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Noi Siamo Chiesa

Sezione italiana del movimento internazionale “We Are Church” per la riforma della Chiesa cattolica

Don Paolo Farinella interviene su Padre Pio a S.Pietro


di don Paolo Farinella

Mancavano all’appello padre Pio e frate Mandic, sono arrivati anche loro e ora siamo al completo. La religione è servita, il popolo, facile alla lacrima, si affolla per chiedere miracoli. I frati che hanno perseguitato padre Pio in vita ora lo portano in spalla e lo esaltano come supereroe. I preti, a cominciare dal vescovo Fisichella che pontifica dalla sacrestia di Porta a Porta, gongolano per la grande fede dimostrata dalle masse religiose, che, dopo quelle operaie dissoltesi in paradiso, sono le uniche rimaste sulla piazza.

Squillano le trombe, rullano i tamburi perché nel Giubileo che celebra il 50 anniversario del concilio Vaticano II, con questi simulacri, issati come Totem ancestrali, si archivia definitivamente la visione conciliare di Chiesa e di fede. Resta solo la religiosità sentimentale, priva di radici, oltre il vangelo, annegata in un’orgia di irrazionalità che offende la dignità della stessa religione e comunque della spiritualità.

Sia chiaro che rispetto la buona fede di chi nella propria semplicità è rimasto ancorato a forme religiose che rasentano, se proprio non sono, la superstizione e l’irrazionalità. Sono molto critico con una gerarchia che ha impedito una crescita spirituale per mantenere una sudditanza emotiva e facilona di quanti nulla hanno al di fuori del sentimentalismo religioso che con la fede non possono spartire alcunché

Gli attori e gli scrittori che in tv parlano disinvoltamente di Dio, miracoli, presenze, scie di profumi e amenità del genere, devono essere più prudenti perché spesso non sanno cosa dicono e di cosa parlano e comunque la loro esperienza non sarà mai una norma universale.

Pensavo che il culto dei Totem fosse una forma di religiosità infantile, che ha raggiunto il suo vertice nella cultura indiana del Texas di Tex Willer-Aquila-della-notte. Mi devo ricredere, vedendo le folle ammassate nella chiesa di San Lorenzo fuori le mura a fare muro alla mummia di padre Pio, sballottato per la goduria del popolo. Se i Romani perseguivano il Welfare del «panem et circenses», oggi la religione cattolica, anche quella rappresentata da Papa Francesco, si affida al simulacro del numinoso e ai Totem cristianizzati. Pazienza, ce ne faremo una ragione.

Deve essere chiaro che tutto quello che accade attorno a padre Pio e a frate Mandic, persone, rispettabilissime in quanto privati cittadini, anche se ammantato da vernice religiosa, non c’entra nulla con la spiritualità e la fede. Si tratta solo di religiosità primordiale che si trova in tutte le religioni e in tutte le latitudini della terra. Nulla di straordinario, solo l’impazzimento generale e la confusione più totale.

Quando nel seconda metà del sec. II si dovette scegliere tra le centinaia di vangeli che circolavano in Palestina e fuori, si stabilì un criterio di discernimento serio: «sono da escludere tutti quegli scritti dove vi è “eccesso di soprannaturale”». A far parte del canone, furono scelti quattro vangeli, i più sobri, che vanno sotto gli pseudonimi di Marco, Matteo, Luca e Giovanni. Tutti gli altri furono esclusi, non per nascondere questa o quella incresciosa verità, come dicono gli ignoranti della materia, ma perché in essi il divino, il miracolistico, il fascinoso abbondava come la nebbia in val padana o la sabbia nel deserto.

Attorno a padre Pio, l’eccesso è sempre stata la norma e questo mi permette di dire, dal punto di vista eminentemente teologico, che è difficile scorgervi «il dito di Dio». Papa Giovanni XXIII, parlando del frate di Pietralcina, diceva che si trattava di «dolorosa infatuazione religiosa», giudizio che, secondo me, resta ancora valido. Lo stesso vale per Medjugorje, dove la Madonna è diventata una turista professionista.

Il Cristianesimo non è una religione né può esserlo; quello che è accaduto nella storia è una degenerazione riuscita a opera di imperatori e opportunisti clericali che ne hanno voluto fare una religione in sé prima e poi di Stato per avere uno strumento di oppressione e controllo, alla stessa stregua di tutte le religioni istituzionalizzate nel corso della storia degli ultimi quattro millenni.

Il Cristianesimo è una relazione, anzi un nuovo modo di concepire la vita, la storia e in essa le relazioni tra le persone: l’istinto di sopravvivenza che induce a vedere nell’altro il nemico da abbattere è compensato dal dinamismo della collaborazione e condivisione che in un processo di crescita e di sviluppo arriva fino all’esperienza della fraternità, trasformando il presunto nemico in carne della propria carne.

La fede cristiana è l’esercizio storico di questa nuova prospettiva che i vangeli definiscono come «Regno di Dio». In questa visione non c’è posto per i miracoli e l’eccesso del miracolistico, ma solo della nudità della Parola e della fiducia che si abbandona e si affida per costruire insieme a tutte le persone di buona volontà un mondo più giusto, umano, dove ognuno possa trovare il suo posto nella piena uguaglianza e nell’assoluto rispetto. Figli di Dio vuol dire persone con gli stessi diritti e doveri.

La dottrina cattolica tradizionale considera apparizioni e fenomeni (per altro incontrollati) alla stregua di padre Pio come fatti privati per cui, come cattolico, credente e consapevole dichiaro pubblicamente che faccio a meno di padre Pio e soci perché mi basta Gesù Cristo e, credetemi, ne avanza anche in abbondanza.

(da Micromega, 4 febbraio 2016)


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Commenti

3 risposte a “Don Paolo Farinella interviene su Padre Pio a S.Pietro”

  1. Avatar Chiara
    Chiara

    Lei può fare a meno di Padre Pio, la chiesa può fare a maggior ragione fare a meno di lei….così risparmierebbe un bel po’ di soldi visto il “buco finanziario” che con la Cooperativa La Luna Nuova ha lasciato a Capenardo e che la chiesa genovese ha “tappato”e i soldi che la curia di Genova ha speso per sistemare il suo appartamento…..già di lei si è liberata la chiesa in Terra Santa visto che lei è stato costretto a rientrare in Italia come persona “non gradita” a Gerusalemme….avesse almeno il buon gusto di tacere…

  2. Avatar Manlio Schiavo
    Manlio Schiavo

    Bisognerebbe stampare e diffondere a più non posso questo articolo che, schiettamente, senza ipocrisie, con osservazioni condivisibili, parola per la parola, delinea la situazione dell’universo “cattolico”, dei tanti “fedeli” ai quali non è mai giunta la “buona notizia”, per vivere la quale fino in fondo, con coerenza e dedizione, un certo Gesù ha dato tutto se stesso fino al limite estremo; e sono ancora prigionieri di quella falsa religione, di quell’assurda idea di Dio, dalle quali l’esplosione rivoluzionaria del Vangelo ci dovrebbe liberare.
    In tutto questo disorienta e lascia perplessi anche il vescovo di Roma :ma come non si accorge di quante contraddizioni si fa carico, consapevolmente o inconsapevolmente?
    Grazie, don Paolo, grazie.

  3. Avatar Vittorio da rios
    Vittorio da rios

    Devo dire che in questa –babele–che la foresta delle –fedi ha prodotto
    e con essa il demone pagano del dogma, ci è di conforto la grande poesia
    profetica di Turoldo.

    PIÙ NON ABBIATE CONVENTI

    PIÙ non abbiate conventi di pietra
    perché il cuore non sia di sasso!
    E anche voi, uomini, non fate
    artigli delle vostre mani.

    Liberi, o monaci, tornate
    senza bisaccia, nudi
    i piedi sull’asfalto.

    Sia il mondo
    il vostro monastero
    come un tempo
    era l’Europa.

    Abbattete i reticolati di queste
    città-lager,
    dove ognuno è cintato
    dal sospetto perfino del
    di chi sia primo
    ad uccidere.

    Una tenda vi basti a riparo
    dalle bufere,
    e Dio ritorni
    vagabondo
    a camminare sulle strade,
    a cantare con voi
    i salmi del deserto,

    Vi basti leggere il vostro
    nome nel vento
    e nel cielo azzurro:
    mormorato
    sotto una palma
    nelle pause dei canti.

    O frate Nessuno
    sei l’antica immagine mdi Cristo
    sparpagliato in ogni lembo
    di umanità,vessillo
    che ci manca…

    Più la gloria non abita,il tempio
    da quando del pinnacolo
    ha fatto sua stabile dimora
    il Tentatore.

    ULTIMA LAPIDE

    Sempre sul ciglio dei due abissi
    tu devi camminare e non sapere
    quale seduzione,
    se del Nulla o del Tutto
    ti abbatterà…

    Un caro saluto.

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