L'avvio del processo di beatificazione di papa Wojtyla ha suscitato e suscita anche critiche all'interno della Chiesa

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 La beatificazione di Giovanni Paolo II: appello alla chiarezza.

 

Per l’Ufficio di postulazione della causa, Vicariato di Roma

        L’apertura ufficiale, il 28 giugno 2005, della causa di beatificazione di Giovanni Paolo II, sollecita tutti i cattolici, uomini e donne, che si sentono partecipi e responsabili della vita della loro Chiesa, ad inviare le loro testimonianze sulle opere del Romano pontefice scomparso il 2 aprile.

      Come è stato correttamente annunziato, possono essere inviate, all’ufficio competente del Vicariato di Roma, sia testimonianze a favore che testimonianze contrarie alla glorificazione di Karol Wojtyla, purché tutte siano fondate su dati obiettivi.

       Tenendo peraltro conto della sovraesposizione mediatica che si è verificata, non sempre per motivi spirituali, durante gli ultimi giorni della malattia del papa e in occasione del suo decesso, ci sembra opportuno proporre dei riferimenti a quelle donne e uomini cattolici che – senza voler ignorare naturalmente gli aspetti positivi del suo pontificato, come l’impegno per la pace o il tentativo di ammettere le colpe storiche dei figli e figlie della Chiesa nel passato; senza negare aspetti virtuosi della sua persona; e senza volerne giudicare l’intima coscienza – danno però una valutazione per molti aspetti negativa del suo operato come papa. Perciò, con questo appello invitiamo tali persone a superare la ritrosia e la timidezza, e ad esprimere formalmente, con libertà evangelica, fatti che, secondo le loro conoscenze e i loro convincimenti, dovrebbero essere d’ostacolo alla beatificazione.

       Le/i firmatari del presente appello ritengono che, rispetto al pontificato di Giovanni Paolo II, si debbano criticamente valutare, in particolare, i seguenti punti:

      1° - La repressione e l’emarginazione esercitate su teologi, teologhe, religiose e religiosi, mediante interventi autoritari della Congregazione per la dottrina della fede.

      2° -  La tenace opposizione a riconsiderare – alla luce dell’Evangelo, delle scienze e della storia – alcune normative di etica sessuale che, durante un pontificato di oltre 26 anni, hanno manifestato tutta la loro contraddittorietà, limitatezza e insostenibilità.

      3° -  La dura riconferma della disciplina del celibato ecclesiastico obbligatorio nella Chiesa latina, ignorando il diffondersi del concubinato fra il clero di molte regioni e celando, fino a che non è esplosa

pubblicamente, la devastante piaga dell’abuso di ecclesiastici su minori.

     4° -  Il mancato controllo su manovre torbide compiute in campo finanziario da istituzioni della Santa Sede, e l’impedimento a che le Autorità italiane potessero fare piena luce sulle oscure implicazioni dell’Istituto per le opere di Religione (Ior, la banca vaticana) con il crack del Banco Ambrosiano.

     5° -  La riaffermata indisponibilità del pontefice, e della Curia da lui guidata, ad aprire un serio e reale dibattito sulla condizione della donna nella Chiesa cattolica romana.

     6° - Il rinvio continuo dell’attuazione dei princìpi di collegialità nel governo della Chiesa romana, pur così solennemente enunciati dal Concilio Vaticano II.

 

     7° - L’isolamento ecclesiale e fattuale in cui la diplomazia pontificia e la Santa Sede hanno tenuto mons. Oscar Arnulfo Romero, arcivescovo di San Salvador, e l’improvvida politica di debolezza verso governi – dal Salvador all’Argentina, dal Guatemala al Cile – che in America latina hanno perseguitato, emarginato e fatto morire laici, uomini e donne, religiose e religiosi, sacerdoti e vescovi che coraggiosamente denunciavano le «strutture di peccato» dei regimi politici dominanti e dei poteri economici loro alleati.

     Con spirito ecclesiale,

Jaume Botey, teologo e storico, Barcellona; José María Castillo, teologo, San Salvador; Giancarla Codrignani, saggista, Bologna; Rosa Cursach, teologa, Palma de Mallorca; Casiano Floristán, teologo, Salamanca; Giovanni Franzoni, teologo, Roma; Filippo Gentiloni, giornalista e scrittore, Roma; Giulio Girardi, teologo, Roma; Martha Heizer, teologa, Innsbruck; Casimir Martí, teologo e storico, Barcellona; Ramon Maria Nogués, teologo, Barcellona; José Ramos Regidor, teologo, Roma; Juan José Tamayo, teologo, Madrid, Adriana Zarri, teologa, Ivrea, Vittorio Bellavite (per “Noi Siamo Chiesa”) Roma.

 

 Roma, 6 dicembre 2006

 

beatificazione Wojtyla

Altre riserve: 1)L'uso di una pastorale di potenza e non di mezzi poveri. Vedi il mio Piergiorgio Mariotti. Karol Wotyla. Profilo critico del papa polacco. ed Napoleoni; idem, Le due Chiese. Il Vaticano e l'America Latina,(v.Gianniminà) 2) la riproposizione, divenuto papa, di uno schema per la Gaudium et spes da lui stilato e bocciato in Concilio. 3) Il silenzio sui desaparecidos e il mancato appoggio ai religiosi, vescovi (Avellaneda) e sacerdoti oppositori del regime dei militari. La promozione di prelati che tacevano o minimizzavano,come Pio Laghi, il ricambio totale in senso conservatore dell'episcopato latinoamericano a opera de card Baggio, Opus Dei. 4) Una politica di aggressione ai paesi dell'Est e ai suoi regimi senza aver sentito il parere delle chiese ortodosse. 5) Il riconoscimento unilaterale della Slovenia, che diede inizio alle vendette etniche e alla disgregazione delle famiglie a religione mista nei balcani 6) Errori dottrinali, come l'accettazione dell'empirismo di Locke e un uso eversivo dei diritti umani. 7) L'uso strumentale e ad personam delle apparizioni mariane, in paricolare del presunto terzo segreto di Fatima, di dubbia autenticità.

Pio XII: grande Pontefice - la storia parla!

"Straordinario documento", "ordini agghiaccianti", addirittura un "proprio così!". Sorprende un poco che uno studioso come Alberto Melloni, tra l'altro ottimo conoscitore di cose cattoliche, sembri abbandonare la sobrietà dello storico per adottare un linguaggio ad effetto. E, questo, dando notizia delle istruzioni della Santa Sede al nunzio in Francia, Angelo Roncalli, per affrontare il problema dei bambini ebrei affidati "alle istituzioni e alle famiglie cattoliche". Innanzitutto non andrebbe dimenticato che la semplice esistenza di un simile problema testimonia di un merito ecclesiale tra i più alti. Nei ringraziamenti commossi che sommersero Pio XII al termine della guerra e che provenivano da tutte le istituzioni e le comunità ebraiche, si faceva cenno alla generosità con cui la Chiesa accolse e nascose gli ebrei braccati e in particolare i bambini. Per citare un solo caso italiano, l'arcivescovo di Torino, cardinale Maurilio Fossati (decorato nel 1945 con una medaglia d'oro dal rabbino capo della città, assieme al segretario, monsignor Barale, che era stato arrestato dai tedeschi), si adoperò perché le suore salesiane organizzassero a Valdocco un vero e proprio asilo nido clandestino per i piccoli israeliti. Se, dunque, alla fine della guerra, la Chiesa dovette confrontarsi con un problema - che coinvolse tra l'altro non alcuni, ma molti, moltissimi ebrei - è perché, davanti al dramma, non rimase spettatrice, ma intervenne tanto attivamente quanto prudentemente, come le circostanze esigevano. Per venire ora al documento "straordinario": precisato che una valutazione storicamente oggettiva sarà possibile solo a pubblicazione avvenuta delle Agende roncalliane, va osservato che la disposizione del Sant'Uffizio è del 20 ottobre del 1946. Da oltre due anni la Francia era stata liberata, la guerra era terminata da diciassette mesi ed è dunque ovvio presumere che, in tutto quel tempo, la maggioranza dei casi avesse trovato soluzione. Recuperare un bambino che si è dovuto nascondere è forse cosa da differire nel tempo o non prevale su ogni altra urgenza? Poiché non si ha notizia di difficoltà insorte tra Chiesa (e non solo di Francia, ma di tutta l'Europa già occupata) e comunità ebraiche, è giustificato pensare che tutto si sia risolto nella pace e nel buon senso. Sembra, dunque, che il documento dell'autunno del 1946 riguardi casi residuali, di particolare complessità. Ma, anche qui, Melloni stesso ammette che il nunzio Roncalli, pur così sensibile su questi temi, non ha lasciato nelle sue agende alcuna annotazione su problemi insorti. Non si dimentichi che il suo soggiorno a Parigi durerà ancora più di sei anni. Eppure, nessuna crisi, nessuna protesta, nessun intervento politico o diplomatico: dunque il documento "agghiacciante" non sembra avere provocato effetti constatabili, se stiamo almeno a quanto registrato dalla Nunziatura del pur vigilantissimo futuro Giovanni XXIII. Per scendere ai particolari delle disposizioni del Sant'Uffizio: ogni storico sa che tra i luoghi comuni di ogni governo (soprattutto in tempi turbolenti come quel dopoguerra francese) c'è la consegna ai propri ambasciatori di parlare, ma, per quanto possibile, di scrivere poco. Sospettare, dunque, atmosfere oscure e inconfessabili dietro quell'"oralmente" raccomandato dal Vaticano sarebbe da dilettante che ha poca dimestichezza con archivi diplomatici. Poiché lo spazio non lo consente, siamo costretti a trascurare altri punti del documento (il quarto, soprattutto) e a concentrarci sul vero centro delle disposizioni vaticane, quello che non a caso ha ispirato il titolo del giornale: "I piccoli giudei, se battezzati, devono ricevere un'educazione cristiana". Qui sta lo scandalo che, tra l'altro, mise a rumore l'Europa quando, nel 1858, Pio IX, ancora Papa-re, tolse alla famiglia Edgardo Mortara, piccolo ebreo bolognese, perché fosse allevato in un collegio cattolico, almeno sino alla maggiore età: dopo i 18 anni avrebbe potuto scegliere. In quel caso, scelse il sacerdozio (assumendo il nome "Pio" per riconoscenza verso il Papa) e morì, novantenne, in odore di santità, lasciando un diario, sinora inedito, che la Mondadori pubblicherà la prossima primavera e che sorprenderà molti. Qui è possibile solo tentare di far comprendere alcune delle ragioni che, in simili casi, rendono "prigioniera" la Chiesa. Questa, conformemente al pensiero dei Padri, proibisce da sempre che i figli minorenni di ebrei siano battezzati senza il consenso dei genitori. Ma se, per una qualunque ragione, il battesimo è validamente amministrato, questo rende "cristiani" ex opere operato , imprime il carattere indelebile di figlio della Chiesa. La quale, sentendosi Madre, non ha mai consentito né mai consentirà di abbandonare chi - nel mistero della fede - con il sacramento è entrato per tutta l'eternità nella sua famiglia. Ci rendiamo ben conto che, per comprendere un simile atteggiamento, occorre porsi in una prospettiva di fede. Al di fuori di essa, disposizioni come quelle di Pio IX e di Pio XII, in linea con la millenaria Tradizione, possono apparire (perché nasconderlo?) disumane. Se ne sono resi conto i Papi stessi, che - custodi e non padroni della Rivelazione - hanno fatto vivere, ma hanno vissuto essi stessi, autentici drammi. Ma non in nome di un arido legalismo, bensì in una dimensione misterica, pur umanamente dura, che solo la credenza nel Vangelo può rendere accettabile. Diverso il discorso sugli autori di quei battesimi. Se hanno agito su infanti senza che i genitori fossero consenzienti, hanno peccato gravemente, sono andati contro il diritto canonico e le disposizioni secolari della Chiesa. Si può comunque escludere sin da ora che i battesimi francesi (se davvero ce ne furono di illeciti) siano stati impartiti su ordine o anche solo con la connivenza delle autorità ecclesiastiche.

Tutti anonimi!!! Complimenti

Mi complimento innanzitutto per questa orribile usanza di non firmarsi. Poi vorrei suggerire a tutti i pii devoti ultratradizionalisti che hanno infestato questo forum di rivolgersi ad altri siti dove possono postare i loro deliri senza necessità di offendere. L'organizzazione Noi Siamo Chiesa ha espresso democraticamente le sue perplessità su queste beatificazioni o canonizzazioni. Ed è libera di farlo. A titolo personale non mi invischierei mai in questa discussione dato che non riconosco a nessuno l'autorità di stabilire la santità di altri, tanto meno con procedimenti rituali e prefissati. Ci sono milioni di cristi al mondo che sono davvero santi, ma state pur certi che non verranno mai "innalzati alla gloria degli altari", così si dice.. espressione che trovo orrenda gia di per sé.

"orribile"...."orrenda"...."i

"orribile"...."orrenda"...."infestato"....misericordia quali aggettivi....non è che la signora Stefania sia in presa a un delirio?

Ha ragione la sig. Stefania

E' indubitabile che ogni qualvolta che Noi Siamo Chiesa pubblica un documento, parta inesorabile il panegirico tradizionalista e filopapale, spesso riempito di commenti offensivi della libera espressione critica verso la Curia e i suoi membri sovente inadempienti della parola di Dio. Allora, chiedo, voi conservatori, perchè non mi date l'indirizzo dei siti cattolici conservatori, così che anch'io vada a "rompere le scatole", così, tanto per pareggiare il conto? Avete il potere, dirigete la Chiesa, i frutti mi sembrano molto scadenti, quindi è inutile che abbaiate come i cani alla luna. Pasquale

Concordo pienamente con

Concordo pienamente con Pasquale. Perchè lasciare post offensivi? Se gli scritti del sito non piacciono perchè lo si visita? La critica deve essere sempre costruttiva e volta alla crescita comune, purtroppo spesso non è così. Inoltre trovo seriamente vergognoso l'anonimato dietro al quale ci si nasconde, forse questo accade perchè si manifestano concetti non propri ma di <>? Claudia

Appello alla chiarezza: vogliomo subito Giovanni Paolo II santo!

Il popolo di Dio che ha gridato 'Subito santo'...io tra questi...vuole Giovanni Paolo II sugli altari, è stato un grande santo, un dono prezioso per questa umanità sballottata tra mille venti di dottrina, relativismi, indifferentismo...Subito santo!

Comprendo che

Comprendo che Il vostro Papa di riferimento è Giovanni XXIII, infatti lo avete talmente mitizzato da oscurare quel che realmente era: un gran conservatore. Se avesse potuto vivere gli anni del post-concilio vi avrebbe scomunicati tutti quanti, non avrebbe certo sopportato la deriva eretica di tanti teologi, non avrebbe sopportato il catechismo olandese che ha avuto la funzione di far evaporare la cattolicità in Olanda dove le chiese cattoliche son diventate garages, supermarkets, non avrebbe sopportato la "teologia della liberazione" di chiaro segno marxista che metteva i poveri contro i ricchi, senza parlare dei settantamila preti che "gettarono la tonaca alle ortiche". Voi pretendete una rottura con il passato, per voi la cristianità è iniziata nel 1965, tutto quello che c'era prima è da cancellare, come se lo Spirito Santo si fosse sbagliato ad informare la Chiesa nel corso degli ultimi 20 secoli. Il vostro è un cristianesimo “senza sale” cioè senza Cristo, una religione minimalista e deodorata, c'è Gesù certo, un pizzico ci voleva altrimenti bisognava cambiare nome alla ricetta, ma non è lo sconvolgente Figlio di Dio, no, altrimenti addio asse del Sacro, addio al “dialogo”. E’ un cristianesimo "low cost", surrogato che impegna poco e affascina ancor meno. Per voi tutte le strade portano a Dio, Gesù è una delle tante. "Tutte le chiese, tutte le religioni hanno infatti l'obiettivo di realizzare il bene del mondo". Vi piacciono i protestanti, vi piacciono i cristiani orientali, vi piacciono ovviamente i musulmani, vi piacciono i buddisti. Vi piacciono perfino gli induisti. Non vi piacciono soltanto quelli che sono obbedienti alla parola del Magistero della Chiesa, in ultima analisi al Papa ! Si è realizzato Matteo 5,1: “Voi siete il sale della terra; ma se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà render salato ? A nulla serve che ad essere gettato via e calpestato dagli uomini. Gesù ha detto che non bisogna adattarsi al mondo e alle sue mode (come avete fatto voi), bensi ha raccomandato di convertirlo ! Di conseguenza la Chiesa non può seguire le debolezze umane come fanno i nostri mass-media a cui voi vi siete assoggettati. La verità è che vi siete innamorati del marxismo, qualcuno di voi negli anni ’70 diceva che se la chiesa non avesse fatto sue le idee marxiste avrebbe avuto vita breve. La caduta del Muro non vi ha insegnato niente. Il filosofo Jean Guitton profetizzò a suo tempo che certi preti saranno gli ultimi che crederanno nel comunismo quando sarà ormai morto e sepolto e nessun laico oserà più dirsi tale. Paolo VI, il papa che ebbe l'ingrato compito di gestire questo Concilio, benchè notoriamente progressista, ad un certo momento dovette porre un freno alla interpretazione di rottura con l'insegnamento della Chiesa precedente il Concilio in particolare sul primato di Pietro nel collegio apostolico e nella richiesta, da parte vostra, di cambiare degli aspetti della morale sessuale che apparivano insopportabili alla mentalità laicista ed edonista dominanti. Paolo VI ebbe il coraggio di opporsi alla contraccezione nella "Humanae vitae", quando la commissione composta di molti teologi dette responso positivo. Paolo VI in tutto questo vide (come lo hanno visto i papi venuti dopo, compreso l'attuale) una crisi di fede che attraversava la maggior parte del clero. Venne messo in discussione ciò che è essenziale nella fede: la Trinità, l'Incarnazione, la Presenza reale nell' Eucaristia, la Chiesa come Istituzione di salvezza, il ministero sacerdotale, il valore della preghiera e dei Sacramenti, l'indissolubilità del matrimonio e addirittura si arriva a mettere in discussione la Scrittura. Nel contempo però voi che operavate questo massacro, eravate impegnati a ricostruire un altro tipo di cattolicesimo avulso dalla Tradizione. Tradizione che lo ricollega alla fede degli apostoli. A questo punto papa Montini preoccupato per le sorti della chiesa, pronunciò un poderoso "Motu Proprio" intitolato "Credo del popolo di Dio" in cui ricapitolava la fede e la dottrina cattolica che sentiva minacciata, attestando l'incrollabile proposito di fedeltà al Deposito di Fede. Nel 1972 Montini pronunciò una drammatica omelia: "attraverso qualche fessura il fumo di Satana è entrato nel Tempio di Dio, si credeva che dopo il concilio sarebbe venuta una giornata di sole per la storia della Chiesa. E' venuta invece una giornata di nuvole, di tempesta, di buio". In una omelia del 1974 Montini denuncia di fatto la rottura della comunione ecclesiale da parte del cattolicesimo democratico (Dossetti, Prodi). Nel 1975 disse: "alcuni nostri figli permangono in posizione di incertezza dottrinale, quando non critica distruttiva. Hanno trasformato la positiva testimonianza che il popolo di Dio si attendeva da loro in arrogante funzione di giudici e di critici della pur sempre Santa Chiesa di Dio". Pochi mesi prima della morte confidava al filosofo Jean Guitton suo amico: "Siamo prossimi alla fine ?... Ciò che mi colpisce, quando considero il mondo cattolico è che all'interno del cattolicesimo sembra talvolta predominare un pensiero di tipo non-cattolico e può avvenire che questo pensiero non cattolico all'interno del cattolicesimo diventi domani il più forte (come poi è successo negli anni '70 e '80) ma esso non rappresenterà mai il pensiero della Chiesa. Bisogna che sussista un piccolo gregge, per quanto piccolo esso sia”. Grande profeta Paolo VI ! Questi e non altri sono i giudizi netti di papa Montini sul cattolicesimo democratico, dove vi è poco da mediare, di fatto sono giudizi di condanna di questa deriva protestantica all’interno della Chiesa cattolica. Il dogma di questi vostri intellettuali “cattolici” era il Dialogo con la Modernità e la Politica che invece ha prevalso sulla Fede, perchè di fatto avete svenduto a favore del dialogo parte del vostro Deposito di Fede. Avete distrutto la grande Liturgia cattolica, il canto gregoriano, la musica polifonica, sostituiti con brutti canti e chitarre, avete costruito chiese che sembrano delle macellerie talmente sono brutte e spoglie (modello pauperista ed iconoclasta), avete eliminato madonne e santi come i protestanti. Nel disastro pressochè generale si è pure messo da parte il Messale di S.Pio V con la Messa in latino che l'attuale Papa sta reintegrando con il gregoriano, liturgia espressamente raccomandata dal Concilio Vaticano II, S.Messa che ci giunge addirittura da Gregorio Magno, millecinquecento anni fa. Una cosa del genere nella cattolicità non era mai successa: che si proibisse qualcosa che era li da secoli. Significava che c'era una deriva protestante in seno alla Chiesa cattolica che con un colpo di spugna voleva cancellare il grande deposito di fede e di liturgia, perchè la chiesa tutto quello che arricchisce se lo tiene, è un "et-et" (e questo e quello) - al contrario del protestantesimo che invece è "aut-aut" (o questo o quello). La vostra non è stata altro che una operazione rivoluzionaria, avete fatto vostro il '68 con la pretesa (come in tutte le rivoluzioni) di cancellare il passato e ricominciare tutto daccapo. A quel tempo in certi seminari oltre al Crocifisso c’erano i ritratti di Mao, di Ho Chi Minh, di Che Guevara. Follia ! la sola rivoluzione riuscita nella storia è stata quella cristiana. Punto ! Avete messo a dura prova la fede dei semplici con un cumulo di ambiguità, di incertezze e di dubbi. Mi chiedo cosa ci state a fare ancora nella chiesa cattolica. Non siete daccordo su quasi niente. Aderite a qualche comunità protestante che oltre che fare un favore a noi, avrete pure il merito di rimpolpare le fila dei fedeli protestanti che oramai sono al lumicino. Chiudo ritornando al tema discusso: la beatificazione di Giovanni Paolo II. Alle vostre risibili critiche che muovete a questo Papa rispondo come ha risposto un giornalista tempo fa: “nel 2005 ho avuto due prove dell’esistenza dello Spirito Santo. Quando sfogliò, pagina dopo pagina, il Vangelo appoggiato sulla bara di legno chiaro del vecchio Papa, fino a richiuderlo con un colpo secco. E quando illuminò il conclave e la candidatura del cardinal Martini venne respinta con perdite”. Franco

San Giovanni Bosco ci insegna ad amare il Papa!

Sempre in merito all'esempio di amore per il Papa che trapela degli scritti e dalla vita dei santi voglio ricordare che San Giovanni Bosco, il 'santo dei giovani', amato in ogni parte della terra,fu sempre molto vicino al Papa, anche se nella Torino di quegli anni vi erano ambienti anticlericali ed anche se, fra i cattolici, fiorivano discussioni animate sul potere temporale dei Papi non dissimili da quelle attuali. E nota la frase di Don Bosco: "In quanto a religione io sono con il Papa e me ne vanto" (Memorie Biografiche, XII, 423). Era il momento in cui molti politici del tempo - e non solo - mettevano in dubbio l'autorità pontificia ed egli rispondeva loro in modo inequivocabile, così come un giorno disse ad un ministro: "Sappia, Eccellenza, che in ogni cosa io sono con il Papa" (MB, IX, 483). Era questo l'atteggiamento che esigeva dai suoi, con grande fermezza, dicendo: "La parola del Papa deve essere la nostra regola in tutto e per tutto" (MB, IX, 494). IMPARIAMO DAI SANTI...AMIAMO IL PAPA!

Sempre W il Papa!

...noi cattolici amiamo ed ubbiadiamo al Papa, Vicario di Cristo sulla terra e successore dell'Apostolo Pietro...forse voi protestanti un po' di meno...ma non lamentatevi poi se in Inghilterra ci son più cattolici praticanti che anglicani...!Sempre W il Papa!

Attendiamo la beatificazione di Giovanni Paolo II

Con tutta la nostra fede attendiamo di veder salire prestissimo il nostro amato Giovanni Paolo II agli onori degli altari! Grazie di cuore a Benedetto XVI che, interpretando il desiderio del popolo di Dio, ne ha abbreviato i tempi: W Giovanni Paolo II, W Benedetto XVI!

...e W Benedetto XVI!

...non avendo mai ammirato Giovanni Paolo II tanto meno ammirano Benedetto XVI che è il continuatore dell'opera di Giovanni Paolo II...per fortuna che lo Spirito Santo guida la Chiesa di Dio! W Benedetto XVI!

W Giovanni Paolo II!

Giovanni Paolo II sarà santo, lo è gia nei nostri cuori...voi di questo sito lo detestate così tanto perchè sotto il suo Pontificato è riuscito a spingere la ventata demoniaca dei catto-comunisti che volevano sostituire l'ideologia alla fede andando dietro alla moda - comunista - del tempo...eravate riusciti quasi a zittire Paolo VI perseguitato per aver approvato quel grande documento che è l'Humanae vita, poi arrivò Giovanni Paolo II che aveva conosciuto sulla 'sua pelle' la natura intrinsecamente perversa del comunismo e non siete riusciti più a prendere il sopravvento, avete seguito ora l'uno, ora l'altro 'prelatetto di turno' che di volta in volta cercava di far da contraltare al papa e vi siete ridicolizzati da soli, questi sono passati tutti e così - come passa la moda - siete passati anche voi, le vostre ideologie, la vostra moda...ora però, arrabbiati, non volete che Giovanni Paolo II, dopo aver restaurato la Chiesa, diventi santo, questo per voi è troppo, è insopportabile, non lo digerite...e nemmeno ve ne hanno dato tanto il tempo visti i tempi rapidi (Giustamente!!! Grande Benedetto XVI!) della causa di beatificazione...ma vi ci dovrete abituare per forza, lo Spirito Santo è più forte di voi ed a breve Giovanni Paolo II sarà santo! W IL PAPA!...voi e le vostre idee passerete velocemente, il Papa e la Chiesa resteranno nei secoli! W il Papa!

Giovanni Paolo II il grande!

...leggendo il comunicato di 'Noi siamo Chiesa' si comprende veramente la povertà della natura umana...povere persone; incapaci di guardare il sole perchè troppo splendente dichiarano che 'non brilla molto'...Giovanni Paolo II oltre a diventare santo sarà ricordato sempre come 'Il grande'...loro invece non lasceranno traccia di sè...Ringraziamo Benedetto XVI per aver abbreviato i tempi del procedimento canonico!

Pio XII il grande...e a breve anche santo!

Per chi non conosce bene la storia voglio ricordare alcuni accadimenti che dimostrano la riconoscenza degli ebrei a Pio XII per aver contribuito con determinazione alla loro difesa. Leggete: " Già nel dicembre del 1940, in un articolo sul Time Magazine, Albert Einstein rese così omaggio a Pio XII: "Solo la Chiesa sbarra pienamente il cammino alla campagna hitleriana per la soppressione della verità. Prima d’ora non ho avuto alcun interesse particolare per la Chiesa, ma ora sento un grande affetto e ammirazione per essa perché solo la Chiesa ha avuto il coraggio e la perseveranza di schierarsi dalla parte della verità intellettuale e della libertà morale. Sono pertanto costretto ad ammettere che quanto una volta disprezzavo, ora lo apprezzo senza riserve". * Nel 1943, Chaim Weizmann, che sarebbe diventato il primo presidente d’Israele, scrisse che "la Santa Sede sta prestando il suo potente aiuto dove può per attenuare la sorte dei miei correligionari perseguitati". * Moshe Sharett, il secondo nella serie dei primi ministri israeliani, incontrò Pio XII negli ultimi giorni di guerra e gli disse che il suo "primo dovere era di ringraziarlo e, attraverso lui, ringraziare la Chiesa cattolica da parte dell’opinione pubblica ebraica per tutto quanto avevano fatto nei vari paesi per salvare gli ebrei". * Il rabbino Isaac Herzog, rabbino capo d’Israele, nel febbraio del 1944 inviò un messaggio in cui dichiarava: "Il popolo d’Israele non dimenticherà mai quello che Sua Santità e i suoi illustri delegati, ispirati dagli eterni princìpi della religione, che formano le vere basi di un’autentica civiltà, stanno facendo per i nostri sfortunati fratelli e sorelle nell’ora più tragica della nostra storia, prova vivente dell’esistenza della divina Provvidenza in questo mondo". * Nel settembre del 1945, Leon Kubowitzky, segretario generale del Congresso Ebraico Mondiale, ringraziò personalmente il Papa per i suoi interventi e il Congresso Ebraico Mondiale donò 20.000 dollari alla opere caritative vaticane "in riconoscimento del lavoro svolto dalla Santa Sede nel salvare gli ebrei dalle persecuzioni fascista e nazista". * Nel 1955, quando l’Italia celebrò il decennale delle sua liberazione, l’Unione delle Comunità Israelitiche Italiane proclamò il 17 aprile Giorno della Gratitudine, per l’assistenza avuta dal Papa durante la guerra. * Il 26 maggio 1955 l’Orchestra Filarmonica d’Israele volò a Roma per un’esecuzione speciale della Settima Sinfonia di Beethoven, come espressione della duratura gratitudine dello Stato d’Israele verso il Papa per l’aiuto prestato al popolo ebraico durante l’Olocausto".

1. Tale repressione è un

1. Tale repressione è un merito 2. Tale pposizione è coraggiosa 3. Tale riconferma è doverosa 4. E' bene non giudicare su ciò che non si conosce 5. Il vostro serio dibattito ha solo di mira la donna prete 6. ricordatevi della nota praevia 7. fosse dipeso da voi in occidente e ovunque c avreste messo tutti quanti nei gulag se sono questi gli argomenti contro Giovanni Paolo II potrebbeessere proclamato anche santo subito.

Franzoni, Zarri, Bellavite,

Franzoni, Zarri, Bellavite, Girardi, Gentiloni, Tamayo....... Fra cotanto senno!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

senno ?

perchè fra cotanto senno? Sono personaggi che hanno brillato e brillano ancora per il coraggio e la fede vissuta nel panorama cattolico... Valerio

...ma per piacere!?!...

...ma per piacere Valerio...questi personaggi messi accanto alla statura di Giovanni Paolo II - che nella loro mente non vorrebbero mai santo perchè si è contrapposto alla loro ideologia - sono come il topolino e la montagna...anzi l'Everest!!! W Giovanni Paolo II!

opinioni

ma ognuno non puo' esprimere delle opinioni? Kung è stato quasi messo all'indice per le sue opinioni, oggi i sinodi si svolgono tutti i letizia con una uniformità di idee che fa paura: e questo a me fa paura perchè ferma il cammino verso la conoscenza di Dio e ferma il cammino della Chiesa.

cattolico !?! eretico

cattolico !?! eretico

Ma quale coraggio e fede

Ma quale coraggio e fede vissuta! Hanno soltanto dei desideri repressi da sfogare

mah!

non so cosa leggi e nemmeno cosa tu intenda per fede vissuta...evidentemente abbiamo opinioni diverse: ognuno ha i suoi carismi e i suoi difetti, c'è chi prefersice stare inginocchiato tutto il giorno e chi preferisce andare nel mondo...ognuno ha il suo cammino e non c'è tanto bisogno di giudici. Valerio

"non c'è tanto bisogno di

"non c'è tanto bisogno di giudici"....appunto! Allora i firmatari di quell'appello non si ergano a giudici della causa di beatificazione di Giovanni Paolo II

Giovanni Paolo II: gia santo nel mio cuore!

Per me Giovanni Paolo II è gia santo!

La repressione delle idee è al servizio della Chiesa ?

La questione della santità del Papa polacco, può essere in parte distinta dal giudizio storico sul suo operato. Ma soprattutto si tratta di invocare una apertura al dialogo , che farebbe solo bene alla Chiesa. Penso al clero ma soprattutto ai tanti credenti che faticano a comprendere e sentire proprie posizioni anacronistiche e impopolari. Un pò di critica andrebbe accettata e l' autocritica sarebbe un utile esercizio di umiltà. Comunque che il cattolicesimo in America Latina, dopo la grande fioritura degli anni sessanta , settanta e inizio ottanta sia un pò appassito e sfiorito è un fatto su cui è doveroso interrogarsi , nell' interesse della stessa chiesa istituzionale e della cristianità tutta.

Interessanti commenti

Vorrei aggiungere il commento che molti cattolici (anche praticanti e convinti) che conosco ritengono un vero crimine contro l'umanità l'opposizione della Chiesa Cattolica all'uso dei preservativi in situazioni (Africa) in cui le malattie a trasmissione sessuale sono dilaganti. Detto questo io non so giudicare e anche io sono rimasto estremamente impressionato dall'enorme carisma personale di Giovanni Paolo II. Ultima considerazione. Sono sconvolto in positivo da alcuni commenti che vengono fatti, specialmente quelli sulla democratizzazione della Chiesa e sulla idolatria. Davvero questi commenti rappresentano punti di vista a cui non avevo mai pensato con chiarezza. Anche se non credo di condividerli mi fanno capire quanto sia carente un dibattito reale interno alla Chiesa e quando sia prezioso uno spazio in cui questo sia possibile.

Per il popolo di Dio è gia Santo!

Giovanni Paolo II è gia santo nei nostri cuori...io ho partecipato ai funerali ed ho potuto constatare come per il popolo di Dio Giovanni Paolo II è già santo. Milioni di persone presenti per dare il saluto a questo santo dei giorni nostri. Il Papa non ha fatto altro che seguire la il senso di fede del popolo di Dio...Grazie Benedetto XVI!

perfettamente d'accordo con

perfettamente d'accordo con voi! forse avete solo dimenticato di aggiungere la scandalosa procedura di canonizzazione di Escriva' De Balaguer e il privilegio concesso all'Opus Dei di diventare Prelatura Personale,in cambio del loro appoggio finanziario....e l'imposizione di Cardinali ultraconservatori a qualsiasi costo,con emarginazione di veri Santi come Helder Camara e Oscar Arnulfo Romero... sembra che alla Santa Sede sianoi convinti di potersi sostituire allo Spirito Santo e di applicare il Diritto Canonico solo contro i piccoli e i deboli. Il Pontificato di Giovanni Paolo Secondo e' stato un vero smokescreen mediatico per coprire tanti crimini finanziari e una spietata strategia di progressivo spegnimento del Concilio Vaticano Secondo. Pace comunque all'anima sua,Dio sapra' giudicare.

Camara santo subito e con

Camara santo subito e con lui tutte le camicie verdi brasiliane di cui lui fu segretario. Per chi non lo sapesse sono le corrispondenti delle nostre camice nere. Camerata Camara : presente!

Qui non e` in questione la

Qui non e` in questione la persona. Ma l'istituzione e i suoi atti.

Si tratta di decidere se e` giusto beatificare, o santificare, persone che hanno compiuto atti estremamente stolti, dalle conseguenze estremamente nefaste, in qualita` di "pastori".

Infatti il singolo si giudica sulla sua condotta personale.
Ma l'istituzione, papi, vescovi, si giudica ANCHE sulla sua condotta istituzionale.

E se tale condotta e` stata stolta, non puo` essere additata ai fedeli quale esempio.

Un cardinale che emette documenti che minacciano di scomunica chi denuncia i preti pedofili, NON E` DI ESEMPIO.

Un papa che introduce dogmi aventi finalita` "politiche" proprio in prossimita` della fine del potere temporale, NON E` DI ESEMPIO.

Un papa che legittima regimi razzisti e fascisti proteggendo la chiesa con patti di varia natura, NON E` DI ESEMPIO.

Un papa che tace silente di fronte allo scempio dell'umano per timore di ripercussioni, NON E` DI ESEMPIO.

E` chiaro il ragionamento?
Non sono di esempio, perche` la conseguenza della loro guida e` stata nefasta, dunque non vanno innalzati agli altari.
Non perche` siano all'inferno, la misericodia di Dio e` grande, ma perche` hanno commesso errori troppo grossolani come pastori.

Beatificare i pastori stolti in presenza di evidenze della loro stoltezza significa solo voler riscriverne la storia. In modo che fra due secoli nessuno sappia piu` chi erano e che errori hanno fatto commettere alla Chiesa.

Saluti fraterni e Buon Natale.

Passeranno alla storia e te invece rimarrai dimenticato...

Questi pastori che tu definisci 'stolti' passeranno alla storia come Santi perchè sono amati da tutto il popolo santo di Dio e se ne è avuta ampia dimostrazione - tra mille testimonianze - anche in occasione del funerale...'Subito santo' si sentiva urlare dalla folla straripante presente in tutta Roma...te invece, 'purtroppo', rimarrai dimenticato...W Giovanni Paolo II!

Meno male che riconosci che

Meno male che riconosci che la misericordia di Dio è grande altrimenti il primo a non salvarsi saresti tu con la tua arroganza e superbia che si sostituisce al giudizio di Dio

La beatificazione

La beatificazione inopportuna di un pastore stolto non e` "un giudizio di Dio", ma una scelta da uomini stolti.

Pertanto la libera critica di tale stolta scelta e` un dovere cristiano, e non un "sostituirsi al giudizio di Dio".

Parlando di PioXII, domandati, se puoi, se e` conforme alle "eroiche virtu` cristiane" il sottovalutare bellamente un grave pericolo, evitandolo con accordi per se e per i propri cari, lasciando invece esposti i vicini di casa.

La mia risposta e` NO, NO, NO.
A danno fatto, non basta salvare qualche vicino di casa per ripulirsi la coscienza.

Questo vale per PioXII ieri.
Ma vale anche per la chiesa di oggi (a partire dai suoi "pastori") che volta le spalle di fronte alle persecuzioni leghiste rivolte ai fratelli extracomunitari.

In effetti e` questo il tentativo: cancellare vilta`, inettitudini, stoltezze, conseguenze nefaste della guida pastorale. Basta aver avuto una "fede eroica" e sei beato, poi santo.

Il risultato, pero`, e` che si pongono sullo stesso piano i Santi veri e i pastori stolti... non so se i Santi veri gradiscono.
Ma, peggio ancora, cosi` facendo diciamo al mondo che per noi cattolici e` eroico chi ha "fede e virtu` eroici"; anche se i frutti delle scelte sono nefasti.
Cosi` puo` essere beato chi abbandona il prossimo al suo destino, chi nasconde per decenni pedofili, chi tollera la xenofobia nelle parrocchie, ...

Contenti voi.
Io di certo da cattolico aborrisco questo modo di agire.
Un eroe e` un eroe in tutto, non puo` essere "eroe della fede" e "pavido nell'aiutare il prossimo".

Saluti fraterni.

La grandezza di PIO XII!

La grandezza di Pio XII rifulge nei cuori di tutti gli autentici credenti, nella mente ideologica non puo' rifulgere proprio perchè Pio XII lottò contro le ideologie perverse del XX secolo, comunismo e nazismo, e chi ama l'ideologia non può amare questo papa...i semplici e puri di cuore invece si...e noi sappiamo di chi è il Regno dei cieli...W Pio XII!

PIO XII verso gli altari:il popolo di Dio ringrazia BenedettoXVI

Una riflessione di Antonio Gaspari su Pio XII ne mostra la grandezza: Pacelli fu eletto il 2 marzo del 1939; il 6 marzo del 1939 “The Palestine Post” di Gerusalemme pubblicò un editoriale intitolato “Una leadership per la pace. Pio XII intende proseguire sulla strada tracciata da Pio XI per la libertà e la pace. Ricordiamo come egli ha avuto un ruolo di primo piano nella recente opposizione pontificia alle perniciose teorie razziali e certi aspetti del totalitarismo”. Il 10 marzo, il “Jewish Cronical” di Londra, elogiando l’elezione del cardinale Pacelli, riportò il discorso contro il nazismo che Pacelli aveva tenuto a Lourdes nell’aprile del 1935 e le conseguenti reazioni dei giornali nazisti; in particolare, un giornale nazista pubblicò una foto del cardinale Pacelli e di altri dignitari della Chiesa, indicandoli come gli agitatori in Vaticano contro il fascismo e il nazionalsocialismo. Nel dicembre del 1940, Einstein, fuggito negli Stati Uniti in seguito all’approvazione delle leggi razziali in Germania, scrisse sul settimanale “Time Magazine”, riferendosi alla situazione del tempo: “Ho sempre amato la libertà, quando avvenne la rivoluzione in Germania, ho guardato alle università, pensando che avrebbero difeso la libertà, ben sapendo che si erano gloriate della devozione nei confronti della libertà; ma no, le università furono immediatamente messe a tacere. Poi ho guardato ai grandi editori dei giornali, che in passato in editoriali infiammati avevano proclamato il loro amore per la libertà. Ma anche loro, come le università, furono messi a tacere nel giro di poche brevi settimane. Soltanto la Chiesa si oppose pienamente alla campagna di Hitler, che mirava a sopprimere la verità. Non avevo mai avuto un interesse particolare per la Chiesa, ma ora sento per essa un grande amore e ammirazione, perché soltanto la Chiesa ha avuto il coraggio e la perseveranza di difendere la verità intellettuale e la libertà morale. Sono quindi obbligato a confessare che ciò che prima avevo disprezzato, ora elogio senza una qualsiasi riserva”. Ci sono due aspetti che, facendo questa ricerca, mi hanno particolarmente colpito. In primo luogo, l’assoluto riduzionismo con cui oggi la cultura dominante parla di Pio XII e del rapporto della Chiesa con il nazismo; un riduzionismo che, basato su false considerazioni e non comprovato né dalla storia né dalla verità, indica la Chiesa una delle principali cause del sentimento antisemita e l’accusa di non essere intervenuta a difesa degli Ebrei. Non solo questo è falso, ma è vero il contrario: la Chiesa fu, tra le istituzioni esistenti, quella che intervenne con maggiore impegno per la liberazione e la difesa degli Ebrei; Pio XII è il Papa che ha ricevuto i maggiori riconoscimenti da parte ebraica. L’altra questione centrale è l’idea, diffusa, secondo la quale, non solo il Papa, ma la stessa Chiesa, fosse internamente antisemita, covasse sentimenti antisemiti e che la Chiesa abbia sviluppato, favorito, o comunque non ostacolato, l’antisemitismo. Penso che questa sia la più grossa mistificazione che si possa fare. Infatti, se si analizzano i sentimenti, le posizioni nei confronti degli Ebrei, dagli anni ’20-’30 in poi, non solo in Germania, ma in tutto il mondo, si riscontra un diffuso antisemitismo, non da parte cristiana, o cattolica in particolare, ma da parte di élites. Dai documenti analizzati emergono soprattutto tre ambiti nei quali si svilupparono sentimenti e posizioni antisemite. 1. L’antisemitismo era diffuso da fonti anglo-americane, che identificavano gli Ebrei come il centro del male, il popolo che avrebbe potuto corrompere il sangue nordico, teutonico. Riporto alcuni esempi. Nel 1917 il Governo Americano redasse un documento contro una presunta cospirazione ebraica che aveva lo scopo di minare la nazione americana; nel 1921 gli Stati Uniti emanarono una legge per limitare l’immigrazione soprattutto degli Ebrei; sorsero società eugenetiche; Henry Ford scrisse un libro, che ha venduto sette milioni di copie, contro la cospirazione ebraica, e aveva un giornale contro gli Ebrei, con una tiratura di 500.000 copie a settimana. 2. Quest’ideologia era molto diffusa anche in Germania, soprattutto all’interno di un movimento religioso, dichiaratamente neo-pagano, anti-semita e anti-cattolico, che promuoveva il culto dalla “madre-terra”, e si rifaceva ad una tradizione teutonica precristiana. Questo “movimento di fede tedesca”, nato nel 1933, diventò molto influente all’interno del partito nazista, tanto da essere riconosciuto dallo Stato come la terza religione, insieme alla cattolica e alla protestante. Molti esponenti e appartenenti al nazismo rivelarono la loro adesione a questo movimento. I dati ufficiali, relativi all’anno 1938, rilevarono che il 25,8% delle SS, il 60,1% delle Unità Speciali e il 69% delle Unità Teste di Morte (quelle che lavoravano nei campi di concentramento) ne erano membri. Nel 1935, Auer, membro delle SS e uno dei fondatori di questo partito neo-pagano, stimava a cinque milioni i simpatizzanti al movimento; a questo proposito è significativa questa sua affermazione: “Dio vive non in qualche cielo lontano, ma qui sulla Terra, nel sole, nelle stelle, nel cielo azzurro e nel mare mosso da temporali e tempeste, nel piccolo filo d’erba, nelle montagne eterne; qui si trovano i nostri sacramenti, i sacramenti della terra”. Adolf Eichmann, ufficiale delle SS, prima di essere impiccato a Gerusalemme, rivelò di essere stato membro del movimento neo-pagano e di morire come tale. È assurdo pensare che un simile movimento potesse avere un collegamento, un legame con la Chiesa Cattolica. 3. L’altro ambito che alimentò l’antisemitismo fino a trasformarlo in genocidio, fu l’eugenetica, mentalità antisemita, basata sul concetto di determinismo biologico e di selezione della razza, molto diffusa specialmente nel nord-Europa e negli Stati Uniti. A partire da questa ideologia Hitler cominciò ad attuare una selezione di razza con lo scopo di eliminare, non solamente gli Ebrei, additati come i possibili corruttori del sangue teutonico, ma tutti coloro che erano considerati di “sangue debole”. L’ideologia si trasformò in crimine. I primi ad essere eliminati, e per i quali furono costruiti i forni crematori, furono i disabili. Ci sono molte testimonianze e documenti storici dai quali emerge la radicalità e la diffusione di questa posizione ideologica. Ad esempio, nel 1938, Joseph Paul Goebbels afferma: “Il nostro punto di partenza non è l’individuo e non accettiamo il principio che si devono sfamare gli affamati e gli assetati o vestire gli ignudi; non sono questi i nostri obiettivi. I nostri obiettivi sono del tutto diversi e possono essere così sintetizzati: dobbiamo avere un popolo sano, per prevalere nel mondo”. È molto grave che dalle analisi, dalla stampa, dagli studi (ad eccezione di qualche studioso americano) non emerga questo elemento; ci si attarda a cercare la pagliuzza, la mezza frase di Pio XII, che potrebbe paventare un suo sentimento antisemita, e non ci si accorge della trave che emerge dai dati storici; gli studiosi non se ne rendono conto perché oggi, purtroppo, viviamo in un mondo in cui certe misure eugenetiche si stanno ripresentando come un’altra ideologia. In fondo il mondo nuovo di Hitler altro non era che il tentativo di rifondare la società secondo le leggi razziali del neo-paganesimo. Vorrei concludere l’intervento riportando alcune testimonianze di come i cattolici hanno operato a favore degli Ebrei, durante la Seconda Guerra Mondiale. Le storie che ho raccolto sono incredibili. I cattolici, primo tra tutti Pio XII, nascondevano gli ebrei nei conventi, nelle cupole, nelle chiese; inventarono addirittura un’università, presentata come università cattolica, nella quale, invece, professori e alunni erano tutti ebrei. Ciò che colpisce è che questi cattolici, persone semplici, normali, senza la vocazione al martirio, hanno rischiato la vita per salvare gli ebrei, molti l’hanno persa. Parlando della Seconda Guerra Mondiale si chiede: “Dov’era Dio quando bruciavano gli ebrei?”; Dio era presente in questi atti d’eroismo, attraverso i quali degli uomini, per carità cristiana (che è la forza, l’essenza del nostro credere), per amore, hanno salvato l’umanità, la dignità dell’umanità di fronte alla barbarie. Cito, in particolare due esempi che mi hanno colpito moltissimo. Il primo è Edoardo Focherini. Aveva 37 anni, di Carpi, amministratore de “L’Avvenire d’Italia”, direttore dell’Azione Cattolica, padre di sette figli; salvò 105 ebrei dalla deportazione; fu preso dai nazisti su delazione e morì ad Innsbruck, vicino ad Auschwitz, il 27 dicembre 1944. Questa fu la sua ultima lettera: “I miei sette figli, vorrei vederli prima di morire. Tuttavia accetto, Signore, anche questo sacrificio e custodiscili tu insieme a mia moglie, ai miei genitori, a tutti i miei cari. Dichiaro di morire nella più pura fede cattolica, apostolica romana e nella piena sottomissione alla volontà di Dio, offrendo la mia vita in olocausto per la mia diocesi, per l’Azione Cattolica, per il Papa e per il ritorno della pace nel mondo. Vi prego di riferire a mia moglie che le sono sempre stato fedele, l’ho sempre pensata e sempre intensamente amata”. L’altra lettera, molto significativa, è di Mafalda Pavia, una dottoressa ebrea, libera docente all’università; salvata da don Giovanni Calabria, fu nascosta nel noviziato delle Povere Serve della Divina Provvidenza. Ha scritto: “Gesù, questo fratello sublime si è offerto al nostro popolo; questo ebreo che si è offerto in olocausto per tutti i peccati degli uomini. Quest’uomo che par morire ogni anno, ogni giorno, ogni minuto per la cattiveria di tutti, di ieri, di oggi, di domani. Quest’uomo che par risuscitare in ogni istante quasi per darci la dolcissima speranza del perdono di Dio”. L’ultima provocazione che vorrei fare riguarda la vera natura dell’antisemitismo. Ho intervistato uno degli storici ebrei più competenti sulla Shoah in Italia, Michael Tagliacozzo. Quando gli ho chiesto: “Cosa pensi di queste tesi secondo cui il cristianesimo è la base dell’antisemitismo?”, lui mi ha risposto: “Non è quella la via per trovare la vera ragione dell’antisemitismo. La via per capire la vera natura dell’antisemitismo sta nelle parole di Hitler. Un giorno disse: “Io odio gli ebrei perché hanno dato al mondo quell’uomo, Gesù””. La tesi di Michael Tagliacozzo, come di altri storici ebrei, sostiene che la natura vera e profonda del nazismo, come vi dicevo, nasceva da un culto neo-pagano, che intendeva distruggere il cristianesimo e gli ebrei, in quanto padri di questo cristianesimo.

fatti furbo, pagliaccio, e

fatti furbo, pagliaccio, e vai a nasconderti

Pastori stolti sono quelli

Pastori stolti sono quelli che traviano nella fede e certamente Pio XII non lo fu. Sugli ebrei e il nazismo dico una cosa sola: BASTA, CHE PALLE! se fossero papi quelli che piavccino a voi allora sì che ci sarebbe da preoccuparsi. Pio XII dovrebbe essere un mnodello per tutti i papi che verranno

Gli ebrei continuano a fare

Gli ebrei continuano a fare le vittime e chiedono sempre chiarificazioni, scuse, rettifiche, ecc....bene: comincino loro a chiedere scusa per le offese al popolo palestinese. Non ho mai sentito niente di questo.

ebrei

è vero, anche io penso che gli ebrei sono degli stronzi oggi ma nessuno puo' negare il male che hanno subito attraverso i secoli per merito anche e soprattutto di pensatori e autorità cattoliche..il tutto per quel concetto idiota di deicidio che ancora oggi infiamma le menti di molti (stolti...tanto per non dare giudizi) tipo don Nicotra... Valerio

La volgarita' delle reazioni

La volgarita' delle reazioni ai miei due post indicano che ho colpito nel segno.
Ma e' solo dovere cristiano, nulla di cui vantarsi.

Fraterni e cattolici saluti.

volgarità

io non so quali sono i tuoi post visto che, come molti, sono tutti anonimi (alla facciaccia della serenità e serietà) e quindi non so in quale segno hai colpito e soprattutto non so quale è il dovere cristiano di cui ti attribuisci il merito: quale...ebrei...papa Giovanni Paolo II...nucleare iraniano...epidemia di alluce vago in sudtirolo? Valerio

La Chiesa è anche la

La Chiesa è anche la continuazione della politica sotto altre forme, gli onesti vengono emarginati, i furbi avanzano, le folle capiscono poco e chi capiscono si allontana vivendo la spiritualità in silenzio. La Chiesa perfetta non esiste, per renderla il più possibile impermeabile ai mercanti del tempio è necessario che abbia una struttura "leggera" e non uno stato nello stato, inoltre la Chiesa dovrebbe avere un frequente ricambio ai vertici, almeno annuale e decidere insieme.

RIFORMA DELLA CHIESA

Appunto. La Chiesa perfetta non esiste e nè può esistere,perchè ancorchè di fondazione divina resta sempre una società umana, formata da uomini (dove i santi son gran pochi). Per renderla il più possibile impermeabile ai "mercanti del tempio" è necessario che abbia una struttura "leggera" e non uno stato nello stato? Diaciamo apertamente che si dovrebbe passare dalla monarchia alla repubblica.. Allora la Chiesa potrebbe avere un frequente ricambio ai vertici, e la separazione dei classici 3 poteri (che finora non è riuscita ad attuare), per poter decidere tutti insieme, chierici e laici, uomini e donne. Mantenendo però unità visibile ed internazionalità. Ma, nelle situazione in cui si è trovato (e di cui nion è il maggior responsabile), Woitila è stato un uomo, un cristiano, un pastore, un santo.

Woitila era solo un idolatra

Il papa Giovanni Paolo II era un cristiano? Mah ho dei seri dubbi perchè pur rispettando le altre religioni, non doveva mai baciare il corano. Poi è stato un idolatra verso Maria e questo lo sanno tutti. Quindi basta con questa buffonata della "santificazione", come se uno ha bisogno del riconoscimento umano (come si faceva ai tempi dei romani con l'apoteosi). Invece essere santi significa farsi lavare dal sangue di Gesù, ed essere tutt'uno con lo Spirito santo fa questo e sei santo. Viva Francesco d'assisi, vive Wyclif e Jan Hus, viva Lutero cioè tutti uomini che hanno riformato la chiesa ad immagine del Vangelo, e no di riti pagani derivanti dai romani.

Lutero è all'inferno? Probabilmente si...

Leggete chi era Lutero. Tratto da 'Martin Lutero - Omicida e suicida': "Si può porre la domanda: ma allora Lutero è all'inferno? E si potrebbe dire di sì! L'arco della sua vita, infatti, tra quell'omicidio giovanile e quel suicidio a fine vita, è tutto marcato da una esistenza di "eretico insensato" (Pio VI - 9 marzo 1783), di bestemmiatore accanito, di bevitore impenitente, di gozzovigliatore formidabile (fu definito, per questo, il "doctor plenus"!), di spergiuro e sacrilego (passò anche a sacrileghe nozze con una "monaca", Caterina Bora, da lui stesso tirata fuori dal monastero per liberarla dalle bende monacali!), di apostata (la sua cosiddetta "riforma" fu una sovversione, "ab imis", della Fede, della Morale, della costituzione divina della Chiesa!), di continui peccati impuri (sì da essere chiamato dai suoi conterranei: "Saxonicus porcus"!), di facile scurrilità e trivialità (cfr. "Discorsi conviviali".,, tutto uno schifo!), di violento nelle passioni, di uomo anormale di sindrome patologica, di sfrenato egocentrismo, di megalomania, di aggressività verbale incontrollata, di sessualità al parossismo, di aizzatore alla guerra dei contadini (che abbandonava per mettersi coi padroni; scrisse perfino che «era tempo ormai di sgozzare i contadini come cani rognosi» - cfr. Eri. IlI, 306), di monoideismo, di nemico mortale del Papa, di affossatore della Messa («lo dichiaro che tutti i postrìboli, gli omicidi, i furti, gli assassini e gli adulteri sono meno malvagi di quella abominazione che è la messa papista!»), di appartenenza alla massoneria (era affiliato alla sètta di Rosacroce e ... chi più ne ha più ne metta! Ma allora, dopo tutto questo po' di roba, chi avrebbe ancora il coraggio di definire Lutero "il nostro comune maestro", come lo definì in una sua vanesia espressione un cardinale? E come si potrebbe spiegare quello che il cardinale Willebrands, Segretario per l'Unità dei Cristiani, affermò, nel 1970, in occasione dell'Assemblea plenaria della "Lega Mondiale Luterana", a Evianne (Ginevra), che, «nel corso dei secoli, la persona di Martin Lutero non è stata apprezzata rettamente e la sua teologia non è stata sempre resa in modo giusto»? E quell'altro che scrisse sulla Rivista "Documentation Catholique" del luglio 1983, sotto la foto di Lutero: «Lutero, testimonio di Cristo»?... E, peggio ancora, come si può accettare quello che scrisse Giovanni Paolo II, nel cinquecentesimo anniversario della nascita di Lutero, in una lettera indirizzata allo stesso Cardinal Willebrands e firmata, purtroppo, dal Papa stesso, nella quale si riconosce a Lutero una "profonda religiosità"?... Ma non è proprio Lutero che derideva la preghiera mentale e il raccoglimento interiore? E non è lui che, col suo "esto peccator et pecca fortiter", fa ricordare il "fai ciò che vuoi", che è il comandamento prima della nuova legge dettata dal diavolo Alwass ad Aleister Crowley?. Lutero all'inferno, perciò, non può essere che una logica conseguenza di tutta questa sua vita sbagliata e fortemente peccaminosa! Anche se, purtroppo, oggi, per un ecumenismo distorto, di matrice massonica, Lutero, già cacciato fuori dalla Chiesa da cinque secoli di storia e dal Concilio- "de fide"! -di Trento, lo si sta facendo di nuovo rientrare dalla porta, lodato perfino con pubblico elogio! Ma per noi, ma per la Storia, Lutero rimane sempre un omicida e un suicida; rimane sempre l'eretico, il "porcus Saxoniae", il frate "pagano", il degenerato clandestino sulla nave di Pietro, il frate che, come Giuda, finì, anche lui, "In locum suum"... (all'inferno!)". Tratto da: Martin Lutero - Omicida e Suicida.

Qui siamo al di tutto di

Qui siamo al di tutto di più. L'unica cosa giusta che dice è il bacio al Corano. Veramente repellente, se lo poteva risparmiare. ma sul resto del pontificato ben poco da obiettare almeno 6 punti su sette contestati confermano la bontà di Giovanni Paolo II

corano

il tuo commento è la prova che l'integralismo è un virus diffuso in tutto il mondo )se non ricordo male anche gli evangeli parlano di uomini di buona volonta ma forse i Vangeli sono solo mitologia, quello che contano sono i dogmi e le bolle pontificie) e il Vaticano II è passato invano: che tristezza, meno male che ci sono ancora voci profetiche... Valerio

il Corano l'ha forse scritto

il Corano l'ha forse scritto o ispirato Dio? no, il corano e l'islam sono il primo esempio di feroce contrasto al cristianesimo, una volta convertiti i pagani dell'impero. L'islam impedisce e ha impedito l'evangelizzazione. Ma chre cacchio c'entrano gli uomini di buona volontà? ma non vedi che per quelli come te che Cristo si sia incarnato, che la Chiesa sia questa o quella non fa nessuna differenza.I sacramenti sono cazzate inventate dalla Chiesa, no? La tristezza la fai venbire te e per favre siete retorici e stucchevoli con la parola profezia che al mettete ovunque e sempre fuori posto.

bibbia e corano

i musulmani parlano del Corano come un libro ispirato. Le conversioni dei pagani dell'impero, se ben ricordi, furono un atto di imposizione statale (se un re si convertiva anche il popolo doveva convertirsi). E mi pare che ci furono anche violenze a non finire contro chi non si convertiva...distruzione del tempi, proibizioni ...). I musulmani fecero uguale forse su più larga scala ma su chi fu più bravo se ne puo' discutere a lungo. Che uno provi ribrezzo di fronte ad un pontefice che rispetta il Libro di un'altra religione mi sembra un po' isterico: gli integralisti ce li hanno i musulmani, non ne faremmo volentieri a meno per non ripetere certi errori dela storia passata. Se Giovanni Paolo II doveva evitare quel bacio avrebbe dovuto evitare anche Assisi?