Mimmo Jervolino è in Paradiso

Per Mimmo Jervolino

Ci siamo trovati dopo il Concilio e il ’68 ad affrontare questioni per ragionare sulle quali non eravamo attrezzati. Non è stato facile, Mimmo è stato il primo e il più bravo a mettere le mani in un groviglio di questioni, fuori dall’ortodossia dc, fuori dall’ubbidienza clericale. Si è avventurato nella ricerca , nel confronto alla pari con l’area culturale marxista, unendo, come era consuetudine nella sinistra, la riflessione teorica e l’impegno politico. Le sue doti e la sua preparazione culturale erano il supporto indispensabile, la sua passione civile e il suo disinteresse la molla per un impegno costante ed efficace. L’amicizia è nata nel percorso dei Cristiani per il socialismo, nella comprensione critica di un marxismo eterodosso, con Giulio Girardi, e poi nella pratica politica di Democrazia Proletaria e prima nel Movimento politico dei Lavoratori. Convegni, congressi, seminari , documenti e una passione per tenere aperto un confronto con le tematiche più importanti , tra le domande e risposte sul senso della vita che il Vangelo ci poneva e i problemi posti dal movimento per il cambiamento. Sempre con questo chiodo fisso: cosa cancellare e che ricchezza invece portare dalla nostra storia alla nuova area culturale e politica che andavamo a frequentare. Mimmo guidò questa transizione, non fu facile, ci furono delusioni, anche frustrazioni che Mimmo visse con sofferenza.

Nacque un’amicizia personale che poi divenne di tutta la mia famiglia. Ho partecipato da lontano all’ultima fase difficile della vita di Mimmo, è sempre rimasto il filo forte dell’amicizia che si è allargato a Mara.

Le mie parole sono anche a nome di tutte e tutti di noi Siamo Chiesa che ben lo conoscevano e che ben sapevano quanto le radici del percorso di questo movimento di Chiesa vengano anche dal suo coraggio intellettuale e spirituale. Un abbraccio, Mimmo, sapendoti ora in una condizione di serenità e di pace .

Vittorio Bellavite

 

 

Domani la comunità di base di San Paolo di Roma, insieme a sua moglie Mara Gasbarrone, si stringerà calorosamente attorno a lui per ricordarlo durante la cerimonia funebre alle ore 11 in Via Ostiense 152.

Napoli piange Domenico Jervolino. E’ deceduto il docente universitario presso l’Università di Napoli “Federico II” e allievo di Pietro Piovani, fu particolarmente impegnato sul fronte politico: già dirigente delle Acli e della Cisl-Università, negli anni settanta fu tra i fondatori con Livio Labor del MPL (Movimento Politico dei Lavoratori), tra i promotori del Movimento dei Cristiani per il Socialismo, esponente del dissenso cattolico. Ha successivamente aderito a Democrazia Proletaria, di cui è stato a lungo responsabile nazionale cultura e scuola ed è stato fra i promotori del Partito di Unità Proletaria. È stato consigliere regionale in Campania dal 1979 al 1987. Ha poi militato in Rifondazione Comunista, nelle cui file è stato Assessore all’educazione del Comune di Napoli dal marzo 2000 al marzo 2001, oltre che responsabile nazionale università e ricerca. È stato direttore della rivista Alternative fino al 2006, dal 2007 vice-direttore di Alternative per il socialismo; ha collaborato con diverse riviste specialistiche di filosofia (Filosofia e TeologiaStudium).

È cugino dell’ex ministro e sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino.

Nell’ambito degli studi filosofici è tra i principali studiosi in Italia del pensiero del filosofo francese Paul Ricoeur (1913-2005), di cui diviene amico personale. La sua ricerca ha esaminato approfonditamente alcuni aspetti riguardanti il pensiero del Ricoeur, tra cui:

  • la ricerca di un filo conduttore unitario all’interno della sterminata opera dell’autore francese, cui ha dedicato il volume Il cogito e l’ermeneutica. La questione del soggetto in Paul Ricoeur (Procaccini, Napoli, 1984; Marietti, Genova, 1993).
  • la messa in questione del soggetto cartesiano autocentrato e autotrasparente. Il pensiero di Ricoeur appare nei suoi studi come caratterizzato dall’attenzione verso le peripezie del Cogito che, ferito e spezzato nella sua autosufficienza, cerca di ritrovare sé stesso attraverso un lavoro ermeneutico. Nella speculazione dell’ultimo Ricoeur ha individuato come centrale il paradigma della traduzione come modello di pensiero fondato sull’ospitalità linguistica e l’apertura all’altro.
  • Addio al professor Mimmo Jervolino: era stato assessore e consigliere regionale

Si è spento, all’eta di 72 anni, una delle figure più importanti del mondo accademico e politico partenopeo, il docente di filosofia del linguaggio alla Federico II Domenico Jervolino.

Jervolino, cugino dell’ex ministro e sindaco di Napoli Rosa Russo Jervolino, era tra i fondatori di Democrazia Proletaria. Allievo di Pietro Piovani, fu prima dirigente delle Acli e della Cisl-Università, poi negli anni ’70 tra i fondatori con Livio Labor del MPL (Movimento Politico dei Lavoratori) e tra i promotori del Movimento dei Cristiani per il Socialismo.

Successivamente l’esperienza con Democrazia Proletaria, di cui fu responsabile nazionale cultura e scuola, e la militanza in Rifondazione Comunista, nelle cui file è stato assessore all’Educazione del Comune di Napoli dal marzo 2000 al marzo 2001, e responsabile nazionale per università e ricerca.

Addio al professor Mimmo Jervolino: era stato assessore e consigliere regionale dal 1979 al 1987. Da anni si era allontanato dalla partecipazione politica e dalla vita dell’ateneo.

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Una risposta a Mimmo Jervolino è in Paradiso

  1. vittorio da rios scrive:

    Grande dolore per la sua scomparsa

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