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Noi Siamo Chiesa

Sezione italiana del movimento internazionale “We Are Church” per la riforma della Chiesa cattolica

Il convegno sulla famiglia in Regione Lombardia di sabato 17 è contestato da tanti cattolici che si ispirano al Concilio

Comunicato stampa

Convegno del 17 gennaio in Regione: sulla famiglia le opinioni di tanti cattolici che si ispirano al Concilio Ecumenico Vaticano II sono del tutto diverse da quelle dei fondamentalisti e della maggioranza che governa la Lombardia

Sabato prossimo si terrà presso la Regione Lombardia l’incontro su “Difendere la Famiglia per difendere la Comunità”. Se ne è parlato molto sui media per la questione del logo di EXPO che è stato aggiunto tra gli sponsor . Ci saranno manifestazioni esterne all’auditorium. Forse in questo modo le acide contrapposizioni previste, più che difendere ed aiutare la famiglia, ne faranno una specie di vittima sacrificale. I promotori appartengono, in modo ben noto, a quell’area del mondo cattolico che difende la rigidità del modello famigliare ereditato dal passato, che è diffidente nei confronti di modelli familiari differenziati e, in particolare, nei confronti del mondo omo (che è da “redimere”) e che è, da tempo, in prima fila in molte campagne su queste tematiche, da quella sul divorzio in poi.
La maggioranza della Regione Lombardia, concedendo la sede e con la presenza dell’assessore alla cultura e del presidente Maroni, pratica una linea di parte in contraddizione con i doveri di laicità che dovrebbero essere doverosi per le istituzioni in materie così eticamente sensibili e controverse.
Ciò premesso, vogliamo approfittare dell’occasione per esporre in estrema sintesi analisi e punti di vista che abbiamo elaborato nel tempo e che ci sembrano più che presenti nell’opinione pubblica del mondo cattolico, tra i nostri operatori famigliari e tra molti teologi. Queste riflessioni circolano con particolare autorità nelle discussioni avviate su queste tematiche da papa Francesco.
A partire da una realtà che cambia, andando oltre le rigidità ideologiche e la abbondante retorica sulla famiglia, le questioni centrali ci sembrano:
–le condizioni sociali esterne sono il prerequisito perché le famiglie trovino condizioni buone, o almeno sufficienti, per potere nascere, durare nel tempo e svolgere la loro funzione sociale anche per quanto riguarda la natalità. Ci riferiamo ai problemi del lavoro, della casa, della pari opportunità uomo/donna, dei servizi famigliari sufficienti e via di questo passo;
–ciò detto, siano riconosciute, rispettate e aiutate non solo le famiglie di sangue ma anche quelle fondate su differenti relazioni di amore, di mutuo aiuto, di solidarietà. I soggetti deboli, a partire dai bambini agli anziani, a quelli sofferenti per i più diversi motivi possono trovarvi accoglienza, aiuto e stabilità. E le relazioni omosessuali, stabili e fortemente motivate,devono fare parte a pieno titolo di una società finalmente “normale”;
–per i credenti l’ispirazione di fondo è l’Evangelo, che non presenta alcun modello definitivo e immutabile di coppia e di famiglia e che propone non solo la severità dei costumi ma soprattutto l’amore, la tenerezza, la misericordia e l’altruismo nei rapporti famigliari e interpersonali. Nella storia della Chiesa poi il modo di pensare e di predicare sulla famiglia è stato diverso da epoca a epoca. Non sono mai esistiti modelli naturali e immutabili che possano essere proposti e difesi comunque e dovunque. Ora è necessaria una svolta, le campagne sui “valori non negoziabili” devono finire, l’evangelizzazione deve percorrere altre strade.
Speriamo che nel mondo cattolico non siano molti a considerare con benevolenza il convegno di sabato, senza essere consapevoli di quanti danni l’intreccio tra la Regione e i fondamentalismi cattolici ha già fatto in passato. I rischi ci sono anche adesso con la guida della Regione in mano a posizioni esplicitamente xenofobe che ora vogliono anche appropriarsi di quelle fondamentaliste sui temi eticamente sensibili.

Casa per la pace, “Noi Siamo Chiesa”, Gruppo del Guado, Graal, Preti operai della Lombardia, Centro Helder Camara, Coordinamento 9 marzo, Voci di donne

Milano, 15 gennaio 2015

NB. Una descrizione più estesa delle posizioni espresse è contenuta nel documento conclusivo del convegno promosso dalle nostre associazioni su “La famiglia e le famiglie” del maggio 2012 (si legga in www.noisiamochiesa.org/?p=2183)

Per contatti e informazioni:
Vittorio Bellavite
cell. 33313097865 oppure tel. 02-2664753
Mira Bozzini
cell. 3342014934 oppure tel. 02-29008328


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Commenti

5 risposte a “Il convegno sulla famiglia in Regione Lombardia di sabato 17 è contestato da tanti cattolici che si ispirano al Concilio”

  1. Avatar Rita
    Rita

    E in seconda fila, proprio alle spalle del ministro Lupi e del “Celeste” Formigoni, sedeva “don Mercedes”, prete pedofilo. Quanta ipocrisia, ammantata di “principi non negoziabili” e finalizzata solo a sostenere, in modo capillare, posizioni di potere! Ora c’è una gran corsa a “smarcarsi”, creando dei distinguo con chi ha invitato don Inzoli o ha cacciato dalla sala il ragazzo che poneva imbarazzanti domande, ma una siderale distanza continua a separare questi profeti della morale dalle parole colme di verità del Vangelo.

  2. Avatar Cinzia
    Cinzia

    Rita, ben detto!

  3. Avatar mario
    mario

    http://www.crema.laprovinciacr.it/news/crema/107764/Don-Inzoli-al-convegno-omofobo.htmlCREMA

    bisognerebbe informarsi prima di pubblicare delle notizie false, anche da voi non mi stupisce

    1. Avatar admin
      admin

      Vorrei sapere quali sono le notizie false. Abbiamo espresso un’opinione sulle questioni poste dal convegno.
      Poi l’incontro si è screditato con la presenza del prete pedofilo e con le intemperanze quando ha parlato lo studente che poneva delle domande
      Vittorio Bellavite, coordinatore di Noi Siamo Chiesa

    2. Avatar Carmine Miccoli

      http://www.ilnuovotorrazzo.it/mobile/articolo_news.asp?id=13330

      Credo che falsità e disonestà siano altrove che in NSC… Grazie.

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