L’attualità (disconosciuta!) di Pietro Prini. Un convegno domenica 14 a Stresa

   CREDERE OGGI IN DIO E NELL’UOMO

                      ANCORA E NONOSTANTE

 L’ATTUALITA’ DEL PENSIERO DI PIETRO PRI

          convegno “ pietro prini”

 Domenica 14 Maggio 2017 ,ore 15

Collegio Rosmini, Via per Binda, 47 – Stresa

 

 LE RAGIONI DEL TITOLO DEL CONVEGNO(W.MINELLA)

Credere in Dio, oggi, nella società occidentale, è una scelta rara e controcorrente, ma ancora comprensibile. Invece ,credere nell’uomo (che naturalmente intendiamo come l’ “essere umano”) ,appare veramente stravagante, irrealistico, se non assurdo. Tutti i mass-media oggi sono pieni di informazioni e messaggi che testimoniano dell’ infinita vacuità, irrazionalità, cattiveria dell’essere umano. E la storia del secolo passato, come quella del secolo in cui viviamo, ci dice quanto sia terribilmente devastante la combinazione di questi fattori con i supporti tecnico-scientifici dell’età moderna.

Se si considerano solo questi elementi, che pure ci sono, il risultato è, come diceva Prini, il nichilismo come ‘area che respiriamo’: cioè la mancanza di speranza –la disperazione-, l’apatia- cioè la mancanza di empatia con i propri simili- , l’egoismo come unica risposta razionale – anche, se capitasse, la truffa, l’imbroglio, la corruzione, oppure il disprezzo per gli altri o magari, per i più nobili o i più inclini alla depressione, per se stessi. E infine, l’infelicità: perché tutto questo insieme di caratteristiche conduce necessariamente a questo risultato. Ora, la filosofia di Prini si confronta con questa dimensione e ci ricorda –sulla base di Pascal e, prima, della sapienza biblica- la natura ambivalente dell’uomo, in cui sono presenti forze che vanno in direzioni opposte. Ci ricorda dunque che non tutto, sempre e comunque, è grettezza, avidità, malvagità ma che esistono anche esempi luminosi, testimonianze, di cui generalmente non si parla, di bontà e di generosità, di apertura verso la bellezza, di conseguimento di nuovi strati di verità. Queste testimonianze ci parlano, esplicitamente o implicitamente, di Dio: esplicitamente nel caso dei credenti e implicitamente nel caso di coloro che il grande teologo Karl Rahner chiamava i ‘cristiani anonimi’, cioè coloro che agiscono effettivamente da cristiani senza sapere o senza credere di esserlo. Sono gli ‘uomini di buona volontà’, qualunque sia l’etichetta con cui amano presentarsi.

In altre parole Prini ci ricorda che l’essere umano, senza l’appello esplicito o implicito a una trascendenza che lo costituisce, deperisce un po’ per volta in quanto ha di più autentico e profondo, fino a morire (prima spiritualmente e dentro la vita biologica e poi anche biologicamente). E anche la società, che come notava un filosofo ateo come Hume ha bisogno della fiducia, deperisce e finisce per morire se viene meno il suo fondamento, quel complesso di atteggiamenti che tradizionalmente venivano denominati fede, speranza e carità. A queste considerazioni, qui sommariamente accennate, ci richiama Prini, con un’apertura alla gioia autentica del vivere, alle scienze, alla multiforme bellezza – tutte prerogative dell’umano che secondo lui non sono in antitesi con la fede in Dio, ma sono precisamente le vie che portano a Dio. Questo ci sembra un aspetto fondamentale del suo messaggio filosofico, che ci pare possa essere condiviso da molti. Da qui l’iniziativa di questo nostro primo convegno-premio Prini, che speriamo di continuare nei prossimi anni.

 ENTI PROMOTORI

Sezione del Verbano Cusio Ossola della Società Filosofica Italiana

Gruppo di Neuroteoretica e Teoria della Mente

In collaborazione con:

Fondazione CIRNA,IRCCS Istituto Neurologico C.Mondino(Pavia) e Dipartimento di Scienze del Sistema Nervoso e del Comportamento(Università di Pavia)

 Sezione del Verbano Cusio Ossola della Società Filosofica Italiana

La Sezione del Verbano Cusio Ossola della Società Filosofica Italiana nasce nel 2010 con il duplice intento di valorizzare i filosofi locali e di avvicinare alla filosofia chi, pur non praticandola, è però interessato a confrontarsi con essa. Per questo da un lato si organizzano incontri specialistici, dall’altra si tengono letture aperte a tutti di testi filosofici o adatti ad un riflessione filosofica, che vengono commentati e discussi liberamente dai partecipanti. E’ attivo anche un cineforum “filosofico”.

Dal 2011, in particolare, la Sezione opera per una riscoperta di Pietro Prini, anche con un sito dedicato: www.pietroprini.org

Gruppo di Neuroteoretica e Teoria della Mente

Il Gruppo di Neuroteoretica e Teoria della Mente si è costituito nel 2009 in collaborazione con la Fondazione CIRNA Onlus, raggruppando studiosi, ricercatori e cultori di diverse discipline umanistiche e scientifiche, al fine di promuovere attività di ricerca e di studio nella prospettiva di una integrazione tra le tematiche oggetto di studio delle scienze umane e le evidenze, le risultanze, le scoperte delle ricerche nel campo delle neuroscienze, agevolate soprattutto dall’impiego di nuove tecniche di indagine che consentono di ottenere una visuale più vasta ed approfondita dei processi cerebrali.

Il lavoro del gruppo di neuroteoretica e teorie della mente si svolge in sintonia con i programmi di ricerca ed attività didattico-formative della Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Nazionale C.Mondino e del Dipartimento di Scienze del Sistema Nervoso e del Comportamento dell’Università  di Pavia , cui appartengono vari membri del Gruppo. Il gruppo di studio si avvale di due principali canali di divulgazione e pubblicazione scientifica: le riviste Confinia Cephalagica (in lingua italiana) e Functional Neurology (in lingua inglese). E’ stato approntato anche un sito web che registra l’attività svolta dal gruppo, al seguente indirizzo www.neuroteoretica.org

ENTI PATROCINATORI

– Associazione Culturale Pietro Borsieri,Belgirate

– Centro Internazionale Studi Rosmini, Stresa

-Città di Arona,Città di Stresa ,Città di Verbania

-Collegio Ghislieri, Pavia

-Collegio Borromeo, Pavia

-Comune di Baveno, Comune di Castelletto Sopra Ticino

-Società dei Verbanisti,Verbania

-Unione dei Comuni del Vergante,Belgirate-Lesa-Meina

LE TEMATICHE DELLE RELAZIONI

 PRESENTAZIONE DEL CONVEGNO(G.SANDRINI,P.G.MILANESI)

Pietro Prini,nativo di Belgirate,è considerato uno dei maggiori filosofi italiani ed europei di ispirazione cattolica del secolo scorso.Profondamente legato alla sua terra natale,ha sviluppato la sua carriera tra le Università di Pavia,ove ha compiuto gli studi ,e quella di Roma “La Sapienza”,di cui è stato per moltissimi anni Docente di prestigio.Uomo di straordinaria cultura, ha affrontato ,spesso con grande anticipo sui tempi ,tematiche che sono diventate di grande attualità negli ultimi anni ,anche alla luce della svolta che ha rappresentato il pontificato di Papa Francesco.Il tema di come la Fede oggi debba confrontarsi con una realtà radicalmente cambiata nel corso di un secolo,in rapporto alla diffusione della scienza e alla globalizzazione,rappresenta uno degli elementi di maggiore modernità nell’opera di Prini.

Il Convegno promosso dalla Società Filosofica Italiana ,Sezione Verbano-Cusio-Ossola,e dal Gruppo di Neuroteoretica si rivolge a tutti coloro che sono interessati a questa tematica, ripromettendosi di fare conoscere il suo pensiero attraverso relazioni di studiosi che ad esso hanno dedicato libri e saggi.

I promotori del Convegno,nell’auspicio che esso possa ripetersi annualmente sempre rinnovando le tematiche affrontate,nell’ottica di promuovere gli studi sul pensiero di Prini,specie tra i giovani ricercatori,hanno istituito due premi,di cui uno appunto per giovani studiosi,che verranno conferiti nel corso del Convegno.

 PRINI FILOSOFO DEL DIALOGO(W.MINELLA,M.FLEMATTI)

La peculiarità della posizione di Prini, quale si è sviluppata nel corso dei decenni, consiste nel suo porsi al crocevia di diverse e contrastanti visioni del mondo, che potremmo definire in prima istanza laiche (o meglio, laiciste) o religiose (o meglio, clericali). Egli ha così mantenuto una posizione di fede cristiano-cattolica rigorosamente aperta alla dimensione del Sacro e del Santo e insieme capace di sfuggire a ogni chiusura religiosa di carattere autoreferenziale. In questa prospettiva, si inserisce il fitto dialogo che il filosofo ha intrattenuto con ciascuna di queste componenti (Prini potrebbe essere veramente definito come uno dei principali esponenti della filosofia del dialogo).

Per quanto riguarda le componenti laiciste, egli ne individua tre varianti fondamentali, a loro volta suddivise in due sottotipi: da una parte, quelle di derivazione hegeliana (marxiste o gentiliane da una parte, crociane dall’altra) e quelle di derivazione positivista (scientiste), caratterizzate dalla negazione della trascendenza, dall’altra quelle post-moderne, derivanti da un niccianesimo depurato dei suoi tratti tragici, caratterizzate dalla rimozione della trascendenza. Nei confronti di queste correnti Prini conduce una battaglia teorica caratterizzata da un fermo rifiuto di principio e insieme dall’apertura di un dialogo concreto su alcune singole questioni: per esempio, se egli combatte lo scientismo, in quanto cattiva metafisica della scienza, è però attentissimo a un dialogo proficuo tra la filosofia e le diverse scienze, naturali ed umane (con una particolare attenzione, nell’ultimo periodo, per le scienze neurologiche).

Per quanto riguarda il mondo cristiano, Prini ha sempre ribadito la sua fede cattolica, ma insieme ha combattuto una lunga battaglia per il rinnovamento degli strumenti concettuali della Chiesa cattolica, in particolare dopo il Concilio Vaticano II. Fondamentale è stata la sua distinzione tra fede metastorica e dottrine teologiche storicamente determinate, come tentativo di rendere conto di un’esperienza originaria (la fede) con le categorie culturali prevalenti in questo o quel periodo (la dottrina).   Questo tentativo ha, nel passato, portato a risultati culturalmente grandiosi: si pensi alla straordinaria sintesi tra rivelazione cristiana e filosofia classica greca operata nel Medio Evo da S. Tommaso. Ma il paradosso è che proprio i neotomisti, che pensavano e forse ancora pensano di riproporre alla lettera l’insegnamento di S. Tommaso, salvano la lettera ma perdono lo spirito del tomismo. Purtroppo questa è stata la posizione prevalente nella Chiesa cattolica fino al Concilio Vaticano II, che invece ha aperto le porte e le finestre a un nuovo dialogo con il mondo moderno, il mondo della scienza e della tecnica, considerato nei suoi indubbi aspetti positivi come in quelli negativi, dubbi o terribili. L’invito di Prini è di proseguire in questo cammino di dialogo critico con la modernità e la post-modernità. Ma questo richiede la capacità, da parte della Chiesa cattolica, di uscire dalla ‘autoreferenzialità’ (papa Francesco) e di aprirsi a un autentico confronto con il mondo moderno, oltre che con le altre varianti di Cristianesimo e con le grandi religioni mondiali.

PIETRO PRINI E IL MAGISTERO MORALE DI PAPA FRANCESCO:UN’ANTICIPAZIONE? (G.PIANA)

Una delle caratteristiche eminenti del magistero di papa Francesco è l’invito rivolto alla Chiesa cattolica a “uscire dall’autoreferenzialità”, a confrontarsi con la diversità – sia questa costituita dalle periferie materiali (i poveri del Terzo Mondo) oppure dalle ‘periferie esistenziali’, così diffuse anche da noi, dalle altre varianti del Cristianesimo oppure dalle altre grandi religioni mondiali. L’intento di papa Francesco è in larga misura (ma non esclusivamente) pastorale. Forse è possibile stabilire un rapporto con un filosofo come Prini, che ha fatto del dialogo filosofico, a partire dalla sua posizione di cristiano cattolico, il tratto distintivo della sua meditazione. Questa comunicazione si propone di valutare le possibili consonanze tra un filosofo come Prini, attivo nella seconda metà del Novecento e morto nel 2008, e l’attuale papa. Forse alcune tesi di Prini, che al momento della loro pubblicazione suscitarono sconcerto e anche riprovazione in molti ambienti cattolici (si pensi in particolare allo Scisma sommerso, 1998-1999) adesso, nell’epoca del nuovo papa Francesco, potranno essere considerate con maggiore serenità e valutate nella loro reale portata, di contributo profetico ad una Chiesa capace di un reale confronto con il mondo moderno e post-moderno.

 IL PARADOSSO DI ICARO E LA CONDIZIONE GIOVANILE OGGI(G.GAMALERI)

(tratto dalla Prefazione a”Il paradosso di Icaro”,riedizione in stampa)

Che cosa è cambiato oggi rispetto agli anni ’70 e ’80 in cui sono uscite le prime due edizioni de “Il paradosso di Icaro?”. Moltissime cose, ma niente che possa aver modificato  nelle sue linee essenziali la diagnosi di Pietro Prini riguardo la “dialettica tra bisogno e desiderio” nel giovane-Icaro. Sulla spinta delle nuove tecnologie della comunicazione egli vola sempre più alto nei cieli della realtà aumentata e purtroppo. Corrispondentemente, sempre più rovinosa rischia di farsi la sua caduta. Questo rende quanto mai attuale il pensiero di Prini ed è anche la molla che ha indotto l’Editore a proporne la rivisitazione.

La spinta a volare alto, evadendo da una realtà faticosa e deludente, è oggi esasperata nei giovani da diversi fattori. Da una parte c’è un sistema formativo obsoleto che li porta a protrarre sempre più in là il momento del lavoro, relegandoli in un’inesauribile scuola-parcheggio. Dall’altra c’è una stagnazione economica che rende sempre più difficile l’accesso all’esperienza attiva e produttiva, quando non capiti addirittura di rimanere invischiati in modo permanente nella ragnatela di una disoccupazione giovanile che ruota intorno al 40 per cento.

Ma a ciò si aggiunge il fattore tecnologico che potenzia enormemente la dinamica del desiderio attraverso protesi sensoriali che penetrano nei recessi più profondi del immaginario giovanile.

E la dinamica dei desideri deliranti ha avuto uno sviluppo esponenziale rispetto alla realtà dei  bisogni quotidiani riconducibili alla normalità. Verrebbe da dire che nella psiche degli adulti  è rimasta la dimensione del bisogno, mentre la dimensione del desiderio ipertrofico si è prepotentemente impadronita di quella dei giovani. E questo desiderio di evasione viene molto spesso ancor più dilatato dall’uso di sostanze , che vanno dall’alcool fino all’hashish e purtroppo anche oltre, aprendo anche un dibattito che non può essere ulteriormente eluso tra lecito ed illecito, tra morale e immorale, tra inclusivo ed evasivo.La risultante è un gap, un fossato, un abisso sempre più profondo che separa le generazioni.

Come dice Prini, i giovani vengono lasciati così “allo stato selvaggio” dei linguaggi virtuali in cui si consuma la loro vita, lontani da quell’universo di senso in cui troverebbero forme di risposta agli interrogativi fondamentali che l’età adolescenziale porta con sé. Decisivo è il ruolo della scuola nella formazione delle persone, gravissima dovrebbe essere la sua responsabilità allorché si dovesse clamorosamente constatare che non è in grado di alimentare negli uomini i valori che li fanno degni di tal nome. Ovviamente può e dovrebbe fare molto, anche perché si pone come “terza parte” tra genitori e figli e quindi potrebbe avere l’autorevolezza di “capire” gli uni e gli altri e di mediare e rimediare nei loro rapporti.

Tante sono le strade che possono essere percorse per giungere a questa pacificazione per una convivenza possibile e una speranza sul futuro. Ma su un punto soltanto, ma fondamentale, occorre soffermarsi. I nostri insegnamenti esaltano sempre più gli aspetti operativi e gli sbocchi pratici, rischiando di omettere ogni riflessione sul senso più profondo delle cose e della vita

PRINI INTERPRETE DI ROSMINI(B.MUSCHERA’)

Belgirate, “questa piccola cosa che dura da secoli” non è solo il luogo di nascita di Pietro Prini; il paesino che si affaccia sul Lago Maggiore è anche il luogo in cui intensi scambi culturali hanno preso vita. Fra quelle pietre, quelle strade ricche di sensi vissuti, ancora si percepisce l’alone particolare che vi hanno impresso dei grandi personaggi che hanno vissuto nelle vicinanze. A pochi km da Belgirate si trova la casa di Stefano Stampa, dove spesso trovava “rifugio” Manzoni perché lì – come diceva il Tommaseo – l’Aquila non “allungava le penne”, mentre a Stresa c’è villa Bolongaro nella quale Rosmini aveva stabilito la dimora della sua congregazione di sacerdoti e che oggi è divenuta la sede del Centro studi Rosminiano. È successo raramente nella storia del pensiero che il destino speculativo di un filosofo sia stato così profondamente segnato dal suo luogo di nascita. Non soltanto Prini prepara la sua tesi di laurea con Michele Federico Sciacca sulla “Teosofia” di Rosmini, ma il riferimento al filosofo di Rovereto da parte del filosofo di Belgirate  è costante. Anche quando Prini si aprirà ai temi della filosofia dell’esistenza e alla frequentazione assidua di Marcel l’interesse per Rosmini non verrà mai meno: ne sono testimonianza eloquente il volume Introduzione a Rosmini (Laterza, 1997) e, nello stesso anno,  la cura da parte di Prini delle Stresiane. Dialoghi tra Antonio Rosmini e Alessandro Manzoni raccolti a Stresa da Ruggero Bonghi (Piemme). Nel nostro contributo, inevitabilmente sintetico, metteremo in evidenza  alcune linee essenziali della originale interpretazione che Prini ci offre di Rosmini, rintracciando, come in controluce, alcuni elementi di continuità che rimangono presenti nella speculazione teoretica matura dello stesso filosofo di Belgirate

 L’AIA DI ORNAN.I CONFINI DELLA RELIGIONE IN PRINI(A.LOFFI)

Il tema dell’intervento è la filosofia della religione in Prini. Esso è diviso in due parti: una destruens e una construens. Nella prima, si passano in rassegna quattro posizioni fallaci intorno la natura della religione – fallaci perché la riducono ad altro (cioè a un sapere, a una prassi, a dei costumi o a un prodotto dell’evoluzione del cervello) e ne perdono così la specificità. Nel far ciò, si è in accordo con un’intuizione formale che è fondamentale in Prini: la critica delle false assolutizzazioni e, insieme, la cura nel distinguere i distinti ambiti dello spirito umano.

La seconda parte, quindi, tratta in modo analitico e sistematico la posizione di Prini, sviluppando quanto Prini stesso mette a tema con quel suo stile spesso socratico e alle volte brachilogico. La sua filosofia della religione ha tre momenti centrali. In primo luogo, il sacro quale categoria propria e fondamentale della religione, che ne fa un qualcosa d’altro rispetto a tutto il resto. Quindi, la forza emancipatoria del sacro, che demistifica i falsi assoluti e mette in libertà l’uomo (e proprio questo è il criterio di verificazione del sacro). Infine, le varie modalità di discorso del sacro: come esso, cioè, parla di sé rivelandosi, e come l’uomo possa parlarne e parlargli.

Ci sono almeno due buoni motivi che giustificano, più a monte, questo lavoro. Da una parte, dovrebbe mostrare che la teoria di Prini sulla religione è valida e può essere uno strumento prezioso per pensare che cosa sia la religione, soprattutto oggi, tempo in cui essa spesso fa la figura di un residuo bizzarro del passato. Dall’altra e insieme, attraverso il riferimento ad altri autori e correnti di pensiero anche posteriori a Prini, il nostro filosofo viene messo alla prova – prova indispensabile, come sempre, per mostrare la validità di un pensiero.

RELATORI E MODERATORI

Massimo Flematti

Docente di Filosofia,saggista e scrittore.Presidente della Sezione VCO della Società Filosofica Italiana.Autore di varie opere sul pensiero di Prini

Gianpiero Gamaleri

Ordinario di Sociologia dei processi culturali e comunicativi.Preside dellaFacoltà di Scienze della comunicazione dell’Università Telematica Internazionale Uninettuno

Andrea Loffi(vincitore del Premio P.Prini junior)

Dottore in Filosofia.Curatore della biblioteca Prini presso il Collegio Ghislieri,Pavia

Pier Giuseppe Milanesi

Docente di Filosofia,saggista e scrittore.Coordinatore scientifico Gruppo Neuroteoretica

 Walter Minella

Docente di Filosofia,saggista e scrittore.Autore di varie opere sulla vita e pensiero di Prini

Biagio Muscherà (vincitore Premio P.Prini)

Dottore di ricerca ,Professore a contratto presso la Facoltà Teologica interprovinciale «Laurentianum» di Milano. Ha tenuto dei corsi presso la Videocattedra Rosmini, istituita presso la Facoltà teologica di Lugano.

Giannino Piana

Docente di Etica Cristiana presso la Libera Università di Urbino, ed Etica ed Economia presso l’Università di Torino.È stato Presidente dell’Associazione Italiana dei Teologi Moralisti.

Giorgio Sandrini

Ordinario di Neurologia,Università di Pavia.Direttore del Dipartimento di Neurologia e Neuroriabilitazione ,IRCCS Istituto Neurologico C.Mondino,Pavia.Coordinatore scientifico Gruppo Neuroteoretica.

Gianni Mussini(Moderatore)

Docente di Letteratura Italiana,poeta e scrittore .Studioso di Rebora

 COMITATO  SCIENTIFICO. G.Piana(Arona,Presidente),F.Brezzi(Roma),M.Flematti(Baveno), GP.Gamaleri(Milano),F.Gasti(Pavia),M.Gensabella(Messina),V. Grassi(Belgirate),P. Milanesi(Pavia),W. Minella(Pavia),                          G. Nappi(Pavia),G. Sandrini(Pavia),F. Sarcinelli(Milano),                        L. Vanzago(Pavia)

 COMITATO  ORGANIZZATORE E SEGRETERIA SCIENTIFICA

  1. Flematti,W. Minella,G. Sandrini

SEGRETERIA:

D.ssa Silvia Molinari

Formazione & Informazione-Direzione Scientifica
IRCCS Fondazione Istituto Neurologico Nazionale C. Mondino
via Mondino, 2 – 27100 Pavia
Tel: 0382-380.299 – Fax: 380.448 – Skype: sil.molinari-email:silvia.molinari@mondino.it

 

 

 

 

 

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