamento democratico delle istituzioni dell’Unione Europea;
• lo sforzo concorde dei cittadini europei per resistere al fondamentalismo, al nazionalismo e al populismo.

La Rete europea Church on the Move auspica una Europa che sviluppi una propria politica internazionale, indipendente dalla pressione politica e militare di altre potenze, in particolare degli Stati Uniti, al fine di:
• difendere la pace e le azioni umanitarie nel mondo, in particolare in Medio Oriente, in collaborazione con le Nazioni Unite e con le organizzazioni ad esse collegate ,
• impegnarsi in modo diretto per il disarmo nucleare e per sostenere iniziative di pace fondate su azioni nonviolente,
• mantenere una posizione neutrale sull’Ucraina, ricordando i disastri nella ex Jugoslavia, in Iraq e in Afghanistan ,
• lottare contro il neo – colonialismo in Africa e altrove ,
• sostenere la crescita del Terzo mondo .

In coerenza con la Costituzione Gaudium et Spes (GS76) del Concilio Vaticano II, che afferma che la Chiesa “rinunzierà all’esercizio di certi diritti legittimamente acquisiti, ove constatasse che il loro uso può far dubitare della sincerità della sua testimonianza o nuove circostanze esigessero altre disposizioni”, la Rete europea Church on the Move invita la nostra Chiesa a impegnarsi una convivenza armoniosa e prospera in Europa, rispettando:
• la libertà di pensiero, di coscienza e di religione, compresa la libertà di avere o di non avere una religione e di cambiare religione,
• la parità di diritti e la non discriminazione tra le persone, qualunque sia il loro sesso o il loro orientamento sessuale, a prescindere dalla loro appartenenza a una religione o dalle loro opinioni filosofiche,
• la mutua separazione indipendenza tra le istituzioni pubbliche e quelle religiose,
• la neutralità dello Stato nei confronti delle religioni e delle opinioni filosofiche.

La Rete europea Church on the Move sostiene:
• l’appello G3I del 7 aprile per un approccio interreligioso, interculturale e internazionale nella promozione della coesione sociale in Europa e in attuazione dell’art . 17 del TFUE (Costituzione Europea).
• ogni movimento per la tutela e la valorizzazione dei diritti dell’uomo in Europa e nel mondo, inclusi quelli dei migranti , soprattutto in collaborazione con il Consiglio d’Europa .

Drongen – Belgio , 4 maggio 2014

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2 Responses to Elezioni europee: i cattolici della Rete europea Church on The Move fanno riflessioni sull’Europa

  1. Mario scrive:

    Che buffoni, il passo successivo della Gaudium et Spes, citata ad mentula canis, è l’esatto opposto di quanto viene attribuito come presunto corollario.
    Leggiamo infatti:

    Ma sempre e dovunque, e con vera libertà, è suo diritto predicare la fede e insegnare la propria dottrina sociale, esercitare senza ostacoli la propria missione tra gli uomini e dare il proprio giudizio morale, anche su cose che riguardano l’ordine politico, quando ciò sia richiesto dai diritti fondamentali della persona e dalla salvezza delle anime. E farà questo utilizzando tutti e soli quei mezzi che sono conformi al Vangelo e in armonia col bene di tutti, secondo la diversità dei tempi e delle situazioni

  2. Vittorio da rios scrive:

    Ma quali sono quei mezzi conformi al vangelo? In oltre duemila anni di disastri
    e crimini compiuti dai manipolatori del vangelo ci poniamo ancora simili domande?
    Bene, alcune modestissime domande e riflessioni. Corre quest’anno il centenario del
    primo massacro su basi industriali in epoca moderna rappresentato dalla prima guerra
    mondiale. Quale ruolo ha avuto la Chiesa durante tutto il conflitto?E quali mezzi conformi
    al vangelo ha utilizzato, per cercare di evitare prima; poi a tragedia iniziata combattere e condannare
    una catastrofe le cui proporzioni si stavano delineando come una mattanza di popolo mai prima
    avvenuta? Parlo della Chiesa istituzionale,dei suoi massimi organismi il Papa in primis.
    Quanto tempo ci è voluto per eliminare la figura dei cappellani militari? Don Milani
    e Padre Balducci ne sanno qualcosa a proposito.Immagino che tutti abbiamo ben presente il
    ruolo di questi ecclesiasti nel primo conflitto mondiale no? A benedire tra l’altro, con il segno della croce
    le centinaia di migliaia di fucilazioni di ragazzi contadini sbattuti al fronte a macellarsi vicendevolmente
    con altri loro coetanei che portavano divise di altro colore, perché si rifiutavano di uccidere ed essere
    uccisi –I cosi detti disertori– che ha tutt’oggi non si conosce ancora il numero esatto di quanti ne
    furono giustiziati.Quali mezzi conformi al vangelo si è adoperato allora?Bene, sappiamo poi che quella
    catastrofe ne porto una di proporzioni assai maggiori e anche qui il ruolo della Chiesa istituzionale
    è ben noto anche se i contorni ancora sono non del tutto chiariti. Anche qui la domanda è d’obbligo:
    Quali mezzi conformi al vangelo si è adoperato?Difronte al –collasso morale– come definito dalla
    Arendt il più grande genocidio di massa della storia dell’uomo con decine di milioni di vittime e forme di
    crudeltà e barbarie che ne hanno compromesso la stessa umana nostra essenza? Poi certo il processo
    di Norimberga,la nascita della comunità Europea sotto la spinta di grandi figure Europeiste, come
    Spinelli, Colorni,ecc. Il concilio vaticano di Papa Giovanni e di Paolo VI, ma ora quale Europa abbiamo
    inanzi a noi?L’Europa dei popoli, della gente, della uguaglianza sociale, o invece un’Europa in mano
    e soggiogata dai poteri forti rappresentati dallo strapotere dei banchieri e dai grandi e potentissimi
    proprietari della grande finanza, le cui speculazioni finanziarie sono la causa maggiore del
    debito pubblico che sta mettendo in miseria la popolazione di molti stati dell’unione? E su questa
    nuova e drammatica realtà quali mezzi conforme al vangelo è da adoperare? E inanzi a una crisi
    del sistema di produzione globale che oramai è al capolinea e che riguarda tutta la popolazione
    oggi presente sul pianeta e le generazioni future che verranno quale ruolo può avere questa Europa?
    Abbiamo una classe dirigente in grado di dare risposte a simili problemi? Iniziamo a porci queste
    domande, e cercare di trovarvi le giuste soluzioni prima che qualcosa di tragico accada.I segnali
    purtroppo ci sono: l’Ucraina che si trova nel cuore dell’Europa passiamo dire, ma anche di altre
    situazioni dove le guerre e le uccisioni fanno da padrone. Quante guerre oggi si combattono
    al mondo? E quante vittime i conflitti bellici oggi causano?I maggiori e più potenti stati al mondo
    investono cifre spaventose in armi a che pro? Ritengo del tutto condivisibili le riflessioni
    che la rete europea Church On The move ha prodotto con l’incontro avvenuto a Drongen, in Belgio
    il 4 maggio scorso. Una frase tra le tante positive del documento mi ha colpito:– Coloro che si
    ispirano al vangelo devono perciò riflettere e agire–. Bene; il vangelo è Cristo il suo attualissimo
    universale insegnamento che riguarda tutti indistintamente dalla appartenenza religiosa-politica,
    e dal paradigma filosofico-teologico in cui ogni creatura umana si è formata.In questa cornice
    evolutiva non posso non ricordare Balducci, e la straordinaria contemporaneità del suo pensiero,
    sull’Europa dei popoli, della equità e solidarietà sociale,dell’accoglienza, Un’europa che, forte del
    suo patrimonio culturale e dell’ammonimento delle molte tragedie vissute diventi realmente, un
    baluardo di democrazia e di giustizia per l’intera comunità internazionale.
    Questo però come afferma Balducci implica un grande processo evolutivo, che vada oltre
    la storia, perché nota Balducci essa stessa è nel peccato.
    Un caloroso ringraziamento per lo straordinario lavoro svolto come
    sempre, sorretto da grande passione civile, e da rare doti culturali
    e di sensibilità umana che caratterizza la figura di Vittorio Bellavite.
    Un caro saluto a tutti.

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