Il “Decreto sicurezza bis” contraddice il Vangelo. Il gruppo di S.Bernardino di Caravaggio (Bergamo) ha raccolto il consenso dei gruppi cattolici nella denuncia

Le Acli,  “Chei de la Bosnia”,  l’ Azione Cattolica, la Commissione  Caritas ,

il gruppo di San Bernardino, il gruppo missionario,

il movimento dei Focolarini e gli Scout di

Caravaggio 

propongono alcune riflessioni su un recente provvedimento legislativo ed invitano la comunità  cristiana ad un atteggiamento di  coerenza sul piano umano ed evangelico

Le associazioni sentono il desiderio di manifestare e, se possibile, condividere un evento di vita civile, che ci sembra contraddire lo spirito  evangelico. In questi mesi il Parlamento ha approvato in via definitiva il “Decreto sicurezza Bis”, che è diventato legge del nostro Stato. Questo evento ha interrogato le nostre coscienze di cristiani, perchè prevede la criminalizzazione di coloro che si impegnano a portare soccorso a  uomini e donne, nostri fratelli e sorelle, figli e figlie  di un unico Padre  e sancisce come reato salvare  vite umane . Ciò viola i diritti umani fondamentali e tradisce lo spirito del Vangelo: ascoltare il grido degli oppressi ,denunciare le ingiustizie, accogliere gli ultimi e costruire una società più umana .

Pertanto ci chiediamoquale atteggiamento assumere di fronte  ad un decreto che ha evidenti caratteri disumani ?

Sollecitati dai continui richiami di papa Francesco  sono emerse  queste nostre considerazioni:

1 ) il cristiano ,  dinanzi ad eventi pubblici che mettono in serio pericolo le vite e la dignità delle persone, non può rimanere muto o indifferente . E’ suo dovere intervenire con franchezza ed    esprimersi  con risolutezza  non sul piano  politico, culturale ma su quello  evangelico. Ci sono eventi pubblici  che lo  interpellano e chiedono alla sua coscienza, individuale e comunitaria, una presa di posizione.

2 ) il cristiano non sia mai rimproverato di avere taciuto per indifferenza di fronte al rinascere di  sentimenti di odio e di discriminazione. Al contrario, gli sia riconosciuto di aver ascoltato la voce della coscienza, che lo invita a non abbandonare il fratello bisognoso, nel quale è riflesso il volto di Cristo.

A seguito di queste riflessioni  noi come cristiani  invitiamo  la  nostra comunità :

 1) a diffondere senza tentennamenti l’insegnamento cristiano ed aiutare a formare le coscienze critiche  di credenti e  non credenti .

2) a riproporre sempre il giudizio evangelico sui più diffusi comportamenti collettivi e anche sulle decisioni dei responsabili degli Stati. Comportamenti e decisioni che possono confondere le coscienze, giungendo a  giustificare l’odio e il rifiuto dei fratelli.

3) a non essere  mai neutrali di fronte al male, ma mantenere una voce profetica su ogni caso di coscienza: parlare con la parola ed il linguaggio di Dio, pur nella consapevolezza di essere  un “piccolo gregge” in cammino.

4) a impegnarsi per formare nelle nuove generazioni una coscienza evangelica più matura dell’universale fraternità in Gesù, del rispetto assoluto della dignità di ogni uomo e del rifiuto radicale di ogni forma di violenza.

Concludiamo con una citazione di don Lorenzo Milani (1923-1967) :  ”In quanto alla loro vita di giovani sovrani domani, non posso dire ai miei ragazzi che l’unico modo d’amare la legge è d’obbedirla. Posso solo dir loro che essi dovranno tenere in tale onore le leggi degli uomini da osservarle quando sono giuste (cioè quando sono la forza del debole). Quando invece vedranno che non sono giuste (cioè quando sanzionano il sopruso del forte) essi dovranno battersi perché siano cambiate”. (Lorenzo Milani, Da Lettera ai giudici)

Caravaggio , agosto 2019

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