Pubblicato oggi il rapporto del Vaticano sull’ex Card. McCarrick. È una positiva opera di comunicazione dei fatti da cui emerge un sistema ecclesiastico di vertice fatto di silenzi, di opportunismi, di ipocrisie. Lo sapevamo, l’avevamo detto e lo diciamo. Bisogna continuare a fare pulizia ovunque nella Chiesa cattolica. Ci vogliono strutture di indagine indipendenti e con forte presenza femminile. Basta con i cattolici di serie A (i preti che violentano) e cattolici di serie B (le vittime). Leggi la sintesi del Rapporto

INTRODUZIONE

A. Scopo e natura del Rapporto sull’ex Cardinale Theodore

Edgar McCarrick

Il 6 ottobre 2018, il Santo Padre Francesco ha disposto uno studio accurato

della documentazione riguardante McCarrick, conservata negli Archivi dei

Dicasteri e degli Uffici della Santa Sede, al fine di appurare tutti i fatti

rilevanti, situarli nel loro contesto storico e valutarli in maniera oggettiva.

L’esame dei documenti è avvenuto in conformità con le suddette istruzioni del

Santo Padre e sotto la cura della Segreteria di Stato. Nessun limite è stato posto

a tale esame, alle domande rivolte ai testimoni o all’utilizzo delle risorse

necessarie allo svolgimento delle indagini. La Segreteria di Stato, avendo ora

concluso il lavoro, ne illustra i risultati nel presente Rapporto sulla conoscenza

istituzionale e il processo decisionale della Santa Sede riguardante l’ex

Cardinale Theodore Edgar McCarrick (dal 1930 al 2017) (d’ora in poi

“Rapporto”). Il Rapporto viene pubblicato secondo le istruzioni del Santo Padre

in questo caso eccezionale per il bene della Chiesa universale.

Il Rapporto si basa sull’esame di tutti i documenti pertinenti, individuati in

seguito a una ricerca accurata. Nell’ambito della Curia Romana, le

informazioni sono state raccolte principalmente presso la Segreteria di Stato,

la Congregazione per la Dottrina della Fede, la Congregazione per il Culto

Divino e la Disciplina dei Sacramenti, la Congregazione per i Vescovi e la

Congregazione per il Clero. Sono stati vagliati, inoltre, tutti i documenti

rilevanti della Nunziatura Apostolica negli Stati Uniti. A tal proposito, la

conoscenza, che non è qui dato approfondire, circa i diversi ruoli e le

rispettive funzioni, sia dei Dicasteri che degli Officiali citati nel Rapporto, è

fondamentale al fine di comprendere i processi decisionali ivi descritti.

La ricerca della Santa Sede si era incentrata originariamente sui documenti,

tuttavia le informazioni sono state raccolte anche attraverso più di novanta

interviste testimoniali, di durata variabile tra una e trenta ore. Tra gli

intervistati vi sono anche Officiali attuali e passati della Santa Sede,

Cardinali e Vescovi negli Stati Uniti, Officiali della Conferenza Episcopale

degli Stati Uniti (USCCB), ex seminaristi e sacerdoti di varie Diocesi, diversi

segretari di McCarrick a Metuchen, Newark e Washington, e laici negli Stati

Uniti, in Italia e altrove. Salvo diversa indicazione, le interviste citate nel

Rapporto hanno avuto luogo fra maggio 2019 e ottobre 2020.

L’esame svolto dalla Santa Sede ha incluso la revisione delle dichiarazioni e

degli altri documenti ricevuti dai singoli intervistati, come anche delle

testimonianze raccolte durante il procedimento penale amministrativo

condotto dalla Congregazione per la Dottrina della Fede alla fine del 2018 e

all’inizio del 2019. La Santa Sede, inoltre, ha ricevuto documentazione da

istituzioni cattoliche negli Stati Uniti, tra cui la USCCB, la Diocesi di

Metuchen, l’Arcidiocesi di Newark, l’Arcidiocesi di New York,

l’Arcidiocesi di Washington e la Seton Hall University.1 I materiali sono stati

raccolti al solo scopo di contribuire al presente Rapporto e non se ne

autorizza alcun utilizzo diverso.

Coerentemente alle istruzioni ricevute, il Rapporto descrive la conoscenza

istituzionale e il processo decisionale della Santa Sede relativi a McCarrick,

collocandoli nel loro contesto storico. Nel corso dell’indagine, inoltre, è

emersa l’importanza delle attività, dei risultati pastorali e dei viaggi di

McCarrick, che hanno tutti influito sul processo decisionale della Santa

Sede. Il grado di conoscenza e il comportamento di persone e istituzioni negli

Stati Uniti sono parimenti trattati nella misura in cui sono stati di rilievo per

le decisioni della Santa Sede.

Il Rapporto non affronta la questione della colpevolezza di McCarrick in base

al diritto canonico, poiché essa è già stata definita dalla Congregazione per la

Dottrina della Fede. Anche se il lavoro della Segreteria di Stato non si è

concentrato sull’identificazione della natura precisa della cattiva condotta di

McCarrick, sono state intervistate numerose persone che hanno avuto contatti

fisici diretti con lui.2 Nel corso di lunghe interviste, spesso emotive, le persone

hanno descritto una gamma di comportamenti comprendenti abusi o

aggressioni sessuali, attività sessuale non voluta, contatti fisici intimi e

condivisione dello stesso letto senza contatti fisici. Le interviste hanno incluso

anche racconti dettagliati di abusi di autorità e di potere compiuti da McCarrick.

I resoconti completi delle persone, rivelatisi estremamente utili allo scopo del

presente studio, sono stati oggetto di attenta revisione, messi a disposizione di

Papa Francesco e sono depositati negli Archivi della Santa Sede.

Poiché il presente Rapporto è incentrato sulla conoscenza istituzionale e il

processo decisionale relativi a McCarrick, esso espone, con il consenso e

l’approvazione delle vittime, solo i resoconti che erano noti a Officiali della

Santa Sede o a membri della gerarchia ecclesiastica negli Stati Uniti prima

della fine del 2017. Chiunque sia stato vittima di McCarrick rimane

naturalmente libero di condividere le sue esperienze pubblicamente, come

molti hanno già fatto. Per i lettori che hanno subito abusi o molestie sessuali,

le sezioni del Rapporto che raccontano episodi che coinvolgono McCarrick,

soprattutto le sezioni VI, IX, X.C, XIX.D, XX e XXVIII, potrebbero risultare

traumatizzanti e dovrebbero essere accostate con cautela. Inoltre, alcune

Sezioni del presente Rapporto non sono adatte ai minori.

Per quanto riguarda le sue attività internazionali, McCarrick lavorò per conto

di molte diverse istituzioni religiose e laiche nel corso di cinque decenni.

Viaggiò all’estero per la USCCB, il Catholic Relief Services, la Santa Sede,

il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, l’Appeal of Conscience Foundation

e una serie di altri enti e istituzioni private e governative. Inoltre intraprese

iniziative e viaggi per proprio conto.

Circa il lavoro internazionale coordinato con la Santa Sede, le attività di

McCarrick spesso costituirono una forma di “diplomazia soft”, basata sul

lavoro pastorale e sul dialogo culturale, educativo, scientifico e

interreligioso. McCarrick non fu mai un diplomatico della Santa Sede.

Sebbene le relazioni internazionali della Santa Sede abbiano fornito

occasionalmente un contesto importante per le attività di McCarrick, il

Rapporto evita di entrare dettagliatamente in merito ad esse, soprattutto se si

tratta di questioni in corso o delicate.

Anche se la raccolta di fondi e l’abitudine di fare regali di McCarrick saranno

trattate qui di seguito, non si fornisce un resoconto di tali attività, che si

svolsero per almeno quattro decenni. Nel complesso, la documentazione

sembra mostrare che, nonostante l’abilità di McCarrick nel fundraising fosse

apprezzata, non fu determinante nella presa delle decisioni più importanti

che lo riguardavano, compresa la sua nomina a Washington nel 2000. Inoltre,

l’indagine non ha provato che i doni e donazioni fatti abitualmente da

McCarrick abbiano mai influenzato le decisioni significative prese dalla

Santa Sede a suo riguardo.

Le citazioni riportate nelle seguenti note a piè di pagina si riferiscono agli

Acta depositati negli Archivi della Santa Sede assieme con l’originale del

Rapporto. A tutela dei diritti e interessi delle persone fisiche e degli enti

pubblici e privati coinvolti, gli Acta non vengono pubblicati con il presente

Rapporto. Tuttavia, quest’ultimo cita integralmente i documenti

fondamentali. Per quanto riguarda quelli descritti o citati in parte, tali

descrizioni e citazioni riflettono accuratamente il contenuto del documento

in questione. Le varie sottolineature enfatiche presenti nei documenti citati,

se non diversamente indicato, sono proprie dell’originale.

La preparazione del Rapporto ha richiesto un’ampia traduzione di documenti,

principalmente dall’inglese all’italiano, e viceversa. Con la notevole eccezione

della corrispondenza inviata direttamente a McCarrick, la maggior parte dei

documenti chiave della Curia Romana e della Nunziatura Apostolica erano

scritti in italiano, mentre la maggior parte dei documenti dagli Stati Uniti erano

scritti in inglese. I documenti in lingua italiana citati per la prima volta sono

contrassegnati da un asterisco. La lingua originaria di un dato documento è

autorevole per ciò che concerne il suo significato.

Sebbene la lontananza dai fatti e la complessità della vicenda rendano

impossibile includere tutte le informazioni, il Rapporto vuole fornire un

contributo significativo alla documentazione. Come scrisse il Cardinale

Marc Ouellet, Prefetto della Congregazione per i Vescovi, in una lettera

aperta, il 7 ottobre 2018: “Mi auguro come tanti che, per rispetto delle vittime

ed esigenza di giustizia, l’indagine in corso negli Stati Uniti e nella Curia

Romana ci offra finalmente una visione critica complessiva delle procedure

e delle circostanze di questo caso doloroso, affinché fatti del genere non si

ripetano nel futuro.”3

B. Riassunto Esecutivo

Questa sezione riassume i fatti chiave e il processo decisionale della Santa

Sede riguardanti l’ex Cardinale McCarrick, dalla sua promozione

all’episcopato nel 1977, fino all’accusa, nel 2017, di avere abusato

sessualmente di un minore agli inizi degli anni ’90. Per aiutare il lettore, il

sommario fa riferimento alle rispettive Sezioni del Rapporto per ciascun

argomento.

1. Conoscenza e processo decisionale relativi a

McCarrick durante il Pontificato di Paolo VI

Dopo un ampio esame del suo background, nel 1977 Papa Paolo VI

nominò Monsignor Theodore McCarrick Vescovo Ausiliare di New York.

La maggior parte degli informatori, consultati durante l’indagine

canonica, raccomandarono caldamente McCarrick per la promozione

all’episcopato. Nessuno riferì di aver assistito o sentito parlare del fatto

che McCarrick si comportasse in modo improprio, né con adulti né con

minori.4

2. Conoscenza e processo decisionale relativi a

McCarrick durante il Pontificato di Giovanni Paolo II

a. Nomine a Metuchen e Newark

Papa Giovanni Paolo II nominò McCarrick Vescovo di Metuchen (1981) e

Arcivescovo di Newark (1986). Le decisioni si basarono sulla sua

formazione, le sue capacità e i risultati da lui raggiunti. Durante il processo

di nomina, McCarrick fu ampiamente lodato come Vescovo pastorale,

intelligente e zelante, e non emersero informazioni credibili che suggerissero

una condotta scorretta da parte sua.5

A Metuchen e Newark, McCarrick fu riconosciuto come un gran lavoratore,

attivo all’interno della Conferenza Episcopale e sulla scena nazionale

internazionale. Divenne anche noto e apprezzato come efficace raccoglitore

di fondi, sia a livello diocesano che per la Santa Sede.6

b. Nomina a Washington

L’Arcivescovo McCarrick fu nominato a Washington alla fine del 2000 e

creato Cardinale all’inizio del 2001. La documentazione evidenzia che Papa

Giovanni Paolo II prese personalmente la decisione di nominare McCarrick

e lo fece dopo aver ricevuto il parere di diversi consiglieri di fiducia su

entrambe le sponde dell’Atlantico.

Al momento del suo trasferimento a Washington, le accuse contro

McCarrick rientravano generalmente in quattro categorie:

(1) Prete 1, della Diocesi di Metuchen, affermò che nel giugno 1987

aveva notato l’attività sessuale di McCarrick con un altro sacerdote e

che McCarrick tentò di fare lo stesso con lui in seguito quell’estate;7

(2) una serie di lettere anonime, inviate alla Conferenza Episcopale

degli Stati Uniti, al Nunzio Apostolico e a vari Cardinali negli Stati

Uniti negli anni 1992 e 1993, accusavano McCarrick di pedofilia con

suoi “nipoti”;8

(3) si sapeva che McCarrick avesse condiviso il letto con giovani

uomini adulti nella residenza del Vescovo a Metuchen e Newark;9

(4) si sapeva che McCarrick avesse condiviso il letto con seminaristi

adulti in una casa al mare sulla costa del New Jersey.10

6 Sezioni V e VIII.

7 Sezione X.C, XII e XIII. Circa le persone che nel presente Rapporto sono identificate

con uno pseudonimo numerato a tutela della loro privacy, la Segreteria di Stato è a

conoscenza della loro vera identità.

8 Sezione X.A, XII e XIII.

9 Sezioni XII e XIII.

10 Sezioni XII e XIII.

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È consentita la riproduzione parziale esclusivamente per l’esercizio del diritto di cronaca.

Queste accuse furono riassunte, in termini generali, in una lettera del 28

ottobre 1999 del Cardinale O’Connor, Arcivescovo di New York, al Nunzio

Apostolico, e poco dopo furono comunicate a Papa Giovanni Paolo II.11

Le informazioni sulla condotta di McCarrick portarono alla conclusione che

sarebbe stato imprudente trasferirlo da Newark a un’altra Sede, e ciò in tre

occasioni, vale a dire per Chicago (1997),12 per New York (1999/2000)13 e,

in un primo momento, per Washington (luglio 2000).14 Tuttavia,

nell’agosto/settembre 2000, Papa Giovanni Paolo II cambiò idea, giungendo

infine alla decisione di nominare McCarrick a Washington nel novembre

2000.15 Le ragioni principali di tale cambiamento da parte di Giovanni Paolo

II sembrano essere state le seguenti:

Su richiesta di Giovanni Paolo II, da maggio a giugno 2000, S.E.

Mons. Montalvo, Nunzio negli Stati Uniti, interpellò per iscritto

quattro Vescovi del New Jersey allo scopo di stabilire se le accuse

contro McCarrick fossero vere. Le risposte dei Vescovi all’inchiesta

confermarono che McCarrick aveva condiviso il letto con giovani

uomini, ma non indicavano con certezza che McCarrick avesse tenuto

una qualche cattiva condotta sessuale.16 Ciò che si sa ora, grazie alle

indagini compiute per la preparazione del Rapporto, è che tre dei

quattro Vescovi americani fornirono alla Santa Sede informazioni non

accurate e, inoltre, incomplete circa la condotta sessuale di McCarrick

con giovani adulti.17 Queste informazioni inesatte sembrano aver

probabilmente influenzato le conclusioni dei consiglieri di Giovanni

Paolo II e, di conseguenza, dello stesso Giovanni Paolo II.18

11 Sezione XII.

12 Sezione XI.

13 Sezione XII.

14 Sezioni XIII, XIV e XV.

15 Sezione XVI.

16 Sezione XIII.

17 Sezione IX.

18 Sezioni XII, XIII, XV e XVI.

Il 6 agosto 2000, McCarrick scrisse una lettera a S.E. Mons. Dziwisz,

segretario particolare del Papa, con la quale intendeva confutare le

accuse formulate dal Card. O’Connor. Nella lettera, che venne portata al

Papa, McCarrick affermò: “nei settanta anni della mia vita, non ho mai

avuto rapporti sessuali con alcuna persona, maschio o femmina, giovane

o vecchio, chierico o laico, né ho mai abusato di un’altra persona o l’ho

trattata con mancanza di rispetto.” La negazione di McCarrick fu creduta

e si ritenne che, se le accuse contro di lui fossero state rese pubbliche,

McCarrick sarebbe stato in grado di confutarle facilmente.19

Al momento della nomina di McCarrick, oltre alla natura circoscritta

della precedente indagine della Santa Sede, quest’ultima non aveva

mai ricevuto alcuna notizia diretta da parte di una qualche vittima,

maggiorenne o minorenne, su un’eventuale cattiva condotta di

McCarrick.20 Per tale motivo, i sostenitori di McCarrick potevano

plausibilmente definire le accuse contro di lui come “pettegolezzi” o

“voci.”21

Prete 1, unica persona all’epoca che denunciò una cattiva condotta

sessuale da parte di McCarrick, fu considerato un informatore

inaffidabile, anche perché lui stesso aveva precedentemente abusato

di due adolescenti.22 Inoltre, la Santa Sede non ricevette mai alcuna

dichiarazione firmata da Prete 1 riguardante le sue accuse contro

McCarrick.23

Sebbene McCarrick avesse ammesso che la sua condivisione di letto

con seminaristi nella casa al mare era stata “imprudente”, egli

insistette sul fatto di non essersi mai coinvolto in una condotta sessuale

e che le affermazioni del contrario, comprese le lettere anonime,

dovevano classificarsi come pettegolezzi calunniosi e/o motivati

19 Sezione XVI.

20 Sezioni XII e XIII.

21 Sezioni XII, XIII e XV.

22 Sezioni XII e XIII.

23 Sezioni X.C, XII, e XII

politicamente.24 Sebbene manchino prove dirette, in base agli elementi

acquisiti, sembra potersi presumere che la passata esperienza di

Giovanni Paolo II in Polonia, relativa al ricorso a false accuse contro

i Vescovi per minare il ruolo della Chiesa, abbia inciso sulla sua

inclinazione a dare credito alle smentite di McCarrick.25

In oltre due decenni di ministero episcopale, McCarrick venne

riconosciuto come un Vescovo eccezionalmente laborioso ed efficace,

in grado di gestire incarichi delicati e complessi, sia negli Stati Uniti

che in alcune delle parti più difficili del mondo, compreso l’ex blocco

sovietico e, in particolare, la Jugoslavia.26

Papa Giovanni Paolo II conosceva McCarrick da tempo, dopo averlo

incontrato per la prima volta alla metà degli anni ’70.27 McCarrick

interagì con lui frequentemente, sia a Roma che durante i viaggi

all’estero, inclusa la visita del Papa a Newark nel 1995 e in occasione

dei soggiorni annuali a Roma per la Papal Foundation.28 La relazione

diretta di McCarrick con Giovanni Paolo II ebbe probabilmente un

impatto sul processo decisionale del Papa.

3. Conoscenza e processo decisionale relativi a

McCarrick durante il Pontificato di Benedetto XVI

All’inizio del Pontificato di Benedetto XVI, le informazioni ricevute dalla

Santa Sede relative alla cattiva condotta di McCarrick furono generalmente

simili a quelle che erano state a disposizione di Giovanni Paolo II al

momento della nomina a Washington.29 Poco dopo la sua elezione nell’aprile

2005, su raccomandazione del Nunzio Apostolico e della Congregazione per

24 Sezione XVI.

25 Sezione XVI.

26 Sezioni V e VIII.

27 Sezioni II e III.

28 Sezioni V e VIII.

i Vescovi, Papa Benedetto XVI prolungò di due anni il mandato di

McCarrick a Washington, mandato che fu considerato un successo.30

Sulla base di nuovi particolari relativi alle accuse di Prete 1, alla fine del 2005,

la Santa Sede cambiò drasticamente il suo orientamento e cercò con urgenza un

nuovo Arcivescovo per la sede di Washington, richiedendo a McCarrick di

dimettersi “spontaneamente” dall’ufficio dopo la Pasqua del 2006.31

Nei due anni successivi, gli Officiali della Santa Sede furono alle prese su

come affrontare le questioni riguardanti il Card. McCarrick. Durante il

servizio in Segreteria di Stato, Mons. Viganò scrisse due appunti d’ufficio,

uno nel 2006 e l’altro nel 2008, allo scopo di portare all’attenzione dei

Superiori le questioni relative a McCarrick.32 I memorandum facevano

riferimento alle accuse e alle voci sulla cattiva condotta di McCarrick

durante gli anni ’80 e sollevavano preoccupazioni che potesse derivare uno

scandalo per il fatto che le informazioni erano già ampiamente circolate.

Osservando che le accuse rimasero non provate (“Si vera et probata sunt

exposita”) e riconoscendo che, ai sensi del diritto canonico, solo il Papa

poteva giudicare un cardinale, Viganò suggerì che si sarebbe potuto aprire

un processo canonico per determinare la verità e, se giustificato, per imporre

una “misura esemplare”.

I Superiori di Viganò, il Cardinale Segretario di Stato Bertone e l’Arcivescovo

Sostituto Sandri, condivisero le preoccupazioni di Viganò, e il Cardinale

Bertone presentò la questione direttamente a Papa Benedetto XVI. In definitiva,

il percorso di un processo canonico per risolvere il dubbio sui fatti ed

eventualmente prescrivere sanzioni canoniche non venne intrapreso.33 Invece,

si decise di fare appello alla coscienza e allo spirito ecclesiale di McCarrick,

indicandogli che, per il bene della Chiesa, avrebbe dovuto mantenere un basso

profilo e ridurre al minimo i viaggi. Nel 2006, il Cardinale Re, Prefetto della

Congregazione per i Vescovi, incaricò il Nunzio Sambi di trasmettere

30 Sezioni XVIII e XIX.D.

31 Sezione XIX.D.

32 Sezioni XX e XXII.A.

33 Sezioni XX e XXII.

verbalmente queste indicazioni a McCarrick.34 Nel 2008, il Prefetto Re trasmise

le indicazioni a McCarrick per iscritto.35 Sebbene la linea del Cardinale Re

fosse approvata da Papa Benedetto XVI, le indicazioni non portavano

l’esplicito imprimatur del Papa, non erano basate su una constatazione di fatto

che McCarrick avesse effettivamente adottato una cattiva condotta e non

includevano un divieto di ministero pubblico.36

Una serie di fattori sembra aver influito sul fatto che Papa Benedetto XVI

non ha avviato un procedimento canonico formale: non c’erano accuse

credibili di abusi sui minori; McCarrick dichiarò nuovamente, sul suo

“giuramento di vescovo”, che le accuse erano false;37 gli addebiti di cattiva

condotta con adulti si riferivano a fatti accaduti negli anni ’80; e non vi erano

indicazioni di alcuna cattiva condotta recente.38

In assenza di sanzioni canoniche o di istruzioni esplicite da parte del Papa,

McCarrick continuò le sue attività negli Stati Uniti e all’estero, il

ministero pubblico attivo, il lavoro con il Catholic Relief Services

(compresi i viaggi all’estero), le presenze a Roma per vari incontri o

eventi, il servizio come membro di Dicasteri della Santa Sede

(Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica e Pontifici

Consigli), la collaborazione con il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti

sul Medio Oriente e fece parte di Commissioni dell’USCCB. Inoltre, portò

avanti altri impegni con l’approvazione degli Officiali della Curia

Romana e del Nunzio Apostolico.39 Dopo la metà del 2009, il Nunzio

Pietro Sambi divenne il principale punto di contatto per McCarrick e, per

il fatto che S.E. Mons. Sambi si prese effettivamente carico della

situazione, né il Papa Benedetto XVI, né la Congregazione per i Vescovi,

sembra siano stati tenuti al corrente di quanto intrapreso da McCarrick

34 Sezione XX.

35 Sezione XXII.B.

36 Sezione XXII.

37 Sezione XIX.D.

38 Sezioni XIX, XX e XXII.

39 Sezioni XXI e XXIII.

negli li Stati Uniti o all’estero.40 Dopo che, alla fine del 2011, l’Arcivescovo

Carlo Maria Viganò venne nominato Nunzio Apostolico negli Stati Uniti,

McCarrick tenne regolarmente informato quest’ultimo circa i suoi viaggi

e le sue attività.41

Verso la fine del Pontificato di Benedetto XVI, Prete 3, un altro sacerdote di

Metuchen, informò il Nunzio Viganò dell’introduzione della propria causa

legale, affermando che nel 1991 c’erano stati rapporti sessuali espliciti tra lui e

McCarrick.42 S.E. Mons. Viganò scrisse al Card. Ouellet, il nuovo Prefetto della

Congregazione per i Vescovi, nel 2012 e Ouellet gli diede istruzioni per

compiere certi passi, incluso quello di fare un’inchiesta con specifici Officiali

diocesani e con Prete 3, allo scopo di determinare se le accuse erano credibili.

S.E. Mons. Viganò non fece questi passi e, di conseguenza, non si mise mai

nelle condizioni di accertare la credibilità di Prete 3. McCarrick continuò a

rimanere attivo, viaggiando a livello nazionale e internazionale.43

4. Conoscenza e processo decisionale relativo a

McCarrick durante il Pontificato di Francesco

Dato il pensionamento e l’età avanzata di McCarrick, gli Officiali della

Santa Sede, dal 2013 fino all’inizio del 2017, hanno affrontato raramente il

tema delle indicazioni date originariamente a McCarrick, nel 2006 e nel

2008, e la cui applicazione non era stata modificata durante il Pontificato

di Benedetto XVI.44

Né Papa Francesco, né il Card. Parolin, né il Card. Ouellet revocarono o

modificarono le precedenti “indicazioni” relative alle attività o al luogo di

residenza di McCarrick, il quale, in generale, durante questo periodo,

continuò la sua opera religiosa, umanitaria e caritativa, a volte con

rinnovata concentrazione ed energia, ma anche con maggiore difficoltà a

40 Sezioni XXII e XXIII.

41 Sezione XXIV.A.

42 Sezione XXIV.B; vedasi anche Sezione IX.C.

43 Sezione XXIV.

44 Sezione XXV; vedansi anche

ma anche con maggiore difficoltà a

40 Sezioni XXII e XXIII.

41 Sezione XXIV.A.

42 Sezione XXIV.B; vedasi anche Sezione IX.C.

43 Sezione XXIV.

44 Sezione XXV; vedansi anche Sezioni XXI, XXII, XXIII e XXIV.

causa della sua età avanzata. Nel periodo 2013-2017, McCarrick non agì

come agente diplomatico della Santa Sede, né con alcun mandato ufficiale

della Segreteria di Stato.45

In poche occasioni, le continue attività di McCarrick e l’esistenza di precedenti

indicazioni furono accennate a Papa Francesco dal Sostituto Becciu e dal

Segretario di Stato Parolin. Nel 2018, per la prima volta, il Nunzio Viganò ha

affermato di aver fatto menzione della questione di McCarrick negli incontri

con il Santo Padre del giugno e dell’ottobre 2013, ma nessun documento

supporta il racconto di Viganò, e le prove su ciò che ha detto sono oggetto di

ampia disputa. Papa Francesco ha ricordato una breve conversazione su

McCarrick con il Sostituto Becciu e non ha escluso la possibilità di uno scambio

altrettanto breve con il Card. Parolin. Prima del 2018, il Santo Padre non ha mai

discusso di McCarrick con il Card. Ouellet, che era il Prefetto del Dicastero

competente in materia, o con il Papa emerito Benedetto XVI.46

Fino al 2017, nessuno – né il Card. Parolin, né il Card. Ouellet, o l’Arcivescovo

Becciu o l’Arcivescovo Viganò – ha fornito a Papa Francesco alcuna

documentazione relativa agli addebiti contro McCarrick, comprese le lettere

anonime risalenti ai primi anni ’90 o documenti relativi a Prete 1 o Prete 3. Papa

Francesco aveva sentito dire soltanto che c’erano stati addebiti e voci relativi a

una condotta immorale con adulti, avvenuta prima della nomina di McCarrick

a Washington. Ritenendo che le accuse fossero già state esaminate e respinte

da Giovanni Paolo II, benché consapevole che McCarrick fosse in attività

durante il Pontificato di Benedetto XVI, Francesco non vide la necessità di

modificare la linea adottata negli anni precedenti.47

Nel giugno 2017, l’Arcidiocesi di New York apprese la prima accusa

conosciuta di abuso sessuale di una vittima di età inferiore ai 18 anni

compiuto da McCarrick agli inizi degli anni ’70.48 Poco dopo che l’accusa

fu ritenuta credibile, Papa Francesco chiese le dimissioni di McCarrick dal

45 Sezione XXV.

46 Sezione XXV.

47 Sezione XXV.

48 Sezione XXVI.

Collegio dei Cardinali. A seguito di un procedimento penale amministrativo

condotto dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, McCarrick fu

giudicato colpevole di atti contrari al Sesto Comandamento del Decalogo che

hanno coinvolto minori e adulti, e su tale base venne dimesso dallo stato

clericale.

49 Sezioni XXVI e XXVII.

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