Bassetti con decenni di ritardo da parte della Chiesa interviene sulla strage di Debré Libanos, chiedendo scusa alla Chiesa copta etiopica. Un intervento debolissimo che non propone niente di concreto.

Debre Libanos: card. Bassetti, “chiedo scusa ai fratelli d’Etiopia per la mancanza di rispetto che si ebbe per i loro padri”

SIR 25 febbraio 2020 @ 19:05

“Oggi chiedo scusa ai fratelli dell’Etiopia per la mancanza di rispetto che si ebbe per i loro padri”. Lo ha detto il card. Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza episcopale italiana, in occasione della presentazione del libro sulla strage in Etiopia compiuta dal regime fascista nel 1937 a Debre Libanos. “Fu – ha aggiunto – una mobilitazione del disprezzo e dell’odio contro gli etiopici, considerati nemici dell’aspirazione italiana ad avere un impero coloniale. Come cristiano e responsabile della Cei mi interroga molto”. Allora “qualche importante prelato – ha evidenziato – dichiarò che sui campi di battaglia sventolava il vessillo della croce di Cristo, quando gran parte dell’Etiopia era già cristiana. La passione nazionalista negò questa storia esaltando la guerra. Oggi appare impossibile nutrire certi sentimenti. Ma bisogna stare attenti alle passioni nazionaliste che possono accecare anche i buoni. La storia aiuta a leggere il presente. Per un cristiano il bene del proprio Paese non è mai a scapito di altri popoli”. Il card. Bassetti ha ricordato la sua infanzia nel dopoguerra e come “nell’ambiente fiorentino spiccasse il sentimento del cardinale Della Costa, considerato non patriottico dal regime, che parlò di inutile strage. Il distaccato atteggiamento del cardinale era in comunione con il Papa Pio XI che non voleva l’aggressione, guardato da Mussolini con freddezza. Il Papa fu isolato, e in questo, sembra che la storia si ripeta. I cattolici non videro la violenza e mi dispiace per la mancanza profonda di spirito cristiano”. In conclusione, il presidente della Cei ha affermato: “Queste pagine mi insegnano che non bisogna essere pessimisti anche sulla Chiesa perché tanta strada è stata fatta. Oggi i fratelli copti etiopici sono accolti nelle nostre chiese. Da noi sono a casa loro”.

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Le tre proposte di Noi Siamo Chiesa per un atto di pentimento concreto da parte della Chiesa italiana a partire dai suoi vertici (Maggio 2017)

–un primo atto, solenne e formale, di pentimento e di penitenza per le responsabilità anche della Chiesa   per il suo silenzio (o, a suo tempo, addirittura per il consenso  diretto o indiretto)  per i  fatti di Debré Libanós;

–questo atto formale sia intrecciato, prima e dopo, da una adeguata e diffusa  informazione e presa di coscienza sui  fatti e sulle responsabilità che riguardano  tutta la vicenda. Ciò deve avvenire   nelle parrocchie, nei seminari, nelle iniziative degli ordini religiosi, su tutta la stampa cattolica e nel variegato mondo cattolico di base.  Non si potrà ignorare tutto il contesto relativo all’invasione dell’Etiopia e ai tanti crimini  che vi furono commessi dall’esercito;

–una Missione di riconoscimento del passato, di pacificazione e di fratellanza della nostra Chiesa (con esponenti di tutto il popolo  cattolico)  incontri  ad Addis Abeba e a Debré Libanós  la Chiesa copta.

Questi “gesti concreti”, a nostro avviso,  dovrebbero prendere l’avvio durante l’assemblea di tutti i vescovi italiani che inizia lunedì 22 maggio 2017 in straordinaria coincidenza con l’anniversario della strage. Il silenzio dei vescovi non sarebbe giustificato da quanti conoscono  questa drammatica storia.

 

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