Il Card. Muller cerca di scomunicare Martha Heizer, Presidente internazionale di We Are Church

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Decreto dell’ex-S.Ufficio contro la Presidente internazionale di We Are Church. Respingiamo il decreto, dice il portavoce di “Noi Siamo Chiesa

Martha Heizer e il marito Gerd si riuniscono in casa per celebrare insieme l’Eucaristia con altre poche persone con modalità simili a quelle che da tempo sono praticate dalle comunità di base, cioè senza un prete canonicamente accreditato. Contemporaneamente, a quanto ci è dato di sapere, continuano a seguire anche le funzioni parrocchiali. E’ uno dei tentativi di maggiore coerenza con la prassi e con l’insegnamento di Gesù per rendere il Vangelo più accessibile e più comprensibile a tutti. E’ questa la strada che la Chiesa dovrà seguire in futuro ricorrendo ai cosidetti viri probati ( e in prospettiva alle mulieres probatae) per permettere che alla celebrazione eucaristica, momento principale della fede della comunità cristiana, partecipino tutti i battezzati e le battezzate, tutti i membri del Popolo di Dio. Moltissime situazioni nel mondo, per esempio in America latina, dove la presenza del prete è possibile in modo del tutto saltuario, chiedono insistentemente che si vada in questa direzione. Questo ha chiesto recentemente a papa Francesco il vescovo della diocesi di Amazzonia in Brasile Ervin Krautler, ricevendo, a quanto si sa, molto ascolto.

Ciò premesso, ritengo che il Card. Muller (prefetto dell’ex-S.Ufficio), che ben sa che Martha Heizer è la Presidente dell’International Movement We Are Church e, da poche settimane, anche della sezione austriaca Wir Sind Kirche, abbia “usato” di questa vicenda per un attacco, indiretto ma molto duro, al nuovo corso di papa Francesco e alle riforme indispensabili che egli cerca di proporre. Non è possibile nessuna altra interpretazione davanti a un intervento nei confronti della Presidente del principale movimento che da anni si impegna per la riforma della Chiesa cattolica nella linea del Concilio e che, ora, ha accolto con convinzione il messaggio del nuovo vescovo di Roma. La questione, di cui era imputata Martha, era ferma da tre anni e sembrava abbandonata. Non a caso viene risollevata ora che nella Chiesa lo scontro si sta facendo vivace.

Il movimento “Noi Siamo Chiesa” respinge il decreto del ex-S.Ufficio, esprime la sua solidarietà a Martha e a Gerd e conferma la sua completa collocazione all’interno della Chiesa di cui si sente parte fino in fondo, a dispetto di chi pretende di tutelare la fede e invece tutela solo il diritto canonico.

Roma, 22 maggio 2014 Vittorio Bellavite, portavoce di “Noi Siamo Chiesa”

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33 Responses to Il Card. Muller cerca di scomunicare Martha Heizer, Presidente internazionale di We Are Church

  1. Vittorio da rios scrive:

    Condivido tutto quanto ha scritto il portavoce di noi siamo
    Chiesa Vittorio Bellavite che ringrazio sentitamente per il
    tono e la fermezza usata difronte a questo ennesimo comportamento
    ai limiti della arroganza e della sistematica prevaricazione fatta nei confronti
    del vangelo di Cristo. Da Muller. Ed esprimo tutta la mia solidarietà a Martha Heizer
    e a tutta la comunità internazionale di We Are Church. Che dire? Una cosa molto semplice
    mi viene di affermare e ragiono per paradosso, Ridurre allo stato laicale l’irriducibile Muller
    solo cosi sara investito di –dignità e verità, evangelica-e potrà finalmente essere liberato dal
    demone del dogma che tanto lo opprime. E’ augurabile che d’avvero l’ebreo marginale vigili
    e protegga Francesco,da questi disperati profanatori del tempio, l’evoluzione e appena cominciata
    e il confronto si presenta alquanto aspro. E’ un termine che trascende la mia limitata umanità ma trovo
    urgente dire: che lo spirito Santo protegga e illumini Papa Francesco.
    Un caro saluto a tutti.

  2. Giovanni scrive:

    Succede sempre così quando si cerca di cambiare qualcosa dal basso: il potere reagisce e incrimina. L’idea che sia una reazione al cambiamento voluto da Bergoglio non cambia il concetto che coinvolge chi non può reagire. Fortuna che siamo nel 2014, un fatto analogo solo due secoli fa avrebbe avuto conseguenze serie per gli autori. Ma di che cosa sono incriminati? Quando Gesù nell’ultima cena di fronte ai discepoli e alle discepole disse “prendete e mangiate … e bevete. Fate questo in memoria di me” disse degli imperativi rivolti a tutti i presenti (donne e uomini). Altrimenti avrebbe detto prendete e mangiate … bevete (che va bene per tutti e tutte), chi poi sarà ordinato (solo uomini) farà questo in memoria di me” ma Gesù era un laico e si sa che con i sacerdoti del tempo non andava tanto d’accordo e rispetto a quella casta preferiva le donne anche le prostitute. O no?

  3. Luca A. scrive:

    Carissimi,
    pur seguendo da tempo, in parte con simpatia e comunque apprezzando almeno i tentativi più costruttivi (solo quelli) di incoraggiare una riforma in senso più autenticamente e sobriamente evangelico della Chiesa, non posso questa volta essere con voi.
    Che la Chiesa possa/debba progressivamente ripensare alle forme della ministerialità, da secoli incartapecorite su modelli non certo originari ma portati da contingenze storiche e successivamente cristallizzatisi senza motivo, ebbene, questo è chiaro a chiunque abbia occhi aperti e intelligenza libera.
    Ma certe rincorse in avanti non dicono nulla e non servono a nulla.
    Non serve a niente e non c’entra niente, organizzare delle pseudo-celebrazioni eucaristiche autocostruite. L’ordinazione presbiterale (sia essa di uomini celibi, o di “viri probati” coniugati, a di donne, o di bisessuali, o di chi volete voi) deve restare. Mai nella Chiesa un gruppetto di quattro gatti si è auto-abilitato ad “amministrare sacramenti” (so che questa espressione forse vi trova critici, ma è per capirci). L’apostolicità e la traditio (nel loro senso etimologico e teologicamente esatto, beninteso) non sono retaggio di un passatismo retrivo e fatto solo di latino, piviali e vuota retorica magico-sacrale, ma hanno/sono un fondamento ineliminabile.
    Tutti nella Chiesa siamo “chiamati” e “inviati”. A volte serve l’umilità di ricordarlo.
    Buon cammino.
    Luca A.

  4. Mario scrive:

    Scusate , per Sacerdote “canonicamente accreditato” si intenderebbe un Sacerdote sacramentalmente ordinato?
    Capisco che youtube sia piena di video sul fai da te, dal bricolage alle ricette di cucina, però mi spiace, Gesù Cristo non ha detto “fate il cazzo che vi pare”.
    Francamente poi questi famigerati “cambiamenti dal basso” son sempre dai soliti quattro gruppetti postconciliari, il cui rappresentare “er bobbolo” è pura autoreferenzialità.
    Meglio chiamarsi “avanguardia pseudoecclesiale”.
    Fa più elitario (ma sono gruppi elitari) però rende meglio l’idea.

  5. Luigi scrive:

    Muller non fa niente senza consultarsi col papa. Illusi! Grazie Signore! Grazie per questo papa mite ma anche fermo. Questa è la più bella notizia nella Chiesa degli ultimi trent’anni. Speriamo sia solo l’inizio, preghiamo e speriamo che vi scomunichino tutti. Via dalla Chiesa.

  6. Luigi scrive:

    Avoja a respinge decreti, avoja a di che Muller si oppone al presunto “nuovo corso” del Santo Padre…Tanto la scomunica rimane 🙂 #vhadettomale
    http://vaticaninsider.lastampa.it/nel-mondo/dettaglio-articolo/articolo/austria-austria-austria-34267/?fb_action_ids=10203494628509415&fb_action_types=og.likes&fb_source=aggregation&fb_aggregation_id=288381481237582

  7. Marco scrive:

    Non sono un tradizionalista ma credo abbia fatto bene. Non siamo protestanti e i ministri devono essere ordinati, e al momento non si ordinano preti donne.

    Saluti

  8. paolo scrive:

    non mi sembra sia solo il cardinale , la scomunica a quanto sento e’ emanata dal santo padre,c’e’ un limite … va bene il vento in chiesa ma che non spenga le candele..

  9. Vittorio da rios scrive:

    Io non credo affatto che Balducci per citare uno dei massimi pensatori, e uomini
    di fede che il mondo cristiano e non solo abbia espresso negli ultimi secoli,
    sia espressione di gruppetti e avanguardie elitarie. Usando un termine
    più delicato ma senza svilirne il contenuto gli strali di Cristo erano e sono
    diretti a quegli –Attori della pasta di Muller–,mi rendo conto che i cambiamenti
    che tutti abbiamo inanzi , –e guardate che piaccia o no, sono evangelicamente
    improcrastinabili– crei all’interno del tradizionale paradigma teologico istituzionale
    della Chiesa imbarazzo e a tratti reazioni irrazionali quanto scomposte. Invito tutti quei
    fratelli a volte un po superbi forti della loro –certezza di essere solo loro nella esclusiva
    verità–di riabbeverarsi alla fonte dei vangeli e non solo quei canonici, penso al vangelo di
    Tommaso per esempio, ritengo che ne ne avremmo tutti indistintamente dei grandi
    benefici.
    Un caro saluto a tutti

  10. Dante scrive:

    buongiorno,
    non so quali siano i termini del problema. Ma se effettivamente i coniugi pretendevano di celebrare la Santa Eucarestia (messa) dovevano essere richiamati al rispetto delle norme liturgiche. La Consacrazione Eucaristica , Il perdono dei peccati con la Confessione e l’ Estrema Unzione sono affidate ai sacerdoti “sacralmenmte ordinati”. Ammiro l’ impegno di noi siamo chiesa, ma quando si stravolge l’ impianto della chiesa cattolica bisogna pur dirlo.

  11. Raffaele scrive:

    Ragazzi, scusate, ma bisogna dirla tutta.
    l’ex-sant’Uffizio ha poca libertà di movimento. Una cosa sono le opinioni personali di Muller, un’altra è una scomunica. Questa accade SOLO ED ESCLUSIVAMENTE con l’approvazione del Papa. E’ Papa Francesco che ha scomunicato Martha Heizer e suo marito. Muller, da solo, non ha assolutamente questa autorità. Quindi, dire che Muller vuole indirettamente attaccare il Papa non corrisponde alla realtà.
    Celebrazioni compiute da laici senza la presenza del sacerdote sono, come l’articolo giustamente ricordava, delle eccezioni per quando è veramente impossibile la presenza di un ministro ordinato. Questo accade in alcuni paesi di missione, ma non solo. Pensiamo alla Svizzera, che ha la figura degli assistenti pastorali laici che, in assenza dei sacerdoti, anche di domenica presiedono una celebrazione della Parola, in piena comunione con la Chiesa. Oltretutto, queste celebrazioni della Parola sono fatte in maniera tale che sia chiaro che non si tratti di una Messa. La Messa, infatti, è una celebrazione dove c’è la consacrazione dell’Eucarestia (cosa non secondaria nella vita della Chiesa e che un laico non può fare). Il caso della signora Heizer è quindi del tutto diverso. Io sono pienamente d’accorso che la Chiesa deve lasciare più spazio e dare più autorità e fiducia a noi laici, ma quello che stanno facendo Martha Heizer e il marito è veramente troppo e, soprattutto, sembrava molto un atto di sfida -visto che è dal 2011 che la da Roma continuano a dirgli di non continuare con queste para-messe (che messe, in verità, non sono).
    A mio avviso, con l’agire in questo modo si finisce solo per darsi la zappa sui piedi e ottenere l’effetto contrario. La Chiesa la riformano quelli come san Francesco.

  12. Francesca scrive:

    Forse non è chiaro che la “Ordinatio Sacerdotalis” di Giovanni Paolo II è magistero sotto il sigillo dell’infallibilità. Non è una cosa su cui si possa dire “io non sono d’accordo”. O meglio, sì, si può, ma sapendo e accettando che allora non si è cattolici. Non si può cogliere fior da fiore quel che fa più comodo. Il Papa non butta fuori nessuno: la scomunica è la ratifica del fatto che uno si è messo fuori da solo. Nella Chiesa ci si sta obbedendo, perché libertà è seguire chi guida, non fare i propri comodi. Se la signora Martha ritiene di “celebrare messa” (virgolette e minuscolo assolutamente voluti), faccia pure, ma è una rappresentazione suggestiva al termine della quale si mangia un po’ di pane e si beve un dito di vino, perché non succede NULLA. Anche se rifiuta di ritirare il decreto di scomunica, essa è comunque operativa, perché letteralmente il termine significa essere fuori dalla comunione ecclesiale, e fuori ci si è messa lei, in piena libertà e autonomia: il Papa ne ha solo preso atto. Si fondi la sua chiesa “moderna” dove chiunque si sveglia al mattino fa quel che vuole, ma non generi confusione nei fedeli in buona fede. Così non si è cattolici, mettetevi il cuore in pace. Si è Chiesa “con”, non “contro”: diversamente si è solo se stessi in compagnia delle proprie idee. Uno splendido monologo, almeno nessuno mi può contraddire: ma resto comunque solo, perché l’ho scelto io.

  13. Andre scrive:

    La scomunica doveva arrivare anni fa, era ora!
    Ora è persino poco di fronte ai danni creati da sti pazzi….

  14. Carmen scrive:

    Sono d’accordo con la scomunica anche se può dispiacere. Va chiarito però che la scomunica è un atto necessario per far sì che non si crei confusione nei fedeli. La religione cattolica non può infatti diventare un tutto indistinto in cui ogni cosa ha diritto d’ingresso e in cui tutto viene accettato indistintamente in nome di un’apertura incondizionata a tutto, perché altrimenti si perderebbe ogni tratto identificativo della religione stessa, la quale per l’appunto diventerebbe un tutto indistinto che non afferma nulla di preciso. E’ bene invece chiarire ciò che la religione cattolica non è, in quanto il momento della distinzione è fondamentale per la propria identità. Questo vale per tutto.

    A me sembra evidente che “Noi siamo Chiesa” sia un’altra religione, o meglio, un’altra confessione rispetto a quella cattolica, in quanto semplicemente afferma cose diverse da quella cattolica, e mi sembra giusto pertanto che non vada confusa con essa. Da cattolica mi può dispiacere di questa vostra scomunica, ma questo per le stesse ragione per cui mi può dispiacere che noi cattolici e i protestanti non siamo tutti uniti in una stessa confessione, sapendo al contempo che tale separazione sia necessaria in quanto è espressione di una diversità. Credo insomma che il tutto indistinto non sia una cosa così giusta come spesso si è indotti a credere, perché in realtà il tutto indistinto nega le diversità e cancella l’identità di questo e di quello. Finiamola di dire che è sempre bello stare “tutti insieme allegramente” perché non è vero, non è vero per l’Europa, non è vero per questo mondo sempre più globalizzato e non è vero per le religioni, per quanto in un caso o nell’altro sia sempre auspicabile il buon dialogo e la pacifica convivenza.

    Dicevo che questa di “Noi siamo Chiesa” mi sembra proprio un’altra confessione rispetto a quella cattolica, oltretutto costantemente in lotta con la stessa, una realtà insomma non soltanto distinta ma fortemente contrapposta alla realtà del mondo cattolico, almeno in ambito dottrinario, e sinceramente non capisco l’ambiguità di volersi confondere con essa, cosa che magari mi verrà chiarita, perché forse sono io a sbagliare.

    Noto un’altra cosa. Ho dato un’occhiata a questo sito. Ho letto parecchie cose e ho notato che si parla solo di temi da attivismo “radical”, mentre invece mi sembra, almeno da ciò che ho letto, che non si parli mai di Cristo. Mai, in tutto ciò che ho letto. Cristo è il grande assente in tutto ciò che ho avuto modo di visionare. Gli unici temi sono quelli di un antagonismo più politico che religioso. Anche questo mi sembra strano per un movimento religioso.

    Spero in una riflessione costruttiva e che porti a sviluppare ogni possibilità di futura riconciliazione.

    Grazie

    Carmen

  15. FrancescoC scrive:

    “per la riforma della Chiesa cattolica nella linea del Concilio”
    ovviamente si parla sempre del Concilio, senza mai citare nulla. Ed è ovvio, perché a leggere i documenti dell’ultimo Concilio, non si trova traccia alcuna delle “riforme” che insistemente chiedono Noi Siamo Chiesa & co.

    “Il movimento “Noi Siamo Chiesa” respinge il decreto del ex-S.Ufficio, esprime la sua solidarietà a Martha e a Gerd e conferma la sua completa collocazione all’interno della Chiesa di cui si sente parte fino in fondo, a dispetto di chi pretende di tutelare la fede e invece tutela solo il diritto canonico.”
    Contenti voi… ma io non vedo che senso abbia affermare di appartenere ad una Chiesa di cui non si accetta nulla. Non si tratta di difendere il diritto canonico, si tratta di difendere un depositum fidei che nessun Papa e nessun Concilio può mettere in discussione, men che meno voi.

  16. Vittorio da rios scrive:

    Noto ancora una volta e con amarezza quanto Cristo nulla centri con commenti
    che ho potuto leggere,Gesù Cristo resta l’eterno sconosciuto, in gran parte di coloro
    che pensano di esserle accanto Siamo semplicemente un popolo che ha confuso lo
    straordinario messaggio salvifico dell’ebreo marginale con una serie di riti e di prassi
    codificate, in istituzioni, che è assai difficile superare.E in questo gli storici limiti
    delle tre religione monoteiste, le accomunano. Noto che nessun commento si rifa
    per esempio a grandi figure la cui fede profonda in Cristo è indiscutibile ,Balducci,
    Turoldo, Milani, Mazzi, Don Gallo,e molti altri che elencarli richiede ampi spazzi.
    pensiamo a figure come Franzoni. Giulio Girardi figure di grandissimo spessore
    culturale ed umano quali costi personali hanno dovuto patire? essendo stati
    antesignani di come deve essere la Chiesa di Cristo cioè tra la gente?E allora mi
    pongo e pongo una domanda ma quale Chiesa realmente si vuole?Una Chiesa da
    gregge da essere guidata dall’apparato verticistico con piccole variazioni:
    oppure una Chiesa che svestita finalmente da tutta l’idolatria con sfumature spesso
    tipicamente pagane, esprima un popolo di fedeli che provenendo da occidente
    e oriente nella figura dell’ebreo marginale cioè il Cristo riconoscono il salvatore
    Universale? E in questo processo evolutivo cosi ben delineato da Balducci vi saranno
    Uomini, donne,sposati non sposati,con tali requisiti morali e culturali nonchè
    spirituali in grado di prendersi cura di una comunità di credenti e di sostituirsi in tutto
    alla figura tradizionale del sacerdote? Queste ritengo siano le questioni di fondo.
    Io ritengo che si assisterà nei prossimi decenni a profondi e per certi versi impensabili
    cambiamenti nella evoluzione intuita da Balducci e da quei profeti moderni che con grande
    sacrificio e costi personali a volte inenarrabili e sempre partendo da Cristo,e stando
    dentro Cristo ci stanno aiutando a costruire una umanità tutta, finalmente liberata dal
    gioco di tutte le schiavitù e dagli inutili e anticristiani dogmi strumenti del potere materiale
    e spirituale che ancora caratterizza purtroppo gran parte dei vertici vaticani.
    Un caro saluto a tutti e in particolare a Vittorio Bellavite.

  17. irene scrive:

    il punto è un altro, non le donne o gli uomini, ma il fatto che voi abbiate manomesso le spiecie eucaristiche(mi riferisco alla “consacrazione”)senza essere ordinati. Papa Francesco è aperto al dialogo, purchè però si rispettino le regole, che sono per il momento ancora quelle dell’ordinazione presbiteriale.

  18. aldo scrive:

    non l’ uomo è per il sabato, il sabato è per l’ uomo.
    davanti alla sua coscienza il Card. Muller scomunica chi gli pare. Poi se la vede con dio. La sede apostolica di Roma si è, per tradizione e senza mandato divino, arrogata il potere di dare esecuzione alle scomuniche dal lontano V secolo. Secoli dopo si pente per quello che hanno fatto passare a
    Galilei, per esempio. Da “figlio del Vaticano 2^” e ricercatore del Cristianesimo senza scorie depositate dalla connivenza col potere dai tempi di Teodosio penso che i Seguaci di Cristo hanno tutto il diritto di pregarseLo in santa pace come-quando-dove vogliono, senza mediazioni, spezzare il pane e trasformare in vita la Parola, Uomini-Donne-e tutte le altre sfumature possibili ed immaginabili. . . e chi si vuole scominicare lo faccia. Cristo è Libertà.

  19. Leone scrive:

    “Avere una fede chiara, secondo il Credo della Chiesa, viene spesso etichettato come fondamentalismo. Mentre il relativismo, cioè il lasciarsi portare “qua e là da qualsiasi vento di dottrina”, appare come l’unico atteggiamento all’altezza dei tempi odierni. Si va costituendo una dittatura del relativismo che non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie. ”
    Mi auguro che vi rendiate conto nell’inganno diabolico in cui siete caduti. Ravvedetevi.

  20. ivano sonzogni scrive:

    da cristiano ex cattolico cerco di seguire l’attività del nuovo papa, ma sinceramente non la capisco: pochi giorni fa ha dichiarato che la comunione la si dovrebbe dare anche ai marziani ed ora espelle dalla (sua) chiesa? Cristo è Dio-uomo, non prete! la chiesa è chiesa in Cristo, non in un uomo eletto papa da certuni! Non penso che la riforma della istituzione cattolica possa compiersi solo dal basso, ma dall’alto sembrano giungere solo parole dolci e le solite bastonate concrete. Auguri!

  21. Salvo scrive:

    La Chiesa deve necessariamente fare dei passi…le “esagerazioni” ed i ” fai da te” folcloristici e di sorta, altro non fanno che ritardare il rinnovamento tanto atteso ed auspicato. Che il Cielo conceda presto una Chiesa realmente conciliare . Un saluto

  22. Alberto scrive:

    @ Vittorio da rios:
    cita don Milani: lo stesso che disse: “Non mi ribellerò mai alla Chiesa perché ho bisogno più volte alla settimana del perdono dei miei peccati e non saprei da chi altri andare a cercarlo quando avessi lasciato la Chiesa.”?

  23. Vittorio da rios scrive:

    Trovo illuminante questa poesia di Padre David Maria Turoldo,
    di cui tutti conosciamo il suo straordinario percorso Poetico-profetico
    cantore infaticabile della Bibbia e dei Vangeli, incompreso e avversato dai
    vertici vaticani allontanato dalla sua chiesa dove recitava l’Eucarestia e con
    le sue omelie scuoteva le coscienze. Commovente la omelia del Cardinale
    Martini riportato nella sua –Chiesa–al suo funerale dove chiese perdono
    per i torti che la chiesa ufficiale gli aveva inflitto. e che Turoldo mai smise di amare.

    VOGLIO PARLARE CON TE O PAPA
    Voglio parlare con te o papa,
    nuovo in appena in apparenza
    ( quanto le speranze
    al tuo apparire).

    Invece subito antico,
    come la Sfiducia e l’illusione:
    antico, di sempre, e neppure
    venuto da lontano.

    Ma gli umili continueranno crederti,
    –i poveri di san Salvador e Nicaragua
    e Guatemala– gli infiniti
    poveri che tu non salverai.

    I potenti sono tornati sicuri
    poiché nulla muterà,
    né il Palazzo segnerà una crepa…

    E grideranno le –favelas– di tutte le capitali
    ancora più disperate:
    –Venga il tuo regno–.

    –Si Gesù, venga il tuo regno–
    risponde il silenzio
    dalle fosse degli uccisi.

    Di te hanno fatto, fatto o papa,
    –oltre il tuo volere, certo di certo!–
    Il cemento sacro,la forza
    oscura che spegne il fuoco
    dell’unica possibile
    rivoluzione.

    Tu non puoi mutare ,
    fatto –pietra–
    dell’immobilità.

    Tu immagine del più alto potere
    cui tutto soggiace,
    secreta anima
    per governare la terra.

    Credenti ,è oramai questa
    l’ultima Era?

    Vorrei che un poi tutti riflettessimo su questi versi lapidari
    quanto profetici Il Papa è Giovanni Paolo II da poco reso santo.
    E’ quanto mai augurabile che questa poesia non sia estensibile all’operare
    di Papa Francesco.
    Un caro saluti a tutti

  24. Vittorio da rios scrive:

    Rileggendo seppur a luci dell’alba prossime alcuni commenti si può
    notare lo dico senza la benché minima seppur velata polemica , come ci
    si accusi di relativismo, di debordare in atteggiamenti personali, e di non
    aver rispetto per le regole cosiddette consacrative, non rispettare l’autorità
    papale ecc.ecc. Mi pare molto realisticamente di poter affermare che qui non
    si discute di relativismo, anche se gli stessi vertici vaticani da alcuni decenni
    Giovanni Paolo II stesso fece illuminanti affermazioni sul valore assoluto e
    irrinunciabile della evoluzione della coscienza umana, e delle conquiste scientifiche
    ritenute positive per l’uomo frutto della creazione di Dio. Detto questo ritengo di poter
    dire che si sta assistendo all’inizio di un processo evolutivo complessivo dell’umanità
    che coinvolgerà nella sua essenza tutto quello che io chiamo l’attuale archetipo culturale-
    economico-politico quindi la stessa sensibilità e il vivere la pratica religiosa subirà delle
    profonde modificazioni. Mai nel corso della sua storia l’umanità si e trovata in simili
    processi gli strumenti e le conoscenze di cui l’uomo oggi dispone sono tali da permettere
    o di andare verso un a catastrofe distruttiva generale, dove il prezzo lo pagheranno i miliardi
    di creature umane che un meccanismo economico spaventosamente sperequativo ha messo ai
    margini con realtà esistenziali drammatiche; o di costruire una nuova umanità un nuovo archetipo–
    Paradigma in sintesi l’approdo a una nuova civiltà, dove l’organizzazione su base planetaria della
    gestione delle risorse del pianeta fossili, e rinnovabili siano equamente distribuite, Ecco la grande
    sfida che l’uomo del terzo millennio ha difronte non ci sono alternative tutti dobbiamo prenderne atto.
    Riguarda non tanto noi ma le generazioni più giovani e quelle che verranno. In questo cornice evolutiva
    mi chiedo E la Chiesa? e più in generale le religione cosiddette monoteistiche come sapranno adattarsi?
    E che ruolo concretamente avranno? Il mio sguardo va ai prossimi decenni del secolo appena
    incamminato. Pensiamo che la risposta sia quella che sta tentando di dare Francesco o di coloro che
    si richiamano alle tradizioni e alla sistematica difesa dogmatica della inviolabilità e infallibilità
    delle istituzioni clericali il Papa in primis? Non correrà il rischio di vedersi travolta da questa evoluzione?
    Se essa stessa non saprà evolversi in modo tale da essere da protagonista alla costruzione di una nuova
    civiltà organizzata come sopra accennato. E in questa planetaria evoluzione quale protagonista se non
    il Cristo riscoperto in tutta la sua straordinaria modernità puo dare linfa vitale energie salvifiche alla
    costruzione di una nuova Chiesa e alla salvezza e redenzione di tutta l’umanità?
    Ritengo che piu che sprecare energie in difesa di posizioni destinate per gli improcrastinabili processi
    evolutivi accennati, a essere sempre più marginali superati dalla storia, indirizzare risorse intellettuali
    e materiali verso una Chiesa che sappia sempre più essere tra la gente e per la gente.
    Sono temi che ho già sinteticamente trattato e che mi stanno particolarmente a cuore.
    Perché riguarda l’umanità che come predicò Gesù viene da Oriente e occidente, da nord e sud
    del mondo.
    Un caro saluto a tutti.

  25. maurizio mannocci galeotti scrive:

    io sono cattolico perchè lo scelgo tutti i giorni ed accetto che solo un consacrato può consacrare il pane in Eucarestia , questo attraverso LA SUCCESSIONE APOSTOLICA. E su questo immeso dono non si scherza! ne ci sene appropria.se io voglio spezzare il pane con mia moglie o i miei amic no problem, ma non è eucarestia. Se Martha no lo accetta perfetto ha diritto di fondare la sua chiesa che non è la cattolica. Ci sono tante chiese e tutte si considerano vere. Io scelgo giorno dopo giorno la chiesa di Pietro vescovo di Roma. Ma niente vittimismo..le vittime sono altre in Darfur come in siria ..in afganistan come in Burma…

  26. Matteo scrive:

    Carissimi pro e contro la scomunica
    Buongiorno
    Se definiamo “religione” un modo per relazionarsi con Dio, allora abbiamo anche all interno del cattolicesimo migliaia di “religioni”
    Con questa piccola provocazione voglio dire che sotto la crosta di una apparente monolitica unità la Chiesa nasconde diverse opinioni e consapevolezze, che a livello clericale o vengono ipocritamente celate o rimangono confidenze tra amici (tanto non ci posso far nulla)
    I precedenti commentatori che plaudono alla scomunica sono forse tra quelli che preferiscono soffocare la voce di coloro che non si accontentano di rimanere nascosti nell ombra del “dico-non dico” ma si espongono personalmente?
    Eppure molti (ora che lo dice anche il papa) dicono che la Chiesa deve essere rinnovata, ma quando è il momento di scendere nei dettagli nessuno vuole prendere decisioni importanti (vedi CEI).
    Ho letto che il sabato è fatto per l uomo, mentre IL PRETE È STATO CREATO PER L EUCARISTICA. Esatto! In questo caso il sacrificio eucaristico ha la precedenza sulla figura del presbitero. Per questo un prete pedofilo o assassino impenitente potrebbe celebrare validamente una Messa: Gesù non si manifesta per la santità di chi presiede, ma perché 2 o più sono riuniti nel suo nome. Credo che la questione sia tutta qui.
    Il Vat II ha portato sul ciglio del baratro i vescovi, ma poi invece di lanciarsi come aquile sono scappati. Hanno dovuto definire che OGNI CRISTIANO È SACERDOTE CON CRISTO, ma si sono poi affrettati a distinguere il sacerdozio speciale.
    Li capisco; ci vuole un coraggio divino per fare riforme contro i propri interessi.

  27. Mariella scrive:

    Vorrei avere la stessa facilità espositiva e soprattutto la stessa profondità umana e teologica di Vittorio da rios per riuscire a sintetizzare altrettanto felicemente il mio pensiero. Cmq, per fortuna, le persone come il succitato Vittorio da rios esistono……… e io mi auguro non solo che siano numerosi ma soprattutto che lo diventino sempre più. Grazie.

  28. Cinzia scrive:

    Dev’esserci un gruppo di gente che si e` organizzata per commentare contro gli articoli di questo sito. A questo genere di persone non interessa leggere e cercare di capire altre posizioni. Sono strutturati mentalmente per essere acritici. Pensano che per salvarsi l’anima si debba obbedire. Tutto qui. Magari post mortem avranno delle sorprese, magari scopriranno che la fede in Gesu` e la fede nel Papa non sono proprio proprio sovrapponibili…Glielo auguro di cuore!

  29. Vittorio da rios scrive:

    Caro Alberto anche quella frase di don Milani andrebbe inquadrata nella
    giusta ermeneutica, in simbiosi con tutto il corpus delle citazioni e degli scritti,
    Di Milani e in special modo con il suo concreto e quotidiano operare e agire. Stiamo
    parlando di una figura che con Mazzolari e altri hanno contribuito ha creare
    le premesse per un profondo rinnovamento della Chiesa. Milani la cui originalità
    condita di passione e amore nonché di tensione civile che seppe elargire ne fanno
    una figura per certo versi irripetibile all’interno della Chiesa Mori giovane ma ha
    lasciato un’impronta sui criteri di come deve essere la scuola che tuttora sono di
    estrema attualità. Barbiana doveva essere la sua tomba come sacerdote, ne fece
    invece un laboratorio di formazione di coscienze critiche sul quale vi fu un interesse
    che superò gli stessi confini nazionali.Ma come spesso è accaduto nella recente
    e non, storia della Chiesa i migliori suoi figli sono stati tardivamente compresi
    nella loro grandezza morale e spirituale.
    Un caro saluto a tutti

  30. Vittorio da rios scrive:

    Cara Mariella mi permetto di ringraziarla per le parole immeritate che mi
    ha dedicato ritengo e lo più volte detto che ognuno di noi deve dare
    quel po che ha ricevuto e assieme; e siamo in molti mi creda costruire
    le premesse per un mondo un po migliore di questo che ci è dato
    attualmente di vivere.
    I miei piu cari saluti.

  31. Giovanni scrive:

    Trovo assurdo gioire perchè due fratelli sono stati scomunicati. Preghiamo piuttosto per loro affinché si ravvedano e perché ravvedano tutte le persone che hanno traviato.

  32. Lucio scrive:

    Comunque il titolo di per sé è già una bufala.
    Non è che ha “tentato di scomunicare”.
    Sono scomunicati. Stop.
    Il CIC non è un “secondo me” e la profanazione dell’Eucarestia non è una cosa opinabile.
    Eddai….

  33. margherita scrive:

    Basta scomuniche ! Basta roghi !!! Basta allontanamenti . Basta con questa Chiesa sessista e omofoba (malata fino al midollo ). Spero tanto che le donne e tutti gli uomini di buona volontà possano insieme al Papa Francesco appoggiare il Soffio dello Spirito che non teme barricate deliranti e poteri occulti . Consiglio a tutti quei Cattolici romani che vivono sicuri nelle loro enclavi ricche di sicumere certezze di farsi illuminare un pò di più dalle Sacre Scritture (studio – ricerca – confronto – e dialogo ). La mia gratitudine va a tutte quelle donne Teologhe e tutti quegli uomini che non smettono di credere (e sono tanti )ad una Chiesa pluralista senza discriminazione di genere.

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