Zuppi a Bologna in un centro sociale. Finalmente un vescovo che parla alla pari e che dice cose belle

Bologna, il vescovo Zuppi al centro sociale Tpo: prove di dialogo tra cattolici e antagonisti

Bologna, il vescovo Zuppi al centro sociale Tpo: prove di dialogo tra cattolici e antagonisti
Foto di Michele Lapini (Eikon) (eikon)

Ha partecipato alla presentazione del libro sui discorsi del Papa ai movimenti popolari: “Cambiare con intelligenza, non fanatismo. Se la mia presenza qui fa notizia, siamo messi male”

di ILARIA VENTURI

Bologna, il vescovo Zuppi al centro sociale Tpo: prove di dialogo tra cattolici e antagonisti

E’ questo il terreno comune che fa incontrare la comunista e il vescovo, l’antagonismo coi credenti, la sinistra coi cattolici democratici, i circoli Arci coi volontari della Caritas. “Prendere la parola pubblica insieme”, sintetizza Luciana Castellina. Anche perché “o il conflitto diventa alternativa o non ne usciamo, la prospettiva è un lungo periodo di violenza e di barbarie. Che ce ne facciamo di palazzo Chigi se la società resta quella che è?”.  La spinta comune è al cambiamento mettendo al centro le persone, gli ultimi. “All’origine della crisi finanziaria c’è una crisi antropologica – sottolinea Zuppi – ma noi non dobbiamo abituarci all’ingiustizia, dobbiamo rispondere alle domande del mondo”.

Il mondo sotto casa è il ragazzo del Gambia che dormiva in stazione e che parrocchiani e centri sociali hanno aiutato a trovare un posto dove dormire. “Bene avergli trovato un alloggio, ma poi bisogna capire le cause”, sprona Zuppi che cita il Papa e la sua critica alla globalizzazione dell’indifferenza, all’individualismo “così pervasivo che accentua la paura”. Poi le differenze rimangono, sulla sessualità, il corpo delle donne, ricordano le attiviste. “Abbiamo diversi punti di vista, posizioni diverse, io non smetterò di fare il vescovo così come il Papa continuerà a fare il Papa. Ci uniscono le riflessioni che Francesco ha rivolto ai movimenti popolari”.

Parole raccolte da chi è distante come Paolo, educatore che lavora nel sociale. “Perchè gente come noi ha subito la fascinazione di Papa Francesco? Perché parla di lotta sociale, di non rassegnazione. Io non so dove mi trovo, ma in una serata come questa possiamo

dirci con chi vogliamo andare per capire dove stiamo”. Nel dibattito i cartoneros argentini diventano i riders, che proprio a Bologna hanno tenuto la prima assemblea nazionale, gli attivisti ricordano le azioni della magistratura, l’ultima a loro carico per lo sgombero di Labàs lo scorso agosto. Sulla legalità e la sua rottura Zuppi frena: “Il Papa dice che il sistema va cambiato con coraggio, ma anche con intelligenza e non con fanatismo”.

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