Il Sinodo, nella prima settimana, ha aperto al cambiamento

La relatio post disceptationem fa aperture inedite. Il Sinodo sta decollando

il Sinodo dei vescovi ha concluso la sua prima settimana . Le notizie dirette sul dibattito sono poche. L’ufficio stampa del Vaticano ha riferito sui contenuti ma non sui nomi degli intervenuti e sulla consistenza delle varie posizioni. Sembra che ci sia quella libertà di espressione, auspicata da papa Francesco, che era scarsa negli altri sinodi. In tante interviste e articoli sono state ripetute le note contrapposizioni , mentre sono rimasti in secondo piano i problemi sociali della famiglia e quelli relativi al rapporto genitori/figli. In primo piano, come previsto, è stata la questione dei divorziati risposati. La tematica relativa agli omosessuali è stata finalmente esaminata senza demonizzazioni pregiudiziali, contrariamente al passato.
Ieri è stata diffusa la Relatio postdisceptationem, la sintesi dei lavori della settimana, a cura dell’ungherese Card. Erdö. Questo testo va esplicitamente nella direzione dell’ascolto e dell’apertura mantenendo la distinzione tra dottrina e pastorale. Si considerano accettabili matrimoni civili e convivenze, sui divorziati risposati si intravede il percorso che porterà a una loro partecipazione all’Eucaristia, le “persone omosessuali hanno doti e qualità da offrire alla comunità cristiana” e via di questo passo. Oggi Vito Mancuso su “Repubblica” scrive che la strada intrapresa è finalmente quella giusta. “Noi Siamo Chiesa” non può che condividere questo primo passo del sinodo e deve anche constatare che, se queste posizioni si consolideranno, la linea di Ruini e di Bagnasco, quella delle “campagne” e dei “valori non negoziabili”, sarà di fatto sconfessata e i vescovi italiani avranno l’occasione da non perdere per fare una svolta.
Ma nel finale del documento (cap. 53-55) si liquida la questione della contraccezione rilanciando “il messaggio della Humanae Vitae”. E una cosa incredibile. Se ne è davvero parlato in questi termini al Sinodo? Manca il buonsenso di prendere atto , magari senza proclamazioni esplicite, che questo insegnamento è decaduto perché non recepito in modo costante e diffuso dal popolo cristiano.
Sabato 4 a Roma si è tenuta la conferenza stampa internazionale di We Are Church, a cui ho partecipato per Noi Siamo Chiesa. Venerdì 3 si è tenuto, sempre a Roma, l’incontro “Le strade dell’amore” organizzato dal circuito internazionale degli omosessuali credenti. In questi incontri ed in altri documenti, come quello di NSC che ho inviato settimana scorsa, sono state ripetute le proposte di riforma sostenute da anni. E’stato ancora fatto presente che la base del popolo cristiano, che vive i problemi quotidiani della famiglia e della sessualità, non è realmente rappresentata nel sinodo (le poche coppie presenti fanno parte di movimenti famigliari strettamente legati alla gerarchia).
Poi il vicedirettore dell’Osservatore romano sabato 11 ha recensito il libro di Luigi Sandri “Dal Gerusalemme I al Vaticano III- I Concili nella storia tra Vangelo e potere”. Mai era successo in passato per un importante studio che è espressione del nostro circuito che si ispira al Concilio. Preghiamo per ringraziare il nostro Padre eterno per la strada che si inizia a percorrere nella nostra Chiesa e perché il cammino continui nella fedeltà all’Evangelo.

Vittorio Bellavite, portavoce di “Noi Siamo Chiesa”

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One Response to Il Sinodo, nella prima settimana, ha aperto al cambiamento

  1. Marco scrive:

    Buongiorno, non capisco quali cambiamenti. Si può discutere di cose che non sono verità di fede. Gesù nel Vangelo ha già detto a chiare lettere che un matrimonio contratto validamente è indissolubile. Non si può fare nulla

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