Una costola di santa Bernadetta di Lourdes percorrerà l’Italia girando 33 diocesi da maggio ad agosto. Perché si consentono e si realizzano queste vere e proprie forme organizzate di superstizione che hanno in sé qualcosa di pagano?

 

Pubblicato il 24 aprile 2019

Santa Bernadette di Lourdes, le reliquie in Italia. Ecco l’itinerario 2019

Ecco le tappe delle spoglie che saranno esposte in 33 diocesi. La storia e le apparizioni della pastorella che assumono un ruolo importante nella devozione mariana

di GIOVANNI PANETTIERE
Ultimo aggiornamento il 24 aprile 2019 alle 16:28

Roma, 24 aprile 2019 – La Chiesa in Italia accoglie le spoglie di Santa Bernadette Soubirous. In occasione dei 175 anni dalla nascita e dei 140 dalla morte della pastorella francese, alla quale apparve per la prima volta la Madonna l’11 febbraio 1858, da oggi a fine agosto, trentatré diocesi si alterneranno nell’esposizione e venerazione delle reliquie della veggente. L’urna, contenente una costola della santa, arriverà stamattina all’aeroporto di Bergamo per essere trasferita ad Alessandria, prima tappa del ‘tour’ italiano. Nella cittá piemontese il frammento sacro sarà conservato nel santuario delle Suore immacolatine dove da giovedì verrà offerto alla devozione dei fedeli. In agenda lodi, rosari, adorazioni eucaristiche, processioni e messe prima del trasferimento delle reliquie a Modena mercoledì 1 maggio.

LE TAPPE – Questo l’elenco delle diocesi che ospiteranno l’urna con i resti di Bernadette:
1) Alessandria (25-30 aprile);
2) Modena (1-4 maggio);
3) Massa Carrara (4-7 maggio);
4) Vercelli (08-11 maggio);
5) Cesena (11-14 maggio);
6) Spoleto (15-18 maggio);
7) San Benedetto del Tronto (18-21 maggio);
8) Civita Castellana
(22-25 maggio);
9) Montepulciano
(25-28 maggio);
10) Roma (29 maggio-4 giugno:
due parrocchie coinvolte);
11) Frosinone (4-7 giugno);
12) Caserta (8-11 giugno);
13) Napoli (11-14 giugno);
14) Ariano (14-17 giugno);
15) Foggia (17-20 giugno);
16) Brindisi (21-24 giugno);
17) Crotone (25-28 giugno);
18) Oppido Mamertina
(28 giugno-1 luglio);
19) Patti (1-4 luglio);
20) Palermo (4-7 luglio);
21) Trapani (7-10 luglio);
22) Tempio (11-14 luglio);
23) Ozieri (14-17 luglio);
24) Cagliari (17-20 luglio);
25) Savona (21-24 luglio);
26) Torino (24-27 luglio);
27) Asti (27-30 luglio);
28) Pistoia (30 luglio-2 agosto);
29) Volterra (2-5 agosto);
30) Benevento (6-9 agosto);
31) Capua (10-15 agosto);
32) Aversa (15-18 agosto);
33) Albano (18-22 agosto).

Chi era Bernadette Soubirous: la veggente di Lourdes 

Malaticcia, analfabeta, caparbia, ha 14 anni Bernadette Soubirous il giorno in cui nel 1858 gli appare per la prima volta la Madonna. Seguiranno altre diciassette visioni, sempre nella grotta di Massabielle, a Lourdes, che nei decenni successivi diverrà il fulcro del culto mariano, metà di pellegrinaggio per milioni di ammalati in cerca di guarigione e conforto. Eppure Bernadette sin dall’inizio non ha vita facile nel farsi credere dalla Chiesa cattolica del tempo. In tanti la prendono per un’imbrogliona. Sottoposta a rigorosi interrogatori, risoluta e paziente, la pastorella non cade mai in contraddizione. Neanche davanti ai vescovi, una cinquantina, che a turno la incontrano per provare la sua attendibilità, mentre, senza il loro placet, la grotta di Massabielle s’ingrossa di devoti della Vergini. A ciascuno dei suoi esaminatori Bernadette racconta sempre la stessa versione. Non toglie, né aggiunge nulla. Per lei, più che essere creduta, è importante riferire quanto ha visto.

“Non sono stata incaricata di farvi credere – replica a chi resta scettico –. Sono stata incaricata di riferire”. A ventidue anni la giovane mantiene fede alla promessa di farsi suora. Anche per sfuggire alla notorietà, un po’ infastidita dal clamore suscitato dalla sua vicenda, si rifugia a Saint-Gildard, la casa madre della Congregazione delle suore della carità di Nevers. Qui esce ed entra di continuo dall’infermeria per colpa della tubercolosi e di un tumore alle ginocchia che la porterà alla morte a soli 35 anni. Per tutta la sua vita da religiosa non rinuncerà mai alle consegne ricevute dalla Vergine: preghiera e penitenza per la conversione dei peccatori. Beatificata nel 1925, è stata canonizzata, sempre da papa Pio XI, nel 1933. 

LOURDES E IL DOGMA DELL’IMMACOLATA CONCEZIONE – Le apparizioni di Lourdes, al pari di quelle di Fatima (1917), assumono un ruolo importante nell’economia della devozione mariana. Fermo restando che i primi dogmi sulla Madonna, si devono al I Concilio di Costantinopoli (381), che ne decretò la verginità, e al Concilio di Efeso (431) sulla giovane assunta a theotokos (madre di Dio), è nel Basso Medioevo, e in particolare grazie alla spiritualità di San Bernardo di Chiaravalle (1090-1153), che il culto dI Maria raggiunge il suo culmine. La preghiera dell’Ave Maria, nella sua forma embrionale, risale al XII secolo; il Rosario matura fra il ’200 e il ’300. Sempre nel XIV secolo il filosofo scozzese Dans Scoto è il primo ad approfondire l’ipotesi dell’immacolata concezione della Vergine, anche se, per la proclamazione di questo dogma che sdogana un’eccezione alla dottrina dell’universalità del peccato originale, bisognerà attendere il 1854. Quattro anni più tardi sarà la volta di Lourdes. Diciotto apparizioni, ma solo alla penultima la Signora svela la sua identità alla pastorella Bernadette: “Sono l’Immacolata concezione”. Possibile che la veggente sapesse qualcosa del pronunciamento solenne di papa Pio IX? Per i detrattori delle apparizioni mariane l’epiteto, posto sulla bocca della stessa Madonna a Massabielle, sarebbe la prova provata di una colossale macchinazione; per i devoti, nessuna ombra d’imbroglio: Bernadette nella sua ignoranza era all’oscuro della verità di fede riconosciuta a Roma.

Il mistero tiene banco ancora oggi che la Chiesa professa un ulteriore e ultimo dogma, fissato da Pio XII nel 1950, l’assunzione corporea al cielo della Madonna. Resta da chiedersi se la glorificazione progressiva della Vergine non abbia finito per offuscare il ritratto di Maria che si ricava dal più antico dei quattro Vangeli. Quello di Marco (70 d.C.) che tratteggia una Miriam dal carattere forte, umanissimo fino in fondo: l’evangelista non fa menzione della nascita verginale di Cristo; descrive i dubbi della giovane madre sulla sanità mentale del figlio rabbì (maestro); non riporta alcuna presenza della donna ai piedi della croce. Teologi come Hans Kung (La donna nel cristianesimo, 2005) insistono su questa discontinuità fra la Madonna della Chiesa e la Miriam di Marco. La loro è una tensione ecumenica volta a evidenziare (non senza ragioni) come certi pronunciamenti cattolici abbiano allargato il solco fra Roma e le Chiese separate. Nonostante ciò sarebbe assurdo negare la forza di una devozione, popolare e assai radicata nel tessuto sociale, che continua a spingere tutt’oggi tantissime persone a porre la loro fede in Cristo. Da Maria a Gesù, dalla mamma al Figlio.

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