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Noi Siamo Chiesa

Sezione italiana del movimento internazionale “We Are Church” per la riforma della Chiesa cattolica

Il posto del crocifisso è nelle coscienze e nelle chiese. Il dissenso di Noi Siamo Chiesa nei confronti di Benedetto XVI

                                                                                   COMUNICATO STAMPA

 

Non c’è emarginazione della realtà cristiana o religiosa in Italia. Il luogo corretto del crocifisso è nelle coscienze dei credenti e nelle chiese, non negli spazi pubblici. Il dissenso di “Noi Siamo Chiesa” da Benedetto XVI

 

Il portavoce nazionale di “Noi Siamo Chiesa” Vittorio Bellavite ha rilasciato la seguente dichiarazione:

 

            “Benedetto XVI, ricevendo questa mattina il nuovo ambasciatore italiano presso la S. Sede, ha affermato che “non si può pensare di conseguire l’autentico progresso sociale, percorrendo la via dell’emarginazione o perfino del rifiuto esplicito del fatto religioso, come ai nostri tempi si tende a fare con varie modalità”. Tutto il discorso del Papa era riferito alla situazione italiana; dunque, suppongo, anche queste  parole.

            Non posso non esprimere un molto rispettoso ma fermo dissenso nei confronti di questa presa di posizione. Quanto sostenuto dal Papa non corrisponde alla situazione reale del nostro paese. E’ consapevolezza diffusa, non solo nell’opinione “laica” ma anche in quella di molti credenti,  che in Italia non ci sia emarginazione o rifiuto nei confronti della realtà cristiana o religiosa. In particolare,  le strutture della Chiesa godono della massima libertà ed anzi di una condizione di privilegio garantita dai ben noti  accordi con le istituzioni. Il vittimismo, presente in alcuni ambienti ecclesiastici, di cui si è fatto portavoce il Papa, non serve alla Chiesa per un suo corretto rapporto con la società. Noi ci permettiamo di sostenere che sarebbe meglio testimoniato il Vangelo dell’umiltà, della povertà e della semplicità se i vertici ecclesiastici facessero sulla scena mediatica e politica  un passo indietro nel loro protagonismo, che è confermato in queste ore dagli interventi sullo scenario delle alleanze politiche.

            Quanto all’esposizione del crocifisso nei luoghi pubblici “Noi Siamo Chiesa” ha dall’inizio condiviso la sentenza del 3 novembre 2009 della Corte Europea dei diritti dell’uomo che ne proibiva l’uso. Non si tratta solo di affermare la laicità degli spazi pubblici ma anche di una riflessione da un  punto di vista più propriamente evangelico. Mi piace ricordare, a questo proposito, quanto affermò il sen. Pietro Ichino nel suo intervento al Senato il 4 novembre dell’anno scorso. Egli disse : “ L’uso del crocefisso come bandiera, o come simbolo di una cultura per distinguerla dalle altre, se compiuto dai credenti, costituirebbe una violazione del primo comandamento biblico: “Non usare il nome di Dio invano”. Se è compiuto dallo Stato laico, vedo in esso un’appropriazione indebita. E chiedo che esso cessi al più presto: per rispetto dei cristiani prima ancora che dei non cristiani”.

                                                                      

Roma, 17 dicembre 2010

      


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