Il canonista Francesco Zanchini contesta l'interpretazione del codice di Betori sul caso Santoro
ALTRO CHE “SIMULAZIONE DI SACRAMENTO”. QUELLE
NOZZE SONO VALIDISSIME. UN CANONISTA SI SCHIERA CON
DON SANTORO
35365. FIRENZE-ADISTA. Altro che “simulazione di sacramento”, “atto privo di ogni valore ed efficacia”, come lo ha immediatamente bollato l’arcivescovo di Firenze mons. Giuseppe Betori: per Francesco Zanchini, professore emerito di Diritto Canonico presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Teramo, quello tra Fortunato Talotta e Sandra Alvino (nata uomo, ma donna a tutti gli effetti già dal 1974, tanto che lo Stato italiano le aveva permesso, nel 1982, di sposare con rito civile l’uomo che amava, v. Adista nn. 111, 114 e 120/09) non sarebbe affatto un’unione fuori dal Diritto Canonico.
“La presa di posizione della curia fiorentina” appare “precipitosa e anticanonica”, scrive il docente in un saggio pubblicato sul numero di dicembre del Tetto. Nella tradizione canonica, spiega Zanchini, a un matrimonio come quello celebrato da
Del resto, spiega Zanchini, la linea del rigore assoluto nel dichiarare nulli i matrimoni per questioni legate alla capacità di procreare dei coniugi è superata già da diversi decenni. Era iniziata con la celebre bolla papale Cum frequenter, emanata da Sisto V nel giugno del 1587 (per vietare il matrimonio ad eunuchi e castrati, perché impossibilitati alla procreazione), e venne mantenuta fino al secondo dopoguerra; fino alla paradossale situazione di un responso del S. Uffizio che, racconta il giurista, “escluse dal matrimonio gli ex detenuti nei lager nazisti, ai quali fosse stata praticata la resezione del dotto deferente (vasectomia), al fine di sterilizzarli: ravvisando purtroppo in queste vittime una eadem ratio con il divieto della Cum frequenter, determinato dalla impossibilità di riconoscere nel loro eiaculato il ‘verum semen, in testiculis elaboratum’”. Determinante per l’eclissi di questa tradizione dottrinale, prosegue Zanchini, “è stata la valorizzazione del bonum coniugum, nella linea di pensiero sia del Vaticano II (Gaudium et spes), sia di alcuni interventi magisteriali di
Che il Diritto Canonico conosca però bene, oltre che la rigidità assoluta, anche le maglie dell’elasticità è un’acquisizione che ci viene anch’essa dal passato. Basti ricordare, scrive Zanchini,
Qui comincia la parte più “politica” del saggio di Zanchini. “Giuseppe Betori - afferma il canonista - è uomo di Ruini e si vede dalla tracotanza; ma è molto meno colto di costui, e anche questo si vede. Sono cose che, in una città come Firenze, suonano male”. Invece del comunicato stampa che denunciava la nullità del matrimonio ed il provvedimento contro
Viene allora facile il sospetto, conclude Zanchini, che “la sensibilità di Curia sia stata toccata sul vivo proprio nel punto del quale è più gelosa: quello della facciata. Ma la vendetta è cattiva consigliera”. (valerio gigante)
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