Leonardo Boff fa il pelo e il contropelo a Vittorio Messori per il suo articolo sul “Corriere”

Appoggio al Papa Francesco contro uno scrittore nostalgico

Leonardo Boff, teologo brasiliano

Ho letto con un po’ di tristezza l’articolo critico di Vittorio Messori sul Corriere della Sera esattamente nel giorno meno adatto: la felice notte di Natale, festa di gioia e di luce. Lui ha provato a danneggiare questa gioia al buon pastore di Roma e del mondo, Papa Francesco. Ma invano perché non conosce il senso di misericordia e di spiritualità di questo Papa, virtù che sicuramente non dimostra Messori. Dietro parole di pietà e di comprensione porta un veleno. E lo fa in nome di tanti altri che si nascondono dietro di lui e non hanno il coraggio di apparire in pubblico.
Voglio proporre un’altra lettura di Papa Francesco, come contrappunto a quella di Messori, un convertito che, a mio parere, ancora deve portare a termine la sua conversione con il ricevimento dello Spirito Santo, per non dire più le cose che ha scritto.
Messori dimostra tre insufficienze: due di natura teologica e un’altra di comprensione della Chiesa del Terzo Mondo.
Lui si è scandalizzato per la “imprevedibilità” di questo pastore perché “continua a turbare la tranquillità del cattolico medio”. Bisogna chiedersi della qualità della fede di questo “cattolico medio”, che ha difficoltà ad accettare un pastore che ha l’odore delle pecore e che annuncia “la gioia del vangelo”. Sono, generalmente, cattolici culturali abituati alla figura faraonica di un Papa con tutti i simboli del potere degli imperatori pagani romani. Adesso appare un Papa “francescano” che ama i poveri, che non “veste Prada”, che fa una critica dura al sistema che produce miseria nella gran parte del mondo, che apre la Chiesa non solo ai cattolici ma a tutti quelli che portano il nome di “uomini e donne”, senza giudicarli ma accogliendoli nello spirito della “rivoluzione della tenerezza” come ha chiesto ai vescovi dell’America Latina riuniti l’anno scorso a Rio.
C’è un grosso vuoto nel pensiero di Messori. Queste sono le due insufficienze teologiche: la quasi assenza dello Spirito Santo. Direi di più, che incorre nell’errore teologico del cristomonismo, cioè, solo Cristo conta. Non c’è propriamente un posto per lo Spirito Santo. Tutto nella Chiesa si risolve con il solo Cristo, cosa che il Gesù dei Vangeli esattamente non vuole. Perché dico questo? Perché quello che lui deplora è la “imprevedibilità” della azione pastorale di questo Papa. Or bene, questa è la caratteristica dello Spirito, la sua imprevedibilità, come lo dice San Giovanni: “Lo Spirito soffia dove vuole, ascolti la sua voce, però non sai da dove viene né verso dove va”(3,8). La sua natura è la improvvisa irruzione con i suoi doni e carismi. Francesco di Roma nella sequela di Francesco d’Assisi si lascia condurre dallo Spirito.
Messori è ostaggio di una visione lineare, propria del suo “amato Joseph Ratzinger” e di altri Papi anteriori. Purtroppo, fu questa visione lineare che ha fatto della Chiesa una cittadella, incapace di comprendere la complessità del mondo moderno, isolata in mezzo alle altre Chiese ed ai cammini spirituali, senza dialogare e imparare dagli altri, anche essi illuminati dallo Spirito. Significa essere blasfemi contro lo Spirito Santo pensare che gli altri hanno pensato solo in modo sbagliato. Per questo è sommamente importante una Chiesa aperta come la vuole Francesco di Roma. Bisogna che sia aperta alle irruzioni dello Spirito chiamato da alcuni teologi “la fantasia di Dio”, a motivo della sua creatività e novità, nelle società, nel mondo, nella storia dei popoli, negli individui, nelle Chiese e anche nella Chiesa Cattolica.
Senza lo Spirito Santo la Chiesa diventa un’istituzione pesante, noiosa, senza creatività e, ad un certo punto, non ha niente da dire al mondo che non siano sempre dottrine sopra dottrine, senza suscitare speranza e gioia di vivere.
È un dono dello Spirito che questo Papa venga da fuori della vecchia cristianità europea. Non appare come un teologo sottile, ma come un Pastore che realizza quello che Gesù ha chiesto a Pietro: “conferma i fratelli nella fede”(Lc 22,31). Porta con se l’esperienza delle chiese del Terzo Mondo, specificamente, quelle della America Latina.
Questa è una altra insufficienza di Messori: non avere la dimensione del fatto che oggi come oggi il cristianesimo è una religione del Terzo Mondo, come ha accentuato tante volte il teologo tedesco Johan Baptist Metz. In Europa vivono solo il 25% dei cattolici; il 72,56% vive nel Terzo Mondo (in America Latina il 48,75%). Perché non può venire da questa maggioranza uno che lo Spirito l’ha fatto vescovo di Roma e Papa universale? Perché non accettare le novità che derivano da queste chiese, che già non sono chiese-immagine delle vecchie Chiese europee ma chiese-sorgenti con i loro martiri, confessori e teologi?
Forse nel futuro, la sede del primato non sarà più Roma e la Curia, con tutte le proprie contradizioni, denunciate da Papa Francesco nella riunione dei Cardinali e dei prelati della Curia con parole sentite solo nella bocca di Lutero e con meno forza nel mio libro condannato dal card.J.Ratzinger “Chiesa: carisma e potere”(1984), ma là dove vive la maggioranza dei cattolici: in America, Africa o Asia. Sarebbe un segno proprio della vera cattolicità della Chiesa all’interno del processo di globalizzazione del fenomeno umano.
Speravo in maggiore intelligenza e apertura di Vittorio Messori con i suoi meriti di cattolico, fedele a un tipo di Chiesa e rinomato scrittore. Questo Papa Francesco ha portato speranza e gioia a tanti cattolici e ad altri cristiani. Non perdiamo questo dono dello Spirito in funzione di ragionamenti piuttosto negativi su di lui.

Leonardo Boff, 1938, Brasile, teologo della liberazione e scrittore con molte opere tradotte in italiano.
Sito: www.leonardoboff.com – Blog: leonardoboff.wordpres.com

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Il postino

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44 Responses to Leonardo Boff fa il pelo e il contropelo a Vittorio Messori per il suo articolo sul “Corriere”

  1. franca malgarise scrive:

    grazie,
    a Leonardo Boff per quello che con chiarezza e semplicità ai scritto, permettendo a noi “semplici” di comprendere…

  2. Salvatore Olivari de la Moneda scrive:

    Messori è sempre stato un agnello, voce di poteri forti vaticani che non può competere con anime divine come l’attuale Papa Francesco, uomo franco e leale.

  3. angelo rizzo scrive:

    grazie Leonardo… parole illuminanti, ecco la Chiesa che ho conosciuto da ragazzo e che ora facevo fatica a ritrovare confusa nei vari “cattolici medi” .. Gesù non era un cattolico medio e non stava con i “moderati” Gesù stava amava tutti ma soprattutto i più poveri , e se lui è il figlio di Dio …Gesù è venuto per ribaltare le nostre inutili certezze , per scandalizzarci e convertirci, e non per farci stare tranquilli nei nostri piccoli orticelli … Messori ha forse paura di tutto questo?

  4. Corrado Rizzi scrive:

    W il Papa, sulla strada di San Giovanni Bosco grido ” W il Papa ” quello che c’è adesso come quegli altri che, alcuni già Santi, sono venuti prima.
    Chi non capisce questo, e non ama, rispetta, onora coloro che lo Spirito ha messo lì, Messori o Boff che siano, possono anche tatuarsi sulla fronte “io sono chiesa” , ma a me, povero cristo, qualche dubbio sorge!
    Fraternamente.

  5. DECIO SAVINO DEL MASTRO scrive:

    Che tristezza! Certa gente ben sistemata nello status quo non può capire l’Evangelii Gaudium. “Lascia che i morti seppelliscano i loro morti”.

  6. Messori sta ottenendo “l’effetto boomerang” come ha scritto Nello Scavo nel suo “La lista di Bergoglio”. Poverino, dovrebbe almeno essere un po’ più prudente se non fosse possibile chiedergli di tacere! Grazie Leonardo Boff e speriamo che molti altri si uniscano a te!

  7. Alessandro scrive:

    le reazioni dei vari Messori, Socci e altri saranno forse pure azzardate, ma rimane il fatto che questo nostro papa( è anche il mio papa!) talvolta assume atteggiamenti ed espressioni che in rapporto al magistero suonano ambigui, senza contare alcune sue disposizioni in merito a delle faccende. Inoltre mi preme aggiungere che è sbagliato elogiare questo papa galvanizzandolo e nel contempo sminuendo chi c’era prima di lui. Ad esempio papa Benedetto XVI ha fatto molto più di quanto i mass – media ufficiali hanno voluto raccontare

    PS: ma poi perchè dare ascolto a chi ancora sostiene la teologia della liberazione?

  8. Tonino scrive:

    Povero Messori! Non riesce a immaginare un Papa senza le scarpe rosse.

  9. Fiero Tezinto scrive:

    Ubi Petrus ibi Ecclesia…

  10. tonia saponaro scrive:

    Grazie a Leonardo Boff che ha ricordato che senza il soffio dello Spirito Santo,non ci sarebbe stato Cristì e di conseguenza tutti I cristiani

  11. Gianmario Dal Molin scrive:

    Articolo profetico quello del quasi nostro conterraneo Leonardo Boff al pari dell’apostolato profetico di papa Francesco. Grazie. Per quanto riguarda lo scrittore italiano stendiamo un velo pietoso: ha dato troppe e troppo squallide dimostrazioni della sua grettezza mentale e della strutturale sua ipocrisia nei vari talk shaw televisivi. Pare che ora non lo invitino più tanto, per fortuna. Perdoniamolo cristianamente.

  12. Ada scrive:

    Messori ha espresso il suo pensiero: è preoccupante che non si possano esprimere dubbi o incertezze, ma che, invece, si richieda sempre un pensiero unico!

  13. Vittorio da rios scrive:

    Oggi assistiamo a un mondo rappresentato da molti intellettuali particolarmente disomogeneo
    frantumato con connotazioni provinciali, superato dalla storia e da eventi evolutivi improcrastinabili.
    Mi sia concesso un accostamento, e questo in virtù dell’unitarietà pur nella ricchezza diversificata, della
    cultura e dei saperi non esclusa la fede e le religioni; con le vicissitudini che sta attraversando
    L’Istituto Italiano Per gli studi Filosofici Fondato nel 1975 da Gerardo Marotta, Elena Croce, figlia
    del filosofo Benedetto Croce, e da Enrico Cerulli allora presidente dell’accademia dei Lincei. L’istituto per
    la sua opera di divulgazione della cultura filosofica, umanista, scientifica, e del diritto,a livello mondiale e
    per la sua unicità è stato riconosciuto DALL’UNESCO patrimonio dell’umanità Ora la sua immensa biblioteca
    anziché essere al servizio delle nuove generazioni giace in migliaio di scatoloni in un capannone alla
    periferia di Napoli Il –Maestro Marotta sulla soglia dei 88 anni ma lucidissimo e strenuo difensore della sua
    immensa creatura e della cultura al servizio dell’umanità mi onora della sua amicizia e sentendolo alcuni
    giorni fa gli ho chiesto se gli intellettuali e filosofi di professione e gli accademici ufficiali si siano adoperati
    fattivamente per L’istituto. La risposta è stata questa: Mio caro amico quando gli intellettuali e i filosofi capiranno finalmente l’importanza della cultura allora capiranno il ruolo storico universale dell’Istituto
    Italiano per Gli studi Filosofici. Ritengo che quanto scritto da Messori che tra l’altro su qualche suo scritto
    penso a –ipotesi su Gesù–allora era un Messori assai più giovane mi sono chinato sia dettato da profonda
    mi si perdoni il termine: inadeguatezza nel cogliere la straordinaria novità rappresentata da Francesco.
    Che esprime in modo chiaro ed inequivocabile l’urgenza di portare non solo la Chiesa con le sue strutture di potere profondamente paganeggianti quanto lontanissime dal messaggio evangelico del Cristo, ma l’umanità
    tutta a prescindere ,ad un unico universale progetto salvifico e di liberazione e di salvezza. Ritengo sia del
    tutto superfluo rilevare la straordinaria risposta data da Leonardo Boff di cui ben conosciamo la statura
    morale nonché culturale e teologica. Mi sia pure consentito: –sono andato a cercare tra gli scaffali– e ho
    trovato queste riflessioni che sono di una straordinaria attualità, e in perfetta sintonia con quanto scritto
    da Boff in risposta a Messori. –Le vicende dell’umanità scrive Padre Ernesto Balducci, sono il quinto
    vangelo che dobbiamo leggere tutte le mattine.Se non leggiamo questo quinto, gli altri quattro non hanno
    nessun senso. E continua: anche quando ho messo piede nei palazzi fosse il quirinale, o il vaticano, e mi
    sono seduto in cattedre, o tribune prestigiose mi sono sempre sentito altro,mi sono sempre guardato
    mentre mi intrattenevo con la gente del potere o della cultura dominante con un occhio secreto che mi
    teneva sotto controllo impedendomi di civilizzarmi fino in fondo, e bene hanno fatto questi uomini del
    potere a non fidarsi di me che sono sempre stato un cospiratore, ostinatamente fedele a un sogno
    impossibile, rappresentante di un’altro mondo in terra straniera. Oggi continua Balducci, l’uomo è
    diventato prossimo all’uomo, le culture si sono avvicinate nel villaggio globale viviamo in prossimità
    reciproca oramai in tutto il pianeta, costretti a dover costatare che nessuna religione è universale,
    e che la pretesa di universalità significa già legittimazione dell’aggressività del dominio del proselitismo,
    che parte dal presupposto che la religione dell’altro sia erronea e che quindi l’altro vada salvato
    dalla sua religione. L’uomo di oggi, osserva ancora Balducci è l’uomo planetario cioè l’uomo che
    non è più d’Oriente o d’Occidente,ne Africano, ne nero o bianco, ma uomo semplicemente.
    L’uomo di oggi aspetta che la fede in Dio si manifesti come nobilitazione dell’uomo, come sua liberazione
    come legittimazione delle sue aspirazioni obbiettivamente più valide: la giustizia, la libertà,la fraternità.
    Se la sua religione non può giustificare queste attese umane, essa appartiene se non alla storia delle
    menzogne, certamente alla preistoria dell’uomo totale.
    Ho sempre ritenuto che Papa Francesco stia percorrendo in modo del tutto legittimo quel binario
    del grande rinnovamento in Cristo della Chiesa e della società in generale, che certamente grandi
    figure della teologia della liberazione –Boff, Gutièrrez, Beto, Barros, Tito De Alencar per citare alcuni.
    Figure come Romero Arns e molti altri, hanno contribuito a costruire assieme a quella fioritura di
    straordinarie personalità quali furono Balducci,Milani,Turoldo, Franzoni, Girardi, Don Gallo. Senza
    ovviamente dimenticare uomini profetici quali furono Giovanni XXXIII, il sofferto e coltissimo Montini,
    fino ad arrivare al Cardinale Martini.Come non nominare l’opera improntata al dialogo intereligioso di
    Panikkar,Non trascurando l’evoluzione teologica di impronta protestante
    che ha visto in Bonhoeffer e altri grandi pensatori del più evoluto pensiero teologico-filosofico tedesco
    e svizzero –Hung– dare un contributo di straordinaria importanza nella costruzione dell’uomo
    planetario, e di una sensibilità religiosa e da un vivere la fede in sintonia con le istanze espresse profeticamente da Balducci. Mi auguro che Vittorio Messori come San Paolo sulla via di Damasco subisca la folgorazione
    della verità oltre i tradizionali dogmi paganeggianti che per troppi secoli hanno caratterizzato la storia della Chiesa di Roma e scopra la vera luce salvifica in rappresentata da quell’ebreo –Marginale– Chiamato
    Gesù.
    Un caro saluto a tutti, in particolare a Vittorio Bellavite a cui va tutti i miei ringraziamenti per la sua
    preziosima opera.

  14. Vittorio da rios scrive:

    Rimedio alcuni errori di battitura –sfuggite–migliaia– di scatoloni, XXIII riferendomi a Giovanni XXIII
    E aggiungere colpevolmente dimenticato tra molti altri –Don Enzo Mazzi–

  15. Carlo scrive:

    Chi non comprende che prima di tutto il Vangelo è amore e accoglienza non ha capito granché.
    Quando si mettono al primo posto le norme, la dottrina, le regole per tenere sotto controllo ogni coscienza siamo ben lontani dal pensiero di Gesù anzi tutto l’opposto. Gesù infatti condannava una religione fatta di regole poggiate come un macigno sulle spalle della gente ma che loro non muovevano neppure con un dito.
    Gesù condannava una religione che in nome del dio denaro era disposta a barattare la fede, date a Cesare ciò che è di Cesare a Dio ciò che è di Dio, già perché a quei tempi era severamente vietato introdurre nel tempio oggetti che raffiguravano persone o animali eppure i nostri cari farisei introdussero la moneta e hanno fecero del Tempio di Dio un mercato.
    Quante similitudini con la Chiesa di oggi anzi con il Vaticano attuale: le banche con tutto il loro potere, le parate con tanto di frange, il rigore della dottrina al posto della carità, pastori che si inchinano al potere e lasciano che il gregge venga dilaniato dai lupi.
    Appena un Papa vuole riportare la Chiesa alle origini del messaggio evangelico mettendo l’onesta e la carità al primo posto ecco che il cattolico medio quale è Messori si sente rovesciato dal suo trono.
    Invito Messori a riflettere su chi vuole seguire se il Gesù dei Vangeli o gli uomini che dovrebbero rappresentarlo: le cose non sempre coincidono anzi direi che non coincidono mai.

  16. Carlo scrive:

    Uno dei più grandi tra gli storici e scrittori cattolici attaccato così? E cosa ha detto, in maniera molto pacata? che alla fine Francesco è il Papa che vuole oggi lo Spirito Santo e che lui non è nessuno, né ha lo spirito, per giudicarlo.
    Messori, da buon cattolico ama tutti i Papi, diversamente da Boss e da tanti altri che criticano i suoi predecessori.

  17. luciano gelpi scrive:

    Gesù ha amato tutti, soprattutto i più poveri, ha teso la mano all’adultera, ha usato la frusta nel tempio occupato dai mercanti, è stato condannato al supplizio della Croce dai poteri forti (compresi i sacerdoti del tempio) quelli che imponevano “un pensiero unico” e temevano di perdere i propri privilegi…… e se Gesù è, come lo è, il Figlio di Dio, anche oggi viene con il soffio dello Spirito per ribaltare le nostre inutili certezze e per non farci stare tranquilli. Per aprire le porte a Cristo, occorre aprire anche le porte della Chiesa agli uomini e alle donne che camminano su questa terra. Grazie Papa Francesco messaggero dello Spirito, Grazie Leonardo per le parole chiare e forti.

  18. Gent.le Vittorio Messori,
    non riesco proprio a Capirla nelle Sue Argomentazioni.
    Mi preme solo dirLe, da umile ignorante Autodidatta Cattolico che sono,
    che ha riscoperto la Fede dopo circa 30 anni da agnostico ( 1960-1990 ),
    che questo Papa è Sinceramente Testimone del Vangelo di CRISTO.
    Tutti suoi Comportamenti Reali, ad Iniziare dalla Residenza presso S. Marta, alle Azioni Quotidiane sono Improntate alla Semplicità Estrema del Vangelo, quello che “ Bisogna Farsi Piccoli come i Bambini” per Farne Parte.
    Non c’è nessuna Malizia o Comportamento che Possa Scandalizzare il Cattolico Medio,
    perchè per ” Cattolico Medio ” si identifica Colui che ha un Comportamento ed un Modo di Pensare di “Colui che Vuole Adeguare il Vangelo alla Propria Discrezionalità”.
    Cattolici si è se, consapevoli di Essere del Mondo, che quotidianamente Ciacuno di Noi, a Cominciare da me, ogni giorno, ogni Momento sbaglia per almeno il 50% delle prorpie Azioni, ed è Sperabile che Ciascuno, Rendendosene Conto, poi si Corregga.
    Siamo Uomini, non Santi, ma Dobbiamo Sempre Sperare di Operare in Modo Semplice per un Vangelo Vivo, non Personalizzato a Proprio Uso e Consumo di ” Cattolico Medio” .
    Per. Ind. Giacomo Dalessandro
    http://www.italia3millennio.eu/
    http://www.engineering-online.eu/
    http://www.consulenteambientale.eu/
    http://www.cristo-re.eu/
    http://www.cristo-re.it

    Per Ascoltare la S. Messa Registrata 30-12-2014 Celebra Padre Eugenio Caputi Resp. Migrantes OFM CRISTO RE Martina: http://youtu.be/QHSt5-seOao
    Vang.Lc2,36 Anna parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme e fecero ritorno in Galilea: http://youtu.be/cjVEwE1joyM
    1aLett.1Gv2,12 Non amate il mondo né le cose del mondo Se uno ama il mondo l’amore del Padre non è in lui : http://youtu.be/G-jWET12ynA

  19. Mauro scrive:

    Boff (teologia della liberazione) che accusa Messori di eresia citando Martin Lutero e uno scritto dello stesso Boff (ah, vanità!), già bocciato dal card. Ratzinger, è una cosa che non ha prezzo.
    Per tutto il resto c’è Master card!

  20. Amedeo scrive:

    criticare Messori e lodare Boff…siamo al delirio?

  21. Ramón Echenique scrive:

    Ío non posso immaginarmi uno Spírito Santo soffiando contro Cristo ma con Cristo. La rivelazione é stata fatta. La Chiesa la sviluppa con l’aiuto dello Spírito Santo. La Chiesa é chiamata a éssere luce del mondo, non a diluirsi nel mondo.

  22. Maria Concetta Mammano scrive:

    Anche a me ha dato tristezza l’articolo di Messori! Il cattolico “medio” come lo definisce lui dalla morte di Papa Giovanni XXIII, e dal Suo concilio agonava il ritorno di un Papa simile a Lui e mi pare che Papa Francesco neabbia tutte le caratteristiche.Il cattolico medio sicuramente non si ritrova nella dottrina dello IOR, ne nelle scarpe Prada, ne nei super attici, e neanche nelle casule ricamate e i fermapolsi d’oro! Desidererebbe invece tornare a Gesù cosi come scrive Kung, alla sua dottrina di amore per il prossimo e capacità di vivere nel bene!!! Ed allora sosteniamo Francesco nel suo lavoro che sicuramente è ispirato dallo Spirito Santo!

  23. Igor scrive:

    Buongiorno sig. Boff.
    Conosco il sig. Messori per aver letto praticamente tutti i suoi libri. Non conosco lei, ma vedo scritto che è un ex frate, teologo della liberazione, dottrina più volte condannata dalla Chiesa. Lei è cattolico? come mai continua ancora a fregiarsi del titolo di una dottrina condannata dalla chiesa di cui fa parte? non si è ricreduto?

  24. Pier Pinelli scrive:

    Ma come siamo bravi nel gridare “chi siamo noi per giudicare” e contemporaneamente nel bastonare (giudicare con disprezzo forse?) chi non si allinea plaudendo Papa Bergoglio. Complimenti a Boff e a tutti i cattolici adulti, progressisti, illuminati, intelligenti, misericordiosi, aperti al mondo da uno che cerca di essere semplicemente cattolico, senza altri aggettivi.

  25. Ada scrive:

    Un opinionista avrà fatto il suo dovere se avrà detto la sua vera opinione, perchè questo è il suo lavoro.
    Brutti i tempi in cui, per aver detto un’opinione legittima, si verrà svergognati pubblicamente, si cercherà di leggere il cuore e le intenzioni!
    Ancor peggio dar lezione di moralismo e usare il nome di “Cristo” per legittimare un linciaggio!
    Io sento aria di nefasta inquisizione.

  26. Emilio De Luigi scrive:

    2014/12/30

    La cosa che secondo me caratterizza Francesco e’ l’ attenzione alla sofferenza umana, in nome dell’ umanita’. Ha meravigliosamente messo la teologia in un cantone, e vuole azioni a difesa della societa’ civile. Chi crede creda e si goda i suoi libri sacri, gli spiriti santi, i destini divini dell’ uomo; chi non crede non creda, e si contenti di se stesso.Bando ai blah blah! Il campo di azione deve essere quello di difendere i deboli e sostenere la giustizia.
    Se vi interessa ho espresso diverse volte in FB il mio pensiero sul grande Francesco, ma non sempre in italiano.

  27. Michele Bendazzoli scrive:

    Scrive Boff: “…Lui ha provato a danneggiare questa gioia al buon pastore di Roma e del mondo, Papa Francesco. Ma invano perché non conosce il senso di misericordia e di spiritualità di questo Papa, virtù che sicuramente non dimostra Messori. Dietro parole di pietà e di comprensione porta un veleno. E lo fa in nome di tanti altri che si nascondono dietro di lui e non hanno il coraggio di apparire in pubblico.”

    Dunque ammette, Boff, che le parole di Messori sono di “pietà e comprensione” ma ciò nonostante, egli sarebbe privo di misericordia e di spiritualità perché, attraverso il veleno di cui sono intrise le “parole di pietà e comprensione”, vorrebbe guastare la gioia del Natale al Papa.
    Per il momento ciò che possiamo dire è che le parole di Boff non sono di pietà e comprensione, non esprimono misericordia e spiritualità, ma sono comunque intrise di veleno. Ma proseguiamo con la disamina di ciò che scrive.

    “Voglio proporre un’altra lettura di Papa Francesco, come contrappunto a quella di Messori, un convertito che, a mio parere, ancora deve portare a termine la sua conversione con il ricevimento dello Spirito Santo, per non dire più le cose che ha scritto.”

    Qui è evidente non solo la mancanza di misericordia ma anche l’arrogante presunzione di chi è convinto che per essere davvero convertiti, per essere davvero ispirati dallo Spirito Santo, è necessario superare il test “Boff”: chi è d’accordo con lui è ispirato dallo Spirito Santo, chi non lo è, deve ancora finire il processo di conversione. Infatti, prosegue Boff:

    “Messori dimostra tre insufficienze: due di natura teologica e un’altra di comprensione della Chiesa del Terzo Mondo.
    Lui si è scandalizzato per la “imprevedibilità” di questo pastore perché “continua a turbare la tranquillità del cattolico medio”. Bisogna chiedersi della qualità della fede di questo “cattolico medio”, che ha difficoltà ad accettare un pastore che ha l’odore delle pecore e che annuncia “la gioia del vangelo”. “

    Qui Boff, per meglio supportare la sua tesi secondo la quale, per essere ispirati dallo Spirito Santo, bisogna concordare con le sue idee, lo accusa, mentendo, di essersi “scandalizzato”.
    Messori non solo non si è scandalizzato e non ha tentato di giudicare l’operato del Papa ma ha scritto, con parole piene di pietà e comprensione, che questo Papa rappresenta “la scelta migliore”, che è “necessario”, “una scelta che, nella prospettiva storica, rivela le sue ragioni”. Bisognerebbe chiedersi con quale animo Boff, ha utilizzato termini falsi e fuorvianti, per poter attaccare insieme a Messori, anche tutti i “cattolici medi” per i quali evidentemente, Boff sembra nutrire una sorta di atavico odio. Ma lasciamo questa questione e proseguiamo nella disamina di quanto scrive Boff, per spiegare a chi si riferisca quando, usando la menzogna, accusa i “cattolici medi”:

    “Sono, generalmente, cattolici culturali abituati alla figura faraonica di un Papa con tutti i simboli del potere degli imperatori pagani romani. Adesso appare un Papa “francescano” che ama i poveri, che non “veste Prada”, che fa una critica dura al sistema che produce miseria nella gran parte del mondo, che apre la Chiesa non solo ai cattolici ma a tutti quelli che portano il nome di “uomini e donne”, senza giudicarli ma accogliendoli nello spirito della “rivoluzione della tenerezza” come ha chiesto ai vescovi dell’America Latina riuniti l’anno scorso a Rio.”

    Qui Boff dimostra tutta la sua miserrima e meschina povertà spirituale, attaccando, qui sì indegnamente, il precedente Papa, accusandolo di essere una “figura faraonica”, “con tutti i simboli del potere romano”, un Papa che “non ama i poveri”, un Papa, e qui il tanfo dell’ipocrisia di Boff diventa insopportabile, “che veste Prada”, dimenticando che le accuse rivolte a Benedetto XVI di vestire Prada era solo delle bufale, delle indegne accuse portate avanti da squallidi figuri che evidentemente condividono con Boff il gusto per la menzogna e la calunnia.
    Ma andiamo avanti e vediamo di tutto il discorso di Boff, se almeno qualcosa rimane, al di là della false accuse e calunnie, che valga la pena di essere discusso.

    “C’è un grosso vuoto nel pensiero di Messori. Queste sono le due insufficienze teologiche: la quasi assenza dello Spirito Santo. Direi di più, che incorre nell’errore teologico del cristomonismo, cioè, solo Cristo conta. Non c’è propriamente un posto per lo Spirito Santo. Tutto nella Chiesa si risolve con il solo Cristo, cosa che il Gesù dei Vangeli esattamente non vuole. Perché dico questo? Perché quello che lui deplora è la “imprevedibilità” della azione pastorale di questo Papa. Or bene, questa è la caratteristica dello Spirito, la sua imprevedibilità, come lo dice San Giovanni: “Lo Spirito soffia dove vuole, ascolti la sua voce, però non sai da dove viene né verso dove va”(3,8). La sua natura è la improvvisa irruzione con i suoi doni e carismi. Francesco di Roma nella sequela di Francesco d’Assisi si lascia condurre dallo Spirito.”

    Anche qui, in mancanza di argomenti a supporto del suo livore poco misericordioso, Boff non esita a sostenere il falso, inventando un’accusa che, essendo falsa, egli va però meglio ad attaccare: Messori avrebbe voluto “deplorare l’imprevidibilità” di Papa Francesco. Falso perché dopo aver sottolineato il carattere imprevedibile dell’azione del Papa, Messori conclude con una professione di fede nei suoi confronti:
    “Avrei, penserei: al condizionale, lo ripeto, come esige una prospettiva di fede dove chiunque anche laico (lo ricorda il Codice canonico) può esprimere il suo pensiero, purché pacato e motivato, sulle tattiche di evangelizzazione. Lasciando però all’uomo che è uscito vestito di bianco dal Conclave la strategia generale e, soprattutto, la custodia del «depositum fidei».”
    Infine Boff, nel suo delirante atto di accusa a Messori, ai cattolici medi e a Papa Benedetto XVI, unisce anche i Papi anteriori, accomunandoli in un generico peccato di “pensiero lineare”.

    “Messori è ostaggio di una visione lineare, propria del suo “amato Joseph Ratzinger” e di altri Papi anteriori. Purtroppo, fu questa visione lineare che ha fatto della Chiesa una cittadella, incapace di comprendere la complessità del mondo moderno, isolata in mezzo alle altre Chiese ed ai cammini spirituali, senza dialogare e imparare dagli altri, anche essi illuminati dallo Spirito. Significa essere blasfemi contro lo Spirito Santo pensare che gli altri hanno pensato solo in modo sbagliato.”

    Tutti costoro sarebbero addirittura “blasfemi” perché non si aprirebbero alle altre Chiese e a chiunque, in quanto uomo o donna, è portatore dei doni dello Spirito Santo. Secondo Boff infatti, qualunque uomo o donna in cammino spirituale è portatore dei doni dello Spirito Santo e in quanto tale deve essere oggetto di misericordia, attenzione e dialogo da parte della Chiesa: qualunque uomo o donna in cammino spirituale, che però non sia Messori, i Papi precedenti, o un cattolico medio, nel qual caso, siccome hanno idee che Boff non condivide, non possono che essere “blasfemi contro lo Spirito Santo”.

    “… Questa è una altra insufficienza di Messori: non avere la dimensione del fatto che oggi come oggi il cristianesimo è una religione del Terzo Mondo, come ha accentuato tante volte il teologo tedesco Johan Baptist Metz. In Europa vivono solo il 25% dei cattolici; il 72,56% vive nel Terzo Mondo (in America Latina il 48,75%). Perché non può venire da questa maggioranza uno che lo Spirito l’ha fatto vescovo di Roma e Papa universale? Perché non accettare le novità che derivano da queste chiese, che già non sono chiese-immagine delle vecchie Chiese europee ma chiese-sorgenti con i loro martiri, confessori e teologi?…”

    Ogni riferimento a fatti, parole o scritti nei quali Messori abbia dimostrato, come sositiene Boff, di ignorare l’importanza del Terzo Mondo per la Chiesa (ma l’Argentina rappresenta il terzo mondo?) è ovviamente inutile: per Boff, ormai lanciato nella sua opera di demolizione di un articolo che Messori non ha mai scritto, non serve che Messori abbia scritto o espresso delle opinioni: è sufficiente che Boff gliele attribuisca.
    In questo modo risulta facile attribuire a Messori anche “il rifiuto di un Papa che proviene dall’Argentina”, nonostante Messori al contrario lo ritenga, come abbiamo già visto, la “scelta migliore”, “necessario” etc..

    Per uno che due anni prima del crollo del blocco sovietico aveva scritto i peana del pensiero di Marx, mi pare che la conclusione adeguata sia una sola: per fortuna che Papa Francesco è migliore e diverso da come lo dipingono i suoi più accaniti estimatori.

  28. Gianmario Dal Molin scrive:

    Grazie a Vittorio da rios per le sue sagge osservazioni e per aver ricordato padre Balducci, uno fra i preti italiani più intrepidi e profetici del Novecento (assieme padre David Maria Turoldo, don Lorenzo Milani, don Primo Mazzolari, don Giovanni Rossi cui aggiungerei anche una donna Adriana Zarri. Se fossero ancora in vita quanto apprezzerebbero questo papa!)

  29. Antonio Gaspari scrive:

    Non è corretto personalizzare la discussione
    Messori ha grandi meriti come anche Boff, anche se il loro pellegrinaggio verso Dio ha preso strade diverse
    Il punto da discutere è perchè certi intellettuali, non solo europei, non capiscono e criticano papa Francesco.
    Un altro punto da discutere è quali sono gli argomenti, i temi sollevati da Papa Francesco che sfidano tutti i credenti e non.

    Non è una questione di magistero (di cui papa Francesco è fedelissimo). Il Santo Padre sta toccando i punti sensibili relativi al rapporto tra verità e carità, relazioni con gli altri cristiani e altre religioni, accoglienza, cura, rilevanza dei poveri, immigrati, deboli, bambini, anziani …con una radicalità evangelica che sfida tutti.

    Accettare le sfide che il ciclone Francesco sta ponendo allargando la discussione, questo è il compito moderno.
    Un vecchio mondo sta cadendo a pezzi. Papa Francesco sta indicando un nuovo mondo proponendo una Chiesa cattolica più avanzata…

    piuttosto che difendere questa o quella posizione del passato di questo dovremo discutere … sono certo che sarà un guadagno per tutti

    Con grande stima
    Antonio Gaspari

  30. antonio de lellis scrive:

    Per amore di Pietro non tacerò. Sembra questo lo spirito che ispira sia Messori che Boff. Credo che anche il silenzio verso chi è irriguardoso verso un uomo rivoluzionario come Francesco possa essere considerata una difesa. Addolorato per le accuse ingiuste verso Pietro prego in silenzio perchè l’opera coraggiosa ed evangelica ripresa da Francesco possa vedere il mio contributo e di quanti hanno espresso pareri, spero senza mai mettere in dubbio il cambiamento e la trasformazione epocale di questo amatissimo vescovo di Roma.

  31. Vittorio da rios scrive:

    Miei versi dettati
    dalle pietre,dal volto
    arso delle case
    non mi danno riposo.
    Un Dio troppo squallido
    tengo in cuore
    e queste piante
    non attenuano
    il sole che continua ad ardere
    senza pietà.

    Con questi versi cosi –lapidari– drammaticamente umani inizia –O Sensi Miei–
    poesie 1948-1988 di Padre Davide Maria Turoldo. Ritengo anche alla luce di interessanti
    commenti proporre una brevissima considerazione nei limiti racchiusi del web. L’uomo
    contemporaneo sta attraversando una profonda crisi, che è globale–spirituale-culturale-
    economica. Mai nel corso della sua storia l’ominide ha attraversato una fase di cosi drammatica
    incertezza sul suo futuro. Due dati per inquadrare sinteticamente il problema: Poco più di
    150 anni fa eravamo a calpestare la polvere del pianeta circa un miliardo e cinquecentomila
    individui, ora siamo oltre sette miliardi, entro il duemila e cinquanta saremmo più di otto
    miliardi di individui a calpestare la polvere del pianeta. l’attuale sistema economico finanziario
    produttivo oramai globale che viene definito –capitalismo– per sua stessa essenza abbisogna di
    una crescita infinita a fronte di risorse del pianeta non più riproducibili:Petrolio, Gas, Carbone.
    Tra l’altro questo modo di produrre e consumare, sta creando danni irreversibile all’intero ecosistema
    del pianeta. Va poi evidenziato che una ristretta minoranza di popolazione del globo utilizza circa
    l’ottanta per cento delle risorse attuali che il pianeta ancora dispone. Va altresì ribadito che mai
    l’ominide quantomeno dopo la rivoluzione industriale ha vissuto una cosi spaventosa sperequazione
    sociale. Capitale finanziario,banche,sistemi produttivi e distributivi,mezzi di informazione e formazione
    web compreso in mano a pochi individui:–definiti i padroni universali–, che con le loro scelte spesso
    –criminali– influiscono sul destino di miliardi di creature umane.Tra l’altro recenti e ben escavati studi
    hanno evidenziato che nei cosi detti –paradisi fiscali– termine del tutto improprio, vi siano depositate
    qualcosa come il cinquanta per cento della liquidità monetaria oggi disponibile sul pianeta; ci si domanda a disposizioni di chi e a quali fini? Va altresi rilevato che le maggiori potenze economiche: America.Cina Russia,ecc. stanno investendo cifre impressionanti in armamenti sempre più tecnologici con rimarcate caratteristiche alla distruzione di massa. Tra l’altro in sfregio a recenti trattati di riduzione e smantellamento degli arsenali nucleari, gli Stati Uniti d’America in primis ma non solo, stanno notevolmente ripotenziando il sistema bellico nucleare, in un senario planetario in cui miliardi di individui finora esclusi chiedono di partecipare al banchetto del –consumismo– assieme a noi .Come non provare angoscia poi difronte alla escalation di guerre e di violenza quanto di sopraffazione dell’uomo su l’uomo su larga scala mondiale mettendo cosi una pesante ipoteca sul destino futuro dell’umanità. La domanda che ogni uomo di buona–volontà– deve porsi, che ogni uomo in quanto semplicemente –uomo–sia esso cristiano-musulmano-ebreo-protestante-ortodosso-buddista-induista- o semplicemente agnostico o non credente:che fare? Riteniamo che l’attuale archetipo espresso dalle religioni sia adatto a dare risposte alle drammatiche aspettative che l’umanità tutta a difronte? Riteniamo che i tradizionali riti e pratiche che caratterizzano principalmente le tre grandi religioni monoteiste consolidate nel corso dei secoli servano concretamente alla salvezza dell’uomo oramai avviato verso sicura catastrofe? O è quanto mai opportuno partire da figure profetiche, totalmente immerse nella tragedia dell’uomo contemporaneo, penso a Balducci che dalla teologia della storia, alla svolta antropologica , per arrivare alla costruzione dell’umanesimo planetario,rivolgendo il suo interesse da un lato verso la sopravvivenza e della salvezza dell’umanità, poste in gioco dall’incombere della minaccia nucleare, e dalle catastrofi ecologiche,
    dall’altro verso l’emergere di mutazioni antropologiche radicali che renderanno possibile questa salvezza
    e l’avvio di una storia qualitativamente nuova contrassegnata da una effettiva emancipazione
    della condizione umana dalle diverse schiavitù che la opprimano e finalizzata all’edificazione di una
    civiltà autenticamente planetaria.Va rilevato che a oltre venti anni dalla sua scomparsa le sue intuizioni e elaborazioni di pensiero si dimostrano in riferimento alla apocalisse che l’umanità si ritrova inanzi
    di una straordinaria contemporaneità. Il Balducci della grande maturità che trova espressione
    nella terra del tramonto-l’uomo planetario– e in Montezuma scopre l’Europa ci ha delineato
    l’improcrastinabile processo evolutivo dell’ominide onde evitare la catastrofe definitiva del genere umano.
    C’è allora da chiedersi cosa servono le sterili e da bassa provincia culturale le polemiche che prendono
    molti chierici, come pure diversi –laici–a difesa di riti e tradizioni che equivalgono a piccoli orticelli rionali certamente radicati nella nostra cultura ma ad attenta analisi responsabili quantomeno per buona parte del collasso morale che ha investito il secolo –breve– e che continua nel terzo millennio? Non è quanto mai opportuno come profeticamente annunciato da Balducci unificare la migliore essenza della cultura e dei saperi –laici–e il migliore patrimonio salvifico che le religioni esprimono, fare sintesi unitaria e avviare quel processo –evolutivo– dell’ominide che porti oltre la storia verso una nuova civiltà? Francesco ritengo abbia ben intuito
    quale sia la posta in gioco; che va ben oltre gli stessi destini della Chiesa e delle sue strutture materiali oltre che
    spirituali. Ha compreso l’urgenza di mettere Gesù finalmente al centro di ogni agire senza con questo cadere nell’etnocentrismo cristologico consapevole che l’universalità del suo insegnamento, del suo esempio. della sua passione, e infine della sua uccisione, L’aver ucciso non un innocente ma –L’innocenza– porterà a capire finalmente aldilà delle inutili quanto sterili dispute teologiche la straordinaria portata salvifica per l’umanità intera rappresentata dalla tragedia della croce, unificherà l’umanità e la libererà da tutti i gioghi e le
    catene rappresentate dalle tante orrende e moderne nuove schiavitù.
    Che ognuno di noi sappia con coerenza fare la propria parte, e come auspicava un grande economista che
    risponde al nome di Federico Caffe Dia la luce che può.
    Con il giorno oramai prossimo che ci incammina nel 2015 auguro un sereno e nei limiti del possibile
    buon anno a tutti.

  32. Paolo Giglio scrive:

    Il pulpito dal quale parla Boff – padre di una ideologia condannata da 2 Papi (di cui uno santo) – illumina il testo di una luce sinistra, che purtroppo si riverbera anche sul soggetto principale, l’attuale papato.

  33. Gianni Toffali scrive:

    discutere su chi abbia ragione non ha senso. un papa che apre ai sodomiti e che chiama fratelli i terroristi dell’isis non è papa…bensì espressione della massoneria.

  34. Maria Di Chio scrive:

    Una critica arrogante e velenosa da parte di chi crede di essere l’unico depositario, insieme a quelli che la pensano come lui, dello Spirito Santo , un seguace di Marx, non di Gesù, uno che il Vangelo, come tutti quelli che sono d’accordo con lui, lo leggono a loro uso e consumo, sprezzanti di qualsiasi lettura fedele, storicamente contestualizzata, del testo. Questo papa è indiscutibilmente ambiguo, è un gesuita e come tale non avrebbe mai dovuto accedere al soglio pontificio, è abituato a barcamenarsi nel mondo, anche in situazioni difficili, come quelle del suo paese, e cerca di andare d’accordo con tutti. Soprattutto, per farsi accettare, per piacere, è disposto ad andare incontro al “mondo”, proprio ciò che Gesù non ha fatto, ad annacquare tutto nella misericordia, tenerezza, nel dialogo ( e Gesù non è stato né “tenero”né dialogante), con un sorriso di umiltà formale, fatta di gesti atti a colpire le anime “semplici”, sotto i quali si nasconde il pugno di ferro contro chi non si adegua alla sua ottica ( informatevi, devoti sostenitori). In fondo è lo stesso atteggiamento di questo teologo della liberazione, che non a caso papa Francesco ha riabilitato. In mano loro la chiesa cattolica si indirizza a diventare una ong impegnata nel campo socioeconomico e con questo si condanna alla sua decadenza e sparizione. Berlicche sicuramente esulta.

  35. Giorgio pugliese scrive:

    Faremmo meglio a vivere l’oggi che Papa Francesco ci sta proponendo.
    Anche Messori sconcerta se non si lascia inondare dallo Spirito.
    Si tratta solo di rivivere il Vangelo puro

  36. Antonio Salzano scrive:

    Letterina a Messori (pubblicata su Blog AZETA di Antonio Salzano – http://antonio.blogspot.com)
    di Francesco de Notaris
    già Senatore e Dirigente nazionale Azione Cattolica

    Gentilissimo, capisco che Ella è un vaticanista che crede di comprendere la realtà ecclesiale anche perché destinatario di qualche confidenza-pettegolezzo delle quali è anche alla ricerca; comprendo che Ella ritenga di essere uno scrittore cattolico perché autore di libri molto venduti che fondano la verità di fede sull’esaltazione del miracolo; mi rendo conto che per la scarsa complessiva competenza del fatto religioso da parte dell’opinione pubblica e dei giornalisti italiani Ella può essere a ragione considerato un monocolus in terra coecorum; non mi meraviglio che Ella debba scrivere perché Le viene richiesto (ai padroni è difficile se non impossibile rifiutare il servigio).
    Mi lasci dire, caro Messori, che il Suo articolo pubblicato il 24 Dicembre sul ‘Corriere della Sera’, alla vigilia del Natale, mostra come sia triste che l’ipocrisia sia al potere, insieme all’ignoranza. La sua valutazione di questo papato, che , a Suo dire, non è soltanto Sua ma di altri anonimi personaggi che Lei non cita e che Le somigliano e si fidano di Lei , non giustifica la Sua iniziativa giornalistica mal fondata. Sa, i più papisti del Papa non fanno il bene della Chiesa. E’ una tentazione da respingere. Non credo che la Sua valutazione fosse necessaria tanto da essere ospitata in una intera pagina. In tempi di ristrettezze lo spreco non sarebbe permesso. Ella lascia che il titolista parli di dubbi, imprevedibilità, interesse forse non sincero per il Papa e si diffonde in una serie di insinuazioni offensive sulla imprevedibilità del Papa fino a sostenere che qualche cardinale si sia pentito del voto dato in Conclave. Poi, quasi per tranquillizzare i credenti, ricorda che in conclave i cardinali elettori sono strumento dello Spirito Santo. Veda, Messori, Lei si definisce cattolico. Per tale motivo Lei , scrivendo come ha scritto, ha ingenerato confusione e ha mostrato il limite, l’inopportunità della ‘confessione’ che Le è stata richiesta. E chi Le ha richiesto la ‘confessione’ della quale parla? E’ possibile conoscere il committente o i committenti? Perché non ci mette a parte del Suo segreto? L’argomento che Ella ha trattato è molto importante ed i lettori meritano ed hanno diritto che Lei li informi perché io , ad esempio, sono convinto che Ella obbedisce ad un input di persone che hanno un disegno e La hanno usata, Lei consenziente, come un novello cavallino di Troia per misurare le reazioni al Suo articolo. Veda, Messori, condivido il Suo: ” Chi sono io per giudicare?”. Infatti: “Chi è Lei”? Continui a scrivere perché è giusto che segua la Sua vocazione e che viva del Suo lavoro. E’ giusto anche che si esprima perché la nostra Costituzione la invita a farlo. Però, Messori, eviti di mostrare contraddizioni, di tentare di lasciar pensare che Lei voglia addirittura paragonare un pontificato ad un altro, un pontefice ad un altro. Ella non ha la caratura dello storico e cerchi di non cedere alle pressioni di chi Le chiede confessioni. Messori, non mi faccia pensare che Ella è vicino agli atei devoti, al potere di chi vuole ridurre la Chiesa comunità dei cristiani a giardinetto del Palazzo di un potere che del Vangelo non vuole sapere nulla, anzi gli è ostile.
    Si lasci guidare dalla Sua fede fondata sui miracoli, perchè, caro Messori, Papa Francesco è un miracolo, è un dono dello Spirito. Da cattolico approfondisca e dia conto di questo miracolo più che far pensare di essere sul conto e dalla parte di interessate organizzazioni che producono ingiustizia e divisioni.

    Con cordialità.

  37. Vittorio da rios scrive:

    Mi chiedo e chiedo con molta umiltà, e comprensione,scevro da qualsiasi forma di
    arroganza e di prevaricazione intellettuale, se i fratelli autori dei tre ultimi commenti
    i vangeli oltre a averli letti con autentico spirito cristiano, ne fanno poi umile e concreta
    pratica quotidiana. Mi si conceda un’altra modesta domanda vedo che pochi fratelli
    avvertono l’urgenza di iniziare a discutere seriamente dei temi che ho sinteticamente cercato di
    proporre , perché che piaccio o no e da li che si deve patire se si vuole cercare di dare reali
    risposte ai drammi e alle aspettative all’ominide del terzo millennio. Nel mio primo commento
    ho citato quale unico esempio al mondo di alta cultura rappresentato dall’Istituto Italiano Per
    Gli studi Filosofici Fondato dal Maestro Gerardo Marotta, che l’altro ieri nell’augurarli un sereno
    2015 gli ho citato Padre Ernesto Balducci; Il Maestro fece un sospiro e poi tra l’altro mi disse: ah Balducci !
    Un grande intellettuale quanto uomo di fede.
    Noto con molta amarezza l’ostilità se non l’avversione nei confronti di coloro che partendo dal Cristo
    e dal suo insegnamento, con grandi sacrifici personali e totale dedizione all’altro cercano pur percorrendo
    diverse strade –ma sorretti da un unico disegno unitario–di rendere la vita che ci è stata data per tutti;
    degna di essere vissuta, nel rispetto della dignità, della diversità, dei valori che ogni creatura umana esprime
    e che deve vedersi salvaguardato. Se l’archetipo culturale e spirituale di cui ci siamo alimentati non soccorre
    a questi principi appartiene come afferma Balducci alle costruzioni menzognere o quantomeno alla
    preistoria dell’uomo planetario.
    Un caro saluto a tutti,e un abbraccio a Vittorio Bellavite al quale auguro un grande e costruttivo 2015

  38. Quello che scrive Leonardo Boff è un’analisi accurata pregevole del confronto tra due personalità molto differenti, una delle quali, Messori, ha tanta strada da percorrere ancora per essere in sintonia con Papa Francesco e con la Chiesa del popolo di Dio.
    Con il tempo l’intellettuale Messori arriverà certamente anche Lui a comprendere.Ne sono certa.
    Marianna (Ukundimana)

  39. Luciano zanoli scrive:

    Certo che questo Papa disturba : sentirci dire negli auguri “dolci” del S. Natale che abbiamo 15 mali da togliere di mezzo non è proprio carezzevole, ma Gesù dice al fariseo io sono entrato e non mi hai dato un bacio, non mi hai profumato…e questa esclusa mi ha accarezzato e lavato come lei sa fare, mi ha baciato come lei sa fare, mi ha amato nel modo che lei sa fare … e tu sai fariseo medio solo criticare ? . E’ una liberazione questo papa, e se c’è un sensus fidei nel popolo- anche la chiesa lo ammette – l’amore a questo papa lo sta dimostrando.

  40. Arturo scrive:

    Caro Boff, magari leggessi questo commento. Davvero questa è la prospettiva? Niente più Papa ed un centro radiale spostato nel continente latinoamericano? Infine, essere cristiano in quale quadro etico-morale troverà il suo definirsi?
    Signore proteggi i tuoi ministri. Amen

  41. Pingback: La diatriba Messori-Boff | COMBONIANI IN FORMAZIONE PERMANENTE

  42. Vittorio da rios scrive:

    Fraternamente vorrei far notare a Arturo che più che proteggere i –ministri–
    Il Signore ha da proteggersi lui da molti suoi –ministri–. In quanto poi all’essere
    Cristiano ritengo che i Vangeli rappresentino la strada maestra, il quadro etico morale
    anche se il percorrerla per molti –Cattolici–è cosa assai ardua sconveniente quanto fastidiosa.
    A differenza di una moltitudine di creature umane, uomini e donne in ogni dove e latitudine
    del pianeta che dedicandosi totalmente all’altro a– prescindere –cercano di dare allo
    loro esistenza quel grande valore universale fatto di: amore,giustizia, uguaglianza,solidarietà
    fraternità, e libertà.
    Un caro saluto.

  43. maira scrive:

    FORZA MESSORI !!!!! AVANTI SEMPRE CON LA VERITÁ !!!!

  44. CELESTINO TODISCO scrive:

    Grande Boff. Complimenti sono d’accordo su tutto! Messori è espressione di un cattolicesimo retrivo e conservatore che va a braccetto con i fanatici e gli intransigenti. Nella Chiesa purtroppo c’è chi come l’Opus Dei di cui Messori è reporter ufficiale generari visioni elitarie e trionfalistiche della fede.

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