Papa Francesco si incontra con il dicastero dello sviluppo umano integrale e parla dell’incontro dell’11-12 novembre sul riarmo nucleare

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di Sergio Centofanti

L’umanità rischia il suicidio: è quanto ha detto Papa Francesco riferendosi alla minaccia delle armi nucleari durante la sua visita oggi alla sede del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale.

Proprio oggi il direttore della Sala Stampa vaticana Greg Burke ha reso noto che la prossima settimana si terrà in Vaticano un importante convegno dal titolo: “Perspectives for a World Free from Nuclear Weapons and for Integral Development”. “Il Santo Padre” – afferma Burke – “lavora con determinazione per promuovere le condizioni necessarie per un mondo senza armi nucleari, come lui stesso ha ribadito lo scorso mese di marzo in un messaggio indirizzato all’Onu“. Burke nella sua dichiarazione precisa che è “falso parlare di una mediazione da parte della Santa Sede“, come affermato dai media italiani in relazione alla crisi in corso tra Stati Uniti e Corea del Nord.

L’incontro, organizzato dal Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, si svolgerà – come ha detto ai nostri microfoni la dott.ssa Flaminia Giovanelli, sotto‑segretario del Dicastero – il 10 e 11 novembre nell’Aula Nuova del Sinodo in Vaticano con la partecipazione di personalità di alto profilo. Ma ascoltiamo dalla dott.ssa Flaminia Giovanelli cosa ha detto il Papa nella sua visita odierna al Dicastero:

  1. – Il Papaha sottolineato ancora una volta, cosa che fa abitualmente, il fenomeno del commercio delle armi. Quindi ha ribadito la sua denuncia di questo commercio delle armiche stimola e che mantiene vivi questi focolai di conflitto, che non sono focolai di conflitto ma, lo ha detto ancora una volta: “Siamo in una vera e propria guerra”. E parlando delle armi nucleari, che sono una minaccia che purtroppo è presente da decenni ma che ogni tanto si fa più acuta come nei momenti attuali, ha parlato proprio di ‘suicidio dell’umanità’, di questo rischio del suicidio dell’umanità. Ha pronunciato parole molto forti.
  2. – Come è nato questo Convegno in Vaticano?
  3. – Direi che è nato dal voler dare un seguito al Trattato sulla proibizione delle armi nucleariadottato nel luglio scorso e firmato anche dalla Santa Sede in settembre, con  grande convinzione. E’ nato da questo e sicuramente tutto ciò va nella direzione di quanto voluto dal Santo Padre, di voler sottolineare qualcosa di molto positivo che è accaduto, perlomeno dal punto di vista simbolico, con la firma del Trattato. E poi c’è anche l’acuirsi della crisi sul nucleare, per cui questo convegno è diventato veramente un evento di primaria importanza. Abbiamo avuto una grande risposta da tutte le istanze che abbiamo interpellato, quindi sia quelle della comunità internazionali sia dei Premi Nobel, ne vengono 11, e ci saranno anche testimonianze di sopravvissuti alla tragedia di Hiroshima.

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L’organizzazione internazionale contro le armi nucleari “Ican” ha vinto il Premio Nobel 2017 per la Pace. Papa Francesco è intervenuto molte volte sulla questione. Pochi giorni fa, il 26 settembre scorso, in occasione della Giornata Internazionale dell’Onu per la totale eliminazione delle armi nucleari, ha lanciato un appello con un tweet“Impegniamoci per un mondo senza armi nucleari, applicando il Trattato di non proliferazione per abolire questi strumenti di morte”.

Nel marzo scorso, in un Messaggio ai partecipanti alla Conferenza Onu per l’approvazione di un Trattato sulla proibizione delle armi nucleari, ha ribadito l’urgenza di raggiungere l’obiettivo di un mondo libero da queste armi di distruzione di massa. “Dobbiamo anche chiederci – scrive Francesco – quanto sia sostenibile un equilibrio basato sulla paura, quando esso tende di fatto ad aumentare la paura e a minare le relazioni di fiducia tra i popoli”. “L’obiettivo finale dell’eliminazione totale delle armi nucleari – sottolinea – diventa sia una sfida sia un imperativo morale e umanitario”.

Il 7 dicembre 2014, il Papa invia un Messaggio alla Conferenza di Viennasull’impatto umanitario delle armi nucleari, spiegando che “spendere in armi nucleari dilapida la ricchezza delle nazioni” e “quando tali risorse sono dilapidate, i poveri e i deboli che vivono ai margini della società ne pagano il prezzo”.

Contro le armi nucleari si esprime anche il 25 settembre 2015, nel suo discorso alle Nazioni Unite di New York e nel suo Messaggio per la Giornata Mondiale per la Pace del primo gennaio 2017.

 

 

 

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