Faq

FAQ

❖ Che cosa è “Noi Siamo Chiesa” (NSC)?

E’ un movimento di base che si impegna perché non si fermi ma, invece, continui nella Chiesa cattolica  la profonda riforma iniziata con il Concilio Vaticano II.

❖ Di NSC fanno quindi  parte cattoliche e cattolici che sono critici nei confronti delle linee generali prevalenti ora al vertice della Chiesa?

Sì, NSC ritiene che i pontificati di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI si siano distanziati  dall’ispirazione profondamente riformatrice del Concilio Vaticano II, il quale,malgrado alcune contraddizioni, ha segnato una vera e propria rottura nel modo della Chiesa di rapportarsi al Vangelo e di porsi di fronte al mondo. Ora con papa Francesco la situazione sta cambiando e NSC appoggia la sua  azione riformatrice.

❖ Cosa pensa NSC della linea della Conferenza Episcopale Italiana degli ultimi anni?

NSC ha sempre criticato la sua linea troppo “politica” e poco pastorale, l’emarginazione in cui la CEI ha tenuto ogni posizione critica esistente nella Chiesa italiana e l’appoggio dei vescovi al nuovo Concordato con lo Stato del 1984 e le successive “intese” di applicazione dello stesso sull’ora di religione e sull’ottopermille. In particolare l’Avvenire, il quotidiano dei vescovi, non esprime la realtà di tutto il cattolicesimo italiano. Ora i vescovi dovrebbero, sia singolarmente che collettivamente,  riconsiderare il loro ruolo e la loro pastorale alla luce del magistero del nuovo vescovo di Roma.Ciò non hanno ancora fatto.

❖ Quando è sorto il movimento “Noi Siamo Chiesa” e quali sono le sue iniziative?

È sorto nel 1996 quando in Austria iniziò una raccolta di firme di consenso ad un “Appello dal popolo di Dio” che chiedeva profonde riforme nelle strutture e nella pastorale della Chiesa. Questo Appello raccolse in Europa  due milioni e mezzo di firme. Da allora NSC ha preso posizioni ed ha svolto iniziative che, pur nella diversità dei tempi e dei modi, si pongono in linea di  continuità con tutti i movimenti per la riforma della Chiesa cattolica che, da Antonio Rosmini in poi, hanno percorso il cattolicesimo italiano.

❖ Quali sono le posizioni principali di Noi Siamo Chiesa?

Esse sono contenute nei sei punti dell’ “Appello dal Popolo di Dio”. In sintesi: NSC propone la riflessione sulla Parola di Dio come momento principale della vita di fede, il protagonismo di tutto il  Popolo di Dio (in particolare delle donne) nella vita della Chiesa,  un vero pluralismo nella ricerca teologica e nella pratica pastorale, la fine di ogni esclusione al proprio interno (nei confronti degli omosessuali, dei divorziati risposati, dei preti sposati….), un modo diverso di vivere i sacramenti,  l’impegno per la pace fondata sulla giustizia come dovere per ogni credente, una organizzazione della Chiesa fondata sulla sobrietà e sulla gratuità del ministero.

❖ L’Appello del popolo di Dio è stato accolto, almeno in parte nel mondo cattolico?

Per ora molto poco, se parliamo delle gerarchie della Chiesa. La gran parte del popolo cattolico non conosce le posizioni di “Noi Siamo Chiesa” poiché esse sono volutamente ignorate dalla stampa cattolica e anche dai media a larga diffusione. Esse  hanno però trovato ascolto ed attenzione in molte persone e comunità più avvertite. Ora, in modo imprevisto, alcune posizioni di NSC stanno diventando ampiamente condivise, per esempio sulle questioni della famiglia o sulla povertà della Chiesa.   Siamo convinti che esse, nei tempi lunghi, potranno affermarsi e il magistero di papa Francesco ci dà fiducia . Inoltre la nostra esplicita linea di continuità con il Concilio ha dato fiducia a tanti che, aspramente critici con la gerarchia ecclesiastica, stavano abbandonando ogni contatto con la Chiesa e, a volte, anche ogni riferimento all’Evangelo.

❖ Com’è organizzato il movimento Noi Siamo Chiesa?

Si è costituito in Associazione. Ad essa è possibile aderire formalmente. E’ possibile anche partecipare con la qualifica di simpatizzante. E’ prevista anche l’adesione di gruppi. Tutte le iniziative sono aperte a tutte/i . NSC promuove, ovunque sia possibile, reti tra associazioni e movimenti di analogo orientamento. Ha contribuito, in particolare, a dare vita a Chiesadituttichiesadeipoveri, l’iniziativa nazionale  che vuole ricordare il cinquantesimo del Concilio. (vedi www.chiesadituttichiesadeipoveri.it)

❖ Che tipo di rapporti ci sono con la gerarchia ecclesiastica?

I rapporti sono difficili. I vescovi non gradiscono dialogare con NSC, di cui spesso non conoscono le vere posizioni. Però, nell’ottobre del 2007, per la prima volta, il Presidente della CEI Card. Angelo Bagnasco ha ricevuto il portavoce di NSC che gli ha esposto le posizioni e le iniziative del movimento. Gli   ha inoltre  precisato che NSC non chiede nessun riconoscimento alla gerarchia e  gli ha fatto presente che gli aderenti ed i simpatizzanti di NSC sono ben presenti nelle strutture della Chiesa ed hanno rapporti di collaborazione con la vasta area dei cattolici che si ispirano al Concilio. Nello scorso novembre NSC è stata invitata, su sua richiesta, a partecipare al Convegno della Chiesa italiana di Firenze. 

❖ Noi Siamo Chiesa ha rapporti con analoghi movimenti all’estero?

Sì, NSC fa parte attivamente dell’International Movement We Are Church (IMWAC), che è sorto negli anni ’96-’97 dopo ed in conseguenza della raccolta di firme di consenso all’Appello dal popolo di Dio. IMWAC è presente in tutta Europa, nel Nord America, in alcuni paesi dell’America latina ed ha contatti con tutti i movimenti riformatori, con le Comunità di base e con gli esponenti della teologia della liberazione. IMWAC prende posizione sui principali problemi della Chiesa. In occasione del cinquantesimo anniversario della conclusione del Concilio NSC ha partecipato attivamente a Coucil50, un incontro mondiale di movimenti di ispirazione conciliare che si è tenuto a Roma il 20-22 novembre e che  ha dato vita ad una rete di contatti e di collaborazione che ha già programmato due incontri in Sud America nel 2018 e in Africa nel 2021.

Gli scopi di Noi Siamo Chiesa (art. 2 dello Statuto dell’associazione)

1)
promuovere la partecipazione dei credenti alla vita della Chiesa
cattolica, affermando il ruolo attivo del Popolo di Dio secondo lo
spirito del Concilio Ecumenico Vaticano II;

2)
elaborare analisi e fare proposte sui rapporti tra la Parola di Dio
e il magistero ecclesiastico con particolare riferimento ai problemi
posti nel proprio testo fondativo “Appello dal Popolo di Dio”;

3)
impegnarsi perché il Vangelo sia capito e vissuto dai credenti
come fondamento per l’impegno per la pace fondata sulla giustizia
in Italia e nel mondo;

4)
partecipare al movimento ecumenico e promuovere direttamente o
sostenere ogni iniziativa che faciliti la collaborazione operativa e
l’avvicinamento dottrinale tra cristiani appartenenti a diverse
confessioni;

5)
sostenere e promuovere iniziative di dialogo e di collaborazione tra
le diverse religioni valorizzando ciò che unisce e dialogando
su ciò che divide;

6)
partecipare all’International Movement We Are Church-IMWAC e
collaborare con ogni altro movimento in Italia o all’estero avente
finalità analoghe o simili alle proprie.

 

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22 risposte a Faq

  1. Anonimo scrive:

    Entro in questo sito per la prima volta e vi scorgo un grande rancore.
    Non condivido la maggior parte delle vostre critiche alla Chiesa.
    Sembra che qui sia bene solo ciò che rompe con la tradizione, ciò che è nuovo perchè diverso da quello che la gerarchia e il Papa dicono.
    Vedo solo un grande rancore e poco amore e poco ascolto nei confronti del Papa che lo Spirito Santo ha eletto come successore di Pietro.
    Gianluca Fusconi

  2. Anonimo scrive:

    Anche io non condivido alcune critiche alla Chiesa però alcune altre le condivido in PIENO, così posso essere più serena che non sono da sola a pensare così.
    Capisco che anche tu non condividi la maggior parte delle critiche, ma che è solamente perchè hai paura del nuovo, proprio come i farisei… e che ‘rompe la tradizione’…verramente una ragione deludente. Guarda che per la causa dei Sommi Sacerdoti Cristo è stato conndanato, perchè loro per paura di perdere il loro potere non permetevano a Cristo di rompere la tradizione! Il biblistà Alberto Maggi (che ti assicuro perchè è ovvio, vive costantemente protetto dallo Spirito Santo) mi insegna che è stato il Cristo a insegnarci che -la Religione è oppio dei popoli- (e non il Karl Marx).
    E prego verramente tanto per il nostro Papa perchè ha la responsabilità enorme perchè proprio su di lui quella volta è scieso lo Spirito Santo.
    Intanto cerco di andare avanti cercando lo Spirito Santo nel sorriso del prossimo, nel dare e aiutare dove posso (anzi cercando dove posso aiutare), perchè nel dare è che si riceve l’amore di Dio, provare per credere…e tutto questo senza paura del nuovo, perchè è nelle messe domenicali, quelle bellissime, vere e autentiche e vicine a noi (dove sperimento una gioa immensa perchè non mi sento sola) che trovo il Cristo che mi da la forza per tutto questo. Così posso serena andare avanti nella volonta e Amore immenso del Padre Nostro. Ti auguro una libertà di fede in Cristo!
    I. R.

  3. Anonimo scrive:

    Ho visitato il Vostro sito per la prima volta, mi piace, concordo con la Vostra ottica sul mondo cattolico, mi piacerebbe sapere se esistono Comunità di base nella mia zona.

    Pietro Mauri – Seregno – MI

  4. Anonimo scrive:

    tra le faq leggo: “(nei confronti degli omosessuali, dei divorziati risposati, degli omosessuali, dei preti sposati….),”
    faccio notare che gli omosessuali sono nominati ben due volte di seguito, mi sembra esagerato…. beh, io non ho nulla nei confronti degli omosessuali basta che non si vogliano equiparare alla famiglia naturale, fondata per natura (se non vogliamo dire “da Dio”, per paura di offendere i non credenti) sulla diversità dei sessi (vedy “gay pride” ecc…). Le diversità di sesso sono diversità, vanno rispettate e apprezzate come tali, non perché si vogliono uniformare. Anche le persone “diverse” dalla media (in quento omosessuali) vanno rispettate e apprezzate come tali, ma non perché si vogliono uniformare. Uniformare tutto e globalizzare tutto, persino i sessi, non giova a nessuno, anzi.
    Paolo Bellavite

  5. Anonimo scrive:

    “Naturale” credo sia tutto ciò che “esiste” in natura, a prescindere dall’intento manipolativo dell’uomo. Credo sia tale anche l’essere omosessuale (umano e animale), che per quanto vi si possa disquisire attorno, da sempre esiste in natura.
    Come l’essere eterosessuale, anche l’essere omosessuale è un animale sociale, che cioè tende all’aggregazione con i propri simili, all’accoppiamento, e alla condivisione di esperienze con loro.
    Durante la sua vita, l’essere umano può incontrare un partner sessuale con il quale poter formare coppia fissa, instaurare una convivenza ed anche, volendo e potendo, procreare.
    La coppia eterosessuale che formalizzi questo stato di convivenza con l’istituto del matrimonio, senza figli o con figli procreati o meno dalla coppia stessa, costituisce già “famiglia” per il sistema attuale; la coppia eterosessuale che invece NON scelga di formalizzare il proprio stato col suddetto istituto, senza figli o con figli procreati o meno dalla coppia stessa, NON E’, per il sistema attuale, “famiglia”, seppure sostanzi uno stato di fatto.
    Lo stesso vale per la coppia omosessuale, nonostante ESISTA in natura come le precedenti, senza figli o con figli non procreati direttamente dalla coppia, ma eventualmente affidati ad uno o entrambi i suoi componenti.
    Ci sono poi le tante e svariate modalità di convivenza non istituzionalizzata, che non fondandosi su un legame di tipo sessuale, presentano però “di fatto” altri caratteri della cosiddetta “famiglia”, ad es. l’affettività, la comunanza di interessi e di beni, la coabitazione, il reciproco sostegno. In tal senso penso alle possibili (e auspicabili) convivenze di anziani rimasti soli o a quelle di giovani amici, ad es. coppie e singoli, che decidano di condividere un’abitazione per dividere le spese.

    Questo, solo per dire che il discrimine tra la “naturalità” o meno di un comportamento umano, viene in fondo fatto derivare solo dalla sua definizione mediante un istituto di diritto canonico e/o civile, che di naturale, cioè dell’esistere anche a prescindere dall’azione umana, mi sembra abbia ben poco.

    La falsa “preoccupazione” dell’uniformare a livello di famiglia naturale queste forme di convivenza non istituzionalizzate, riguardanti anche “persone “diverse” dalla media (in quanto omosessuali)”, che “vanno rispettate e apprezzate come tali, ma non perché si vogliono uniformare” cela, come al solito, istanze di ben altro segno.
    Il riconoscimento dei diritti civili (senza parlare di matrimonio) per varie forme di convivenza del tutto“naturali”, non rischia di annullare la “diversità”, “globalizzandole” (non tema), quanto invece contribuirebbe a far collimare lo stato “reale” delle cose con quello “legale”, in una prospettiva che prescinda da implicazioni religiose.

    (Per quanto riguarda la ripetizione del termine “omosessuali” nelle faq, credo si tratti solo di un banale errore..Non si preoccupi.). Marco Alesii

  6. Anonimo scrive:

    Mah, sono piuttosto perplesso da questo intervento, perche’ mi pare un intervento
    un pochino classista.
    Se il mondo fosse formato in prima istanza da intellettuali illuminati, non ci
    sarebbe bisgno di NSC e nemmeno di posting cosi’ apparentemente illuminati
    e pieni di buon senso come il suo.
    Il problema e’ che il mondo non e’ fatto cosi. Il problema e’ che il mondo emargina
    massicciamente, violentemente e drasticamente le persone omosessuali.
    Le “diversita’ che si vogliono uniformare” di cui lei parla sono semplicemente
    le persone omosessuali che vogliono vedere riconosciuto il loro diritto ad amare
    apertamente. Che a lei forse sembra una banalita’ omogenizzante. Ed invece
    e’ un problema esistenziale fondamentale.
    “Uniformare tutto” per quanto mi riguarda significa per le persone omosessuali questo:
    “sono omosessuale, non picchiarmi”, “sono omosessuale, non licenziarmi”, “sono omosessuale: posso sposare la persona che amo anche io ?”
    Vede, lei e’ pieno di genericissimi buoni propositi intellettualizzanti.
    Il problema e’ che il mondo non va come dice lei.
    Lunga vita ai Gay Pride fino a quando ci saranno persone pronte a lapidare i gay,
    ad impiccarli a 14 anni ad una Gru su una piazza pubblica come accede in IRAN.
    Mi stia bene.
    Mario Reale

  7. Anonimo scrive:

    Mamma mia che concentrato di banalità e semplicismo da Settimana Enigmistica !
    Tutto quello che lei scrive è davvero voler ignorare il fatto che c’e’ una
    percezione molto diffusa, non sono tra i Cristiani Evangelici, ma tra
    i Cattolici stessi, del fatto che la Chiesa Cattolica Apostolica Romana
    in certi casi e’ fuori dal mondo, ma non fuori dal mondo secolare, ma
    dai Cristiani, da quei peccatori che Gesu’ in vita ha sempre cercato invece !
    E che ha smesso di occuparsi dei piu’ deboli, per invece diventare un tritacarne catto-pink floydiano in nome della lotta al relativismo etico e morale.
    Che tristezza ascoltare le sue banalità ad alto tasso di superficialità.
    Mi chiedo : se il papa ha chiesto scusa a Galielo Galiei dopo 400 anni
    che la chiesa lo ha perseguitato, dopo quanti anni, tra quanti anni, la
    chiesa chiederà scusa ai “nuovi ultimi”, quelli che sta emarginando ?
    Divorziati, separati, omosssuali, per menzionarne alcuni.
    Vede, lei a mio avviso fa parte di quelle persone “fiere di essere
    cattoliche” che dimenticano che significa essere Cristiani.

  8. Anonimo scrive:

    o forse lei e’ un tantino semplicista ?

  9. Anonimo scrive:

    Perche’ vede, mi spiace se mi sono fatto un po’ prendere dall’enfasi, ma Gesu’ stesso
    e’ stato un rivoluzionario, un rivoluzionario dell’Amore.
    La sua rivoluzione e’ quella dell’Amore: il comandamento piu’ grande e’ quello dell’Amore: “da questo vi riconosceranno…” “amatevi gli uni gli altri come io ho amato
    voi”. Quindi, la cosa che conta e’ AMARE. Ora: amare significa anche POTER CAMBIARE.
    E per fortuna nel corso dei secoli, anche la Chiesa Cattolica Apostolica Romana e’
    cambiata, per fortuna. O no ? Il tribunale della Santa Inquisizione non esiste piu’,
    per fortuna. Eppure e’ esistito. Lo sa che quando il papa aveva anche il potere temporale
    il papato condannava le persone a morte, contravvenendo ad un comandamento di Dio, quello che dice “Non Uccidere !” ?
    Io non critico la chiesa di oggi per gli errori di ieri, ma menziono questo solo per farle osservare che la chiesa e’ CAMBIATA col tempo, per fortuna !
    E allora mi chiedo: chi ha detto che questa chiesa di oggi e’ quella PERFETTA e non si
    puo’ aspirare ad ulteriori cambiamenti, come chiediamo noi di NSC ?

  10. Anonimo scrive:

    Penso che ha perfettamente ragione perchè la chiesa cattolica si fonda sull’obbedienza al Papa mentre il movimento Noi siamo Chiesa, al contrario, si fonda sulla disobbedienza e la critica nei confronti del Papa. Di conseguenza questo movimento tutto può essere tranne che cattolico, perchè di cattolico non c’è proprio nulla.
    Giovanni

  11. Anonimo scrive:

    Cristo ha detto che la cosa più importante è amare Dio e il prossimo, ma non ha mai detto che amare significa anche poter cambiare, o pretendere di cambiare la Chiesa, come se il Papa e i vescovi non contano nulla. Gesù è stato un rivoluzionario, ma è stato sempre mite e ubbidiente, fino alla Croce. Anche San Francesco lo è stato, ma è stato sempre ubbidiente al Papa e alla Chiesa. A te la Chiesa non va bene nè come era nel passato ne com’è adesso, ma allora perchè non ti fai protestante? Quanto meno saresti più coerente. Antonio – Reggio Calabria

  12. Anonimo scrive:

    E chi lo decide cosa e’ cattolico e cosa non lo e’, lei ?
    Dire che il movimento NSC si fonda sulla disobbedienza e sulla critica nei confronti del papa e’ una falsita’ di chi del movimento NSC non ha capito proprio nulla.
    il movimento NSC si fonda si una SPERANZA: quella di costruire un mondo di amore
    per tutti, incondizionato e non emarginante verso nessuno.
    Se la chiesa cattolica – come dice lei – si fondasse sull’obbedienza al papa, mi lasci
    dire – sarebbe ben poca cosa. Per fortuna la chiesa cattolica si basa su molto di piu’:
    l’amore di Cristo per tutti noi. Perche’ vede…Noi Siamo Chiesa.

  13. Anonimo scrive:

    Che amare significa poter cambiare e’ una cosa ovvia a mio avviso.
    Cristo e’ venuto per cambiare e per cambiarci. Per cambiare l’umanita’.
    Vedi, il punto e’ che penso che il Papa ed i Vescovi hanno bisogno di noi.
    Come noi abbiamo bisogno di loro.
    Perche’ devo andarmene per forza e non posso sperare che mi si venga incontro, almeno
    un pochino ? Me ne adrei se pensassi che la chiesa cattolica e’ tutta sbagliata.
    E invece non lo penso. Penso che abbia dei valori forti, che li difenda e che sono
    importanti.
    Vedi, se io fossi poi cosi’ strano, allora sarebbe strano anche il Cardinale Martini,
    come minimo. Dato che si sta chiedendo pubblicamente se l’atteggiamento
    della Chiesa nei confronti dei divorziati o separati non sia da rivedere almeno un pochino.

  14. Anonimo scrive:

    Aggiungo una cosa:

    Se ti sposi e poi la persona che hai sposato ti tradisce o ti abbandona lasciandoti solo/sola, cosa devi fare ? cosa ti meriti ?
    E’ giusto che se tu non vuoi piu’ stare da solo/sola e magari incontri qualcuno
    che vorresti amare e che senti di amare, se lo ami anche fisicamente vivi nel peccato ?
    E per questo non hai piu’ diritto alla comunione, all’incontro con Cristo nell’ostia ?
    Ci sono delle rigidita’, delle sovrastrutture nella chiesa cattolica che non sono
    giuste, a mio avviso. E sono quelle che cerco di “ridurre”. Sono ambizioso e presuntuoso ? Puo’ darsi. Ma confido il Dio ed in Gesu’ e nel loro amore.
    Se la chiesa cattolica fosse una tirannia assoluta, me ne sarei gia’ andato.
    Per fortuna non lo e’.

  15. Anonimo scrive:

    Salve, sapete benissimo che i tempi di lettura su internet sono veloci, così mi scuserete se lascio un commento pur non avendo letto tutto con attenzione. La mia impressione su di voi è positiva. Non vi conosco di persona, ma condivido il desiderio di rinnovamento della Chiesa Cattolica purchè sia posto sempre sotto sotto l’azione dello Spirito Santo. Io stessa sto cercando di portare avanti un processo simile al vostro e ho un sito che contiene degli spunti di novità. Però il suo nome non ha ottenuto successo e dovendo cambiare nome stavo pensando di chiamarlo “noi siamo.com”. Digitando “noi siamo” vi ho incontrati. Così penserò ad un nuovo nome, se volete vi contatterò in seguito, credo che il desiderio d’unità dei cristiani possa essere mantenuto con semplicità, anche solo con uno scambio di link o commenti … Buon lavoro! Paola

  16. Mario scrive:

    La penso come voi su tutto e i commenti pieni di rancore e di rabbia che leggo con stupore (sono tutti di cattolici devoti, immagino) sono il segno che andate nella giusta direzione. God bless you

  17. aramix scrive:

    certo che a leggere i commenti di questi cattolici devoti….viene proprio voglia di fare SANTI SUBITO, quei pochi torturatori della santa inquisizione, assasini di vescovi progressisti in sud-america,dittatori ancora in vita ecc…, che Giovanni Paolo II & Joseph non hanno ancora beatizzato ( ne resta ancora qualcuno…?)
    Ma perchè non riaccendiamo direttamente i roghi, in fondo sono spenti da soli 2 secoli…..??

  18. Alessio scrive:

    Io sono Cattolico ma ultimamente sto frequentando una Chiesa protestante vado ai loro culti ma non ho fatto il passaggio perchè mi sento Cattolico …ma senza ombra di dubbio posso affermare che se la Chiesa si rinnovasse sulle proposte di “NSC”farei retormarcia immediatamente,quello che ho trovato dai Protestanti è stato fantastico,mia madre separata è potuta tornare in comunione con il Signore mentre nella nostra Chiesa veniva vista come il “male” cosi come me dove il Prete voleva rifiutarsi di battezzare mio figlio perchè non sono sposato con la mia compagna.

  19. maria cristina passaponti scrive:

    Non conoscevo fino ad oggi il movimento NSC. E’ stato cercando gli articoli di P. Alex Zanotelli che l’ho trovato. Ne sono immensamente felice: che Dio vi benedica tutti! Il Dio della mia giovinezza , quello che continua ad esserlo anche ora che ho 62 anni, è quello che ha ispirato il Concilio Vaticano II ma oggi la Chiesa ha paura della giovinezza e della novità, così si chiude dentro le chiese e non permette che Egli entri. Risultato: le chiese sono frequentate solo dai vecchi o da giovani “vecchi dentro”.
    Quando c’è la paura vuol dire che non c’è la fede

  20. Elisa scrive:

    Mamma mia, quanta ignoranza! Crassa poi.
    Voi siete e siate quel che volete essere, ma fate il favore di non chiamarvi “chiesa”! Quante parole usate a sproposito: amore, rinnovamento, progresso…cos’è l’amore come lo concepisce Cristo? Avete umanizzato NSGC al punto da credervi Dio voi!!! Quanta arroganza.
    Contro la stupidità (vostra) gli stessi dei lottano invano!

  21. Elisa scrive:

    Mi spiace che non abbiate pubblicato il mio commento precedente: non c’era niente di offensivo… fate come preferite.

  22. Domenico scrive:

    Sono un teologo di 65 anni. Pensavo che i movimenti postconciliari di rinnovamento della chiesa si fossero esauriti. Il vostro movimento mi fa ben sperare in una chiesa inclusiva, ecumenica e rispettosa delle altre religioni. È questa l’unica strada per una convivenza pacifica. “Non c’è pace tra i popoli se non c’è pace tra le religioni” Hans Kung

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