No ai minareti, si all'esportazione delle armi. Questa è la democrazia in Svizzera
Armi e non minareti nella Svizzera postmoderna 30 novembre 2009 - Tonio Dell’Olio
Senza minareti, la Svizzera non avrà qualcosa in più ma semplicemente qualcosa in meno. Le mani e le voci islamiche che si tendono verso il cielo e riportano all’orecchio degli umani il richiamo dell’Unico alla preghiera. Non avrebbero deturpato il paesaggio ma lo avrebbero arricchito. Per la verità a quelli già esistenti in Svizzera è fatto divieto di creare "inquinamento acustico" e pertanto costituiscono soltanto arredo di architettura urbana.
Il divieto di edificare minareti "è un ostacolo sulla via dell'integrazione e del dialogo interreligioso nel mutuo rispetto", afferma la Conferenza dei vescovi svizzeri. È mancanza di riconoscimento dei 400mila svizzeri che professano la religione islamica sui 7,5 milioni di abitanti. La scelta del 57,5% della popolazione offende una democrazia che, quando è forte, non si sente minacciata da una torre. Né le altre fedi intimidite perché sanno esprimersi anche tra i simboli degli altri. Né la cultura e le tradizioni stravolte dal momento che l’una e l’altra si impreziosiscono nel corso del tempo. È scritto nella vita dei popoli.
Ma pochi lo hanno saputo: lo stesso giorno gli svizzeri hanno votato anche sulla proposta di vietare l’esportazione di armi. Per la terza volta la proposta è stata bocciata. L'anno scorso la Svizzera ha esportato materiale bellico in 72 paesi per un totale di quasi 722 milioni di franchi.
Ma gli svizzeri hanno deciso che i minareti sono più pericolosi delle armi.
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LE MOSCHEE E I MINARETI
Per gli svizzeri come per
Questi sono i frutti. "Dai
Questi sono i frutti.
"Dai frutti li giudicherete."
E i frutti delle politiche anticonciliari sono questi.
Parrocchiani razzisti.
Difesa dei "veri valori" subappaltata a personaggi loschi.
Il crocifisso bandiera di movimenti xenofobi.
Un ringraziamento fraterno ai "veri" cattolici che lottano contro il relativismo.
Senz'altro sapranno spiegare al Creatore la loro stoltezza.
Parrocchiani razzisti?Politiche anticonciliari?
Ma infatti non ho alcuna
Ma infatti non ho alcuna intenzione di discutere con gli adoratori di mammona.
Quando scrivo qui lo faccio per esplicitare e render nota una chiave di lettura degli eventi tragici che viviamo.
Saluti fraterni.
Concordo con anonimo dell'ultimo post
Non me ne voglia il signor
La domanda, cui risponde chi
La domanda, cui risponde chi vuole, anche non sul forum, e`: come mai nella cristiana europa da secoli e secoli prospera sempre piu` mammona con tutte le sue perversioni (sfruttamento, razzismo, odio, paura, indifferenza)?
E` colpa dei progressisti o, forse, la Chiesa (cattolica e non solo) ha mancato nel formare le "radici cristiane" dei suoi fedeli?
E` normale che si dicano impunemente cattolici personaggi che sfruttano la Fede per vincere le elezioni, altri che usano la Croce come un'arma, altri che ne fanno un vessillo d'odio contro il diverso, altri che sfruttano il fratello, altri che il fratello lo discriminano, altri ancora che gli fanno violenza?
Questo accade nelle nostre societa`. Questo si vede anche nelle Parrocchie.
E accade nel silenzio di Parroci e Vescovi, tranne poche "voci che gridano nel deserto".
Di questo proliferare di mammona si puo` chieder conto solo alla Chiesa.
Non e` che FORSE, dico FORSE, alcuni Pastori impauriti dal futuro hanno la malsana abitudine di stipulare aberranti patti con i discepoli di mammona?
Perche` se e` cosi` siamo tornati a Caifa. Altro che Pietro.
Fraterni saluti.
Moschee e minareti
> Lo Stato (benchè laico)
"CHI DEFINISCE GLI USI E COSTUMI LOCALI?"