Dieci anni fa Eluana. Un momento importante nella cultura e nella vita degli italiani

Dieci anni dopo Eluana. E’ sorta una nuova consapevolezza sul fine vita mentre chi organizzò la campagna si guarda bene dal fare autocritica.

Dieci anni fa oggi, dopo essere morta da 18 anni, moriva Eluana Englaro. Il suo splendido sorriso è riapparso sulla stampa e in televisione e il papà Beppino ha ripreso a ripetere quanto disse per 18 anni con un raro coraggio civile. La sofferenza intima e straziante del padre non si ripiegò su sé stessa e la sua tenacia, a difesa della libertà e della dignità della figlia, servì  a tutta la società italiana. Ora la cultura del fine vita, per moltissimi, è capita e vissuta in modo diverso. La vita è affetti, coscienza, relazioni, anche sofferenza e il protrarla ad ogni costo è  una violenza assurda sul percorso che la Provvidenza (o la Natura) assegna ad ognuno. Eluana ora vive, con la sua mamma, nel mistero di una realtà che ci trascende ma che, come cristiani, sappiamo essere di serenità e di amore.

Ci sarebbe piaciuto che, con il passare degli anni ed anche dopo l’approvazione della legge che dà al malato maggiore libertà di autodeterminazione, aumentasse dovunque la consapevolezza sulla complessità delle situazioni terminali, sui veri valori in gioco e sul rispetto delle decisioni che furono assunte, alla fine e con tanta fatica, dalle istituzioni. Ci sembra invece che sia ancora tutta da fare una vera revisione autocritica da parte di chi condusse la campagna sul caso di Eluana in modo fanatico o, comunque, in modo tutto ideologico o parlando a sproposito di “deriva eutanasica”. Il mondo cattolico è il primo che dovrebbe seriamente interrogarsi.

9 febbraio 2019                               NOI SIAMO CHIESA

Questa voce è stata pubblicata in Documenti NSC. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.