Martedì 27 si celebra la XIX Giornata del dialogo cristiano-islamico. E’ un percorso di pace che ha radici nel vero messaggio delle due fedi

XIX Giornata del dialogo cristiano-islamico:

 

“Costruiamo una sola umanità”

Il 27 ottobre cristiani e musulmani saranno insieme in tutta Italia per il dialogo, i diritti e la pace. L’edizione di quest’anno della Giornata si concentra sulla pandemia del covid-19, sull’esigenza di fermare la guerra e la produzione di armamenti, sulla tutela dell’ambiente e della dignità delle persone

 

Roma (NEV), 21 ottobre 2020 – “Costruiamo una sola umanità!” è il titolo dell’Appello per la XIX Giornata ecumenica del dialogo cristiano-islamico che si svolgerà come tutti gli anni il 27 ottobre.

Inizia così l’appello per la Giornata 2020: “Dopo 19 anni siamo ancora a parlare di dialogo cristiano-islamico come fosse la prima volta. Ma molto è cambiato. Il nostro è stato un cammino importante e positivo. Il pensiero va ai tanti amici e amiche del dialogo che hanno costruito centinaia di iniziative dal nord al sud del paese, a chi non c’è più e a chi ha percorso con noi un pezzo di strada. E come il primo giorno sentiamo forte il bisogno di riscoprire l’umanità che tutti ci unisce. E come il primo giorno sentiamo forte il bisogno di impegnarci contro le guerre, la produzione delle armi e contro l’ingiustizia sociale che nega il lavoro, le cure mediche, distrugge l’ambiente e ogni spiritualità basata sul riconoscersi fratelli e sorelle con un’unica Madre Terra da amare e difendere”.

La pandemia del covid-19 è stato “un segnale forte per tutta l’umanità – scrivono gli organizzatori -.  Ci ha detto con chiarezza che non siamo onnipotenti e che abbiamo bisogno gli uni degli altri per costruire una vita degna di essere vissuta. Occorre superare ogni discriminazione e affermare sempre che “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”(art. 3 Costituzione). Occorre fermare la guerra e la produzione di armamenti”.

Su www.ildialogo.it   è possibile leggere l’appello integrale, inviare adesioni e segnalare o consultare gli appuntamenti per questa ricorrenza.

La Giornata nasce dall’iniziativa di un gruppo di intellettuali, religiosi e professori universitari che nel 2001, all’indomani della tragedia delle Torri gemelle, decise di lanciare un appello al dialogo con l’islam. “Noi, cristiane e cristiani di diverse confessioni e laici, impegnati da anni nel faticoso cammino del dialogo coi musulmani italiani o in un lavoro culturale sull’islam – recitava il primo appello – crediamo che l’orrendo attentato di New York e Washington costituisca una sfida non solo contro l’Occidente ma anche contro quell’islam, largamente maggioritario in tutto il mondo, che si fonda sui valori della pace, della giustizia e della convivenza civile”.

I promotori intendevano scongiurare “un allarme preoccupante”, ossia che quanto accaduto potesse “mettere in discussione o rallentare il dialogo con i fratelli musulmani, compagni di strada sul cammino della costruzione di una società pluralista, accogliente, rispettosa dei diritti umani e dei valori democratici”.

Quell’invito diede vita alla prima giornata nazionale del Dialogo cristiano-islamico nel solco di due documenti, quello conciliare della “Nostra Aetate” e quello della “Charta Oecumenica” sottoscritta solo qualche mese prima a Strasburgo dai cristiani europei. Una Giornata giunta quest’anno alla sua diciassettesima edizione e che, da alcuni anni, ricorre il 27 ottobre “nello spirito di Assisi”: il primo e grande incontro mondiale delle Religioni per la pace, voluto da papa Giovani Paolo II nel 1986 nella città umbra.

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