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Noi Siamo Chiesa

Sezione italiana del movimento internazionale “We Are Church” per la riforma della Chiesa cattolica

La XIV assemblea nazionale di Noi Siamo Chiesa

 

XIV assemblea nazionale di “Noi Siamo Chiesa” alla cascina Contina (Rosate-Milano), 17 giugno 2012

            Domenica 17 giugno si è svolta alla cascina Contina (a Rosate presso Milano) la XIVma assemblea nazionale di “Noi Siamo Chiesa”. Cinquanta i partecipanti provenienti da tredici diverse situazioni. La celebrazione eucaristica è stata “distribuita” durante la giornata: all’inizio della mattinata le letture e alla  fine, prima del pranzo, la parte centrale con lo spezzare del  pane e la benedizione del vino  nella chiesetta della cascina e, prima di partire, il Padre nostro di congedo.

            La teologa Lilia Sebastiani ha tenuto la relazione introduttiva. “Se il Concilio non ci fosse stato non saremmo qui” è stato l’inizio di un excursus che ha ricordato le due linee che vi erano presenti, quella della minoranza curiale e quella moderatamente progressista che prevalse. Esse non si sono fuse e le posizioni compromissorie  permettono ora che un po’ tutti si possono rifare, a piacimento,  al Concilio. Esso è un evento che ci interpella, al suo spirito bisogna essere fedeli. Ed è una fedeltà che si storicizza, che vive nel mondo. Del Concilio Lilia ricorda che esso ha permesso l’esistenza di “luoghi per parlare” nella Chiesa, ha sostituito il presbitero al sacerdote affermando il ruolo dei laici. Ha poi ricordato che non si fece alcuna consultazione degli ordini religiosi femminili . Solo nella terza sessione furono invitate 16 uditrici (otto suore e otto dirigenti di organizzazioni ) “qualificate e devote” per intervenire su tematiche specifiche. Lilia Sebastiani  descrive la condizione della donna, il possibile ministero femminile come strettamente intrecciato al celibato obbligatorio e a una certa idea del “sacro”.  Tutta la concezione e la pratica del ministero deve essere messa in discussione; ma allo stato delle cose l’accesso delle donne ai ministeri sarebbe comunque un fatto importante. Lilia conclude facendo presente che molti si allontanano dalla Chiesa e si chiede se, quando le riforme inevitabili si faranno, non sarà troppo tardi.

            Il lungo dibattito successivo ha toccato molti problemi aperti, da quello delle unità pastorali al probabile accordo coi seguaci di Levebrve, dalla necessità di riappropriarsi della Bibbia (di cui però è possibile fare letture fondamentaliste) alla “storia che corre”,  dai ritardi della Chiesa alla necessità di una riforma che deve interessare anche i riformatori fino alla condizione della donna. Durante la celebrazione eucaristica  sono stati ricordati Enzo Mazzi, Luisito Bianchi e Giulio Girardi, che sono stati, in modi diversi, importanti  ispiratori del movimento NSC  che si richiama al Concilio per riformare la Chiesa.

            Il pomeriggio è stato occupato dall’esame delle iniziative di Noi Siamo Chiesa realizzate e da realizzare. Il coordinatore nazionale Vittorio Bellavite ha illustrato le attività dell’ultimo anno (sulla pedofilia del clero, sulla questione dei cattolici in politica, sugli scandali in Vaticano, sul problema “famiglia e famiglie”….) e ha indicato  alcune prospettive, in particolare la partecipazione all’assemblea nazionale  del 15 settembre a Roma a 50 anni dall’inizio del Concilio autoconvocata da un grande numero di organizzazioni e di riviste. Ernesto Borghi ha presentato la nuova Associazione Biblica Euro-Mediterranea (ABEM). 

            La discussione  generale ha ricordato altre questioni emergenti, dalle iniziative critiche del clero (in Austria e in altri  paesi del centro Europa) al problema del futuro Conclave, ai rapporti internazionali di “Noi Siamo Chiesa”. La situazione organizzativa del movimento tiene e la sua area di opinione si sta moderatamente allargando, anche se le difficoltà di comunicazione sono sempre tante; il sito Internet è stato rifatto e gli accessi sono in aumento, nuovo è l’accesso a Facebook, positivo il bilancio economico che si avvale esclusivamente di impegno volontario. Gli aderenti e simpatizzanti che formalizzano il loro consenso all’associazione NSC sono in lieve aumento. Il Coordinamento nazionale è stato ampliato al nuovo gruppo di NSC sorto a Brescia e sarà rivisto il Gruppo di consultazione che partecipa alla redazione dei documenti.

Documenti e attività di “Noi Siamo Chiesa” dal giugno 2011 al giugno 2012

–testo IMWAC contro la destituzione del vescovo australiano Morris, 7 giugno

–adesione alla riflessione dei cristiani all’interno dell’Europride

–partecipazione alla delegazione europea all’American Catholic Council, Detroit 10-12 giugno

— tredicesima assemblea nazionale NSC cascina Contina 19 giugno

–sulla nomina del Card. Scola ad arcivescovo di Milano, 27 giugno

— documento sul voto alla Camera al ddl Bagnasco-Calabrò 12 luglio

–partecipazione a Genova alla manifestazione per il decimo anniversario del G8,  21 luglio

— testo sull’ingresso del Card. Scola a Milano, 24 settembre

–intervento sulla polemica estiva sull’ICI, 22 settembre

–documento di Wir Sind Kirche sul viaggio del Papa in Germania, 27 settembre

–Partecipazione all’incontro del “Il Vangelo che abbiamo ricevuto” Roma, settembre

–rifacimento del sito Internet www.noisiamochiesa.org

–assemblea di NSC dell’Emilia Romagna, 16 settembre

–saluto al Card. Tettamanzi e sua risposta, 8/24 settembre

–“Dare a Dio quel che è di Cesare?” convegno a  Roma con la partecipazione di NSC, 1 ottobre

–Richiesta ai vescovi per una ampia consultazione sulla questione pedofilia, 21 ottobre

–Ricordo di don Enzo Mazzi, 23 ottobre

–Testo sullo stop alla legge Bagnasco-Calabrò, 28 novembre

–testo di NSC Emilia Romagna sulla curia di Bologna

–Il dopo Todi e il dopo Berlusconi, riflessione sui cattolici e la politica, 17 dicembre

–partecipazione al cordoglio per la morte di Luisito Bianchi, 5 gennaio

–Partecipazione a “Eluana Englaro tre anni dopo” Casa della cultura” e biblioteca della Bovisa 16 gennaio e 30 marzo, Milano

–due testi sul controverso spettacolo di Castellucci a Milano, 20 e 26 gennai

–assemblea di costituzione di “Noi Siamo Chiesa” a Brescia, 11 febbraio

–partecipazione al cordoglio per la morte di Giulio Girardi, 26 febbraio

–testo sul sistema delle santificazioni e sull’inizio del processo canonico per la beatificazione di don Giussani, 29 febbraio

–“Famiglia e famiglie” (organizzato con altri), Milano I incontro 17 marzo

–riflessioni sull’intervista di Angelo Scola a “Famiglia Cristiana” sulla famiglia, 2 aprile

–inserto n.25 di “Per una Chiesa nuova” su Tempi di Fraternità, aprile

-partecipazione alla raccolta di firme “Per un registro dei testamenti biologici a Milano”, aprile

–dichiarazione “Benedetto XVI pretende ubbidienza dai vescovi austriaci”, 5 aprile

–testo IMWAC di solidarietà ai teologi obbligati al silenzio e alla “Pfarrer-Initiative”, 19 aprile

–partecipazione all’assemblea dell’European Network Church on the Move, Monaco 3-6-maggio

— intervista del portavoce nazionale sull’ottopermille su “Il Manifesto” del 6 maggio

–campagna a Roma di testi divulgativi sull’ottopermille, maggio

–Promozione, con altri, dell’assemblea del 15 settembre a Roma a 50 anni dall’inizio del Concilio

–Lettera aperta ai vescovi sulle Linee Guida sugli abusi sessuali sui minori da parte del clero, 12 maggio

–intervento su “Mons. Lafranconi “prescritto”. Ma è innocente?” 15 maggio

–promozione (con altri) dell’incontro su “Giulio Girardi e l’opzione preferenziale per gli oppressi”,    Milano 16 maggio

“Famiglia e famiglie” (organizzato con altri),  Milano 19 maggio, secondo incontro con documento conclusivo

–testo IMWAC di solidarietà con la “Leadership Conference of Religious Women”, 19 maggio

— testo sulle “Linee guida sugli abusi sessuali sui minori da parte del clero” dell’assemblea dei vescovi, 12 maggio

–incontro di NSC Emilia Romagna “A tu per tu con due madri di ragazzi gay”, Bolgna 24 maggio

–Contributo di NSC di Brescia al Sinodo diocesano sulle unità pastorali, 25 maggio

–testo sulla lettera di Carròn di sponsorizzazione della nomina di Scola a Milano, 30 maggio

–testo sullo scandalo  in Vaticano “Bisogna affrontare le cause di fondo della crisi”, 5 giugno

–incontro di NSC EmiliaRomagna su “Dio non discrimina” con Giannino Piana, Bologna 5 giugno

–partecipazione di NSC EmiliaRomagna alla manifestazione del Gay pride, Bologna 9 giugno

–testo sulla presa di distanza di Scola da Carròn, Milano 9 giugno 2012 

–incontro, organizzato con altri, su “La costruzione della società di giustizia” con Arrigo Colombo, Milano 12 giugno

Testi e iniziative di Noi Siamo Chiesa da giugno 2011. Report per la XIV assemblea nazionale del 17.6.2012 a cura del coordinatore nazionale Vittorio Bellavite

 

Nella casa del Padre

Nell’ultimo anno sono andati alla casa del Padre tre dei nostri maggiori ispiratori e fratelli : Enzo Mazzi in ottobre, punto di riferimento da quarant’anni della comunità dell’Isolotto e di tutte le CDB in Italia, Luisito Bianchi , profeta della gratuità del ministero e maggiore scrittore di ispirazione cristiana sulla Resistenza, Giulio Girardi, che ci ha insegnato come rapportarsi al marxismo e all’ateismo e come stare dalla parte giusta nei grandi conflitti nel mondo.

Non faremo ricordi agiografici o di maniera ma useremo della loro memoria per andare avanti. 

Vaticano

Durante l’anno non ci sono state crisi tipo quella sull’autorizzazione alla messa in latino o quella sui levebrviani. Ma è esplosa la crisi interna in incubazione da tempo. Nello scontro, accentuato dalla fuga di documenti, si intuisce un conflitto contro il protagonismo di Bertone e sul rifiuto di fare pulizia nella gestione dell’apparato curiale e dei conti IOR.  NSC si è tenuta un po’ alla larga dal clamore mediatico-scandalistico e ha però detto (documento del 5 giugno) che il sistema papolatrico, privo di qualsiasi collegialità, e l’esistenza stessa di ingenti risorse gestite in modo accentrato sono la causa ultima della situazione. Benedetto XVI è inadeguato a gestire la crisi.

In Europa il Vaticano è fortemente sotto pressione dal giugno dell’anno scorso  per la Pfarrer _Initiative e pronunciamenti analoghi in molti paesi europei. Il commissariamento dell’organizzazione delle suore USA (la Leadership Conference of Women Religious”) è nella linea dei consueti interventi repressivi ma incontra una forte resistenza di massa. L’incontro mondiale delle Famiglie è stato un successo dal punto di vista dei promotori. Nel merito ben poco di nuovo ci sembra sia emerso. Il circuito milanese, di cui siamo parte, ha fatto due incontri partecipati e ha scritto un testo conclusivo in cui si affronta l’insufficienza della posizione tradizionale di fronte a realtà famigliari fondate su relazioni diverse da quelle “canoniche”.

Situazione italiana

L’incontro di Todi di ottobre sembrava preludere  a un intervento più diretto in politica a guida CEI di una vasta area di cattolici, anche se in modo molto confuso. Tutto si è congelato col nuovo governo. La presa di distanza dalla precedente coalizione di destra  è stata del tutto tardiva ed obbligata. La situazione resta indeterminata, divisa su un appoggio molto esplicito a Monti e perplessità per una pressione dal basso per i costi sociali dei provvedimenti. C’è preoccupazione per il grillismo ma incapacità di posizioni definite sugli schieramenti e sui possibili interventi, diretti o indiretti. Con il nostro testo del 17 dicembre abbiamo scritto che è necessaria una profonda autocritica per quanto riguarda l’alleanza col berlusconismo e le compiacenze nei confronti della Lega. Sono la premessa per un maggiore  impegno non coalizzato di cattolici per un impegno per valori evangelici nell’ambito politico-sociale.

CEI

 

E’ stata completamente abbandonata  la campagna a favore della legge sul testamento biologico che in novembre era quasi passata in Parlamento. E ciò per non disturbare i nuovi equilibri politici. Sull’ICI c’è stata una difesa della situazione seguita da un pasticciato accordo, conseguenza della pressione dell’UE e della situazione politica. Abbiamo ripetuto più volte il nostro punto di vista precedente. A Roma c’è stata una campagna NSC sull’ottopermille.

Lo scontro più duro, da parte di NSC, è stato sulla pedofilia del clero. In ottobre abbiamo chiesto che le norme italiane, chieste dal Vaticano, fossero elaborate con la partecipazione dei rappresentanti delle vittime. Tutto è andato avanti nel  segreto più assoluto. Abbiamo proposto all’assemblea dei vescovi di maggio due punti qualificanti. I vescovi non hanno discusso niente  e il testo distribuito è pessimo. Ciò abbiamo scritto in un nostro aspro commento  del 22 maggio. Questa posizione sulla pedofilia è il punto più basso espresso dalla casta ecclesiastica negli ultimi tempi.  Ugualmente abbiamo giudicato la prescrizione di Mons. Lafranconi.

In generale il dialogo coi vescovi, al solito, è stato inesistente. Tettamanzi ha scritto un biglietto di ringraziamento al nostro saluto in settembre.

Scola

Già nell’assemblea del 19 giugno dell’anno scorso avevamo detto cose esplicite su questa nomina che era imminente. Le abbiamo ripetute a nomina avvenuta e, il 24 settembre, all’ingresso in diocesi. La sua linea è stata prudente, prendendo le distanze da Formigoni e più decisamente dalla scandalosa lettera di Carròn del marzo del 2011 di sponsorizzazione presso il Vaticano della sua nomina. Abbiamo espresso opinione positiva su questa presa di posizione di pochi giorni fa. Ma l’avvio in febbraio  del processo diocesano per la beatificazione di don Giussani  l’abbiamo criticata aspramente insieme a una riflessione generale sul sistema dei “beati” e dei “santi”.

Nessun rapporto diretto con Scola; in settembre ci fece scrivere che il nostro testo critico era arrivato!

Rapporti esterni

Ottimi, al solito, con le comunità di base, con i preti operai e col circuito degli omosessuali credenti (partecipando all’Europride di sabato scorso a Bologna). Abbiamo partecipato all’incontro del “Vangelo che abbiamo ricevuto” di settembre a Roma. Siamo nelle Consulte per la laicità delle istituzioni. In generale, dai contatti formali e informali, ho l’impressione che l’ambito degli interlocutori di NSC si è ampliato, anche se è difficile ovviamente misurare l’ampliamento del consenso e capire se esso  è  merito di NSC o è dovuto  alla situazione pesante della Chiesa.

Prospettive, iniziative possibili o in corso

 

I nostri interventi sono molto spesso relativi all’evolversi delle situazioni che riguardano la Chiesa e sono scritti sulla base degli orientamenti di NSC ormai consolidati negli anni. Ma una parte della nostra iniziativa è anche l’espressione di proposte nostre che nascono da situazioni e problemi importanti ma ignorati.

Sulla base degli orientamenti emersi nei nostri incontri internazionali (IMWAC ed European Network)  e nell’assemblea dell’anno scorso, NSC è copromotrice dell’assemblea “Chiesa di tutti, Chiesa dei poveri” del prossimo 15 settembre a cinquant’anni dall’inizio del Concilio. Allo stato attuale sessanta sono  i gruppi  promotori e venticinque le riviste; un consenso più ampio del previsto.

Il testo di convocazione e il programma sono abbastanza eloquenti. Ora il Comitato promotore, in cui siamo parte attiva,  ha proposto ai firmatari di fare di questa assemblea la prima tappa di un percorso lungo fino all’assemblea mondiale del dicembre 2015 a Roma, con approfondimenti e iniziative locali e anche ritorni a incontri nazionali

A Milano l’anno prossimo sarà celebrato il 1700mo anno dalla firma dell’Editto di Costantino. Per l’importanza che ha questa data nella storia del cristianesimo e per la probabile invasione di retorica che essa susciterà, penso che sia molto opportuno pensare a una nostra riflessione ed iniziativa con la collaborazione da studiosi che siano indipendenti da sollecitazioni clericali.

Le altre tematiche che saranno oggetto di interventi, polemiche ecc… sono probabilmente : legge sulle coppie di  fatto, obiezione di coscienza alla legge 194.  Inoltre la questione delle unità pastorali si allargherà e su questa dovremo intervenire, a partire dal testo del nuovo gruppo NSC di Brescia scritto in relazione locale sinodo diocesano. Altra tematica che dovremo noi riprendere , come hanno già fatto recentemente le Chiese evangeliche, è su una  nuova legge sulla libertà religiosa nel nuovo contesto del pluralismo religioso diffuso

Rapporti internazionali,questioni organizzative 

 

I rapporti internazionali, i problemi della comunicazione di NSC, un nuovo libro in cantiere, il sito Internet, Facebook li trattiamo separatamente così come il problema dei nuovi gruppi NSC

Cascina Contina, 17 giugno 2012


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Commenti

2 risposte a “La XIV assemblea nazionale di Noi Siamo Chiesa”

  1. Avatar antonio villa
    antonio villa

    ome a Siviglia di R.LaValle
    Cdb italiane
    Raniero La Valle
    Rocca, n°15/2012
    Noi, Chiesa di oggi, l’avevamo perso di vista. Eravamo troppo indaffarati nelle nostre celebrazioni, preoccupati per le chiese deserte, sfiniti dai turni di guardia alle dottrine della fede, mortificati per il clamore sui preti pedofili, intenti a rincorrere i poteri politici, troppo zelanti per ricordarci di lui.Come a Siviglia di R.LaValle
    Cdb italiane
    Raniero La Valle
    Rocca, n°15/2012
    Noi, Chiesa di oggi, l’avevamo perso di vista. Eravamo troppo indaffarati nelle nostre celebrazioni, preoccupati per le chiese deserte, sfiniti dai turni di guardia alle dottrine della fede, mortificati per il clamore sui preti pedofili, intenti a rincorrere i poteri politici, troppo zelanti per ricordarci di lui.
    Ed il Concilio era rimasto in silenzio, seduto sulle panche vuote e profugo in luoghi appartati o in piccole comunità ben protette. E addirittura rischiava di essere accomunato alla cattiva sorte riservata alle ideologie novecentesche, e con tutto il Novecento essere buttato nel cassonetto dei rifiuti, senza nemmeno la raccolta differenziata.
    Ma ecco che, a mezzo secolo dal suo inizio, esso è ricomparso, perché i cinquant’anni, i centesimi e i centocinquantesimi anniversari sono festeggiamenti di rito. È tornato in città dal suo esilio e noi, Chiesa di oggi, col pretesto di celebrarlo, lo abbiamo fatto arrestare, come aveva fatto a Siviglia con lo Sconosciuto il Grande Inquisitore.
    E naturalmente l’abbiamo sottoposto a un lungo interrogatorio. Perché sei tornato? Cinquant’anni ci abbiamo messo per rimediare ai danni che hai fatto alla Chiesa. Che cosa vuoi ancora da noi?
    Tu eri venuto a dirci che la Chiesa non è solo una struttura gerarchica, ma un popolo. Ma come fa un popolo, indifferenziato ed amorfo, poveri e ricchi, dotti e ignoranti, borghesi e proletari, a capire la parola di Dio, a dar conto dell’evento cristiano, a impegnarsi nell’apostolato gerarchico, a rendere visibile la Chiesa?
    E noi ne abbiamo fatto una Chiesa di movimenti, GS e Comunione e Liberazione, Opus Dei, legionari di Cristo, Mondo Migliore, cursillos de cristianidad, neocatecumenali, carismatici, lefebvriani, e ad alcuni abbiamo dato addirittura dei vescovi personali, quasi a convalidare la loro arrogante ideologia dell’identità.
    Eri stato richiesto di rivendicare la libertà religiosa ad uso della Chiesa, e tu hai restituito agli esseri umani la libertà di coscienza, hai rimosso il vecchio catenaccio per il quale solo la verità aveva il diritto di essere libera, mentre l’errore, si diceva, non ha alcun diritto. Ma se gli uomini non sono costretti alla verità, e la devono cercare e aderirvi liberamente, come fa la Chiesa che possiede la verità ed è anzi l’unica ad averla, a farsi obbedire?
    E se gli uomini non le affidano la loro coscienza, come si sgraveranno del peso della loro libera scelta? Oh, quale errore è stato per il Concilio seguire quel papa che nella sua enciclica aveva messo sullo stesso piano, e non in scala gerarchica, verità, libertà, giustizia ed amore, sì che facendosi guidare da tutti e quattro questi “maestri e duci” gli uomini avrebbero conseguito la pace!
    Tu avevi voluto tacere la teologia del “peccato originale” (che perfino Benedetto XVI mette tra virgolette), perché ogni creatura fosse responsabile del suo peccato, e nessuno credesse di nascere in litigio con Dio, e non venissero più scambiati per una condanna divina il lavoro, i parti, la sessualità e sorella morte; tu avevi invece insegnato che Dio, avendo attirato gli uomini a sé, anche dopo la caduta “non li abbandonò” e anzi “sine intermissione” – senza interruzione alcuna – ebbe cura del genere umano, in vista della redenzione.
    Ma noi abbiamo avuto paura che senza la maledizione seguita a quel primo peccato cambiasse la figura stessa dell’uomo, che troppo egli crescesse nella sua statura, che il male dovesse avere un’altra spiegazione, e proprio nella libertà originaria impressa agli uomini come immagine di Dio, e che anche l’incarnazione dovesse essere più divinamente, e meno fiscalmente, motivata, non per un risarcimento ma per un definitivo dono. Troppa grazia.
    E perciò abbiamo subito rimesso il peccato originale nel Catechismo e nel suo Compendio, e addirittura per metterlo al sicuro l’abbiamo fatto risalire a una congiura degli angeli che, complice l’uomo, avrebbero dato scacco a Dio, sfigurando la più bella delle sue creature.
    Tu avevi tolto legittimità teologica all’obbligo dell’unità politica dei cattolici in un solo partito, e nella varietà delle loro scelte avevi visto la promessa di un loro più alto contributo alla salute della città. Ma senza unità la loro presenza politica ha perso interesse ai nostri occhi, il pluralismo di scelte cristianamente ispirate sarebbe stato d’imbarazzo per noi, e di fatto oggi il loro carisma politico è spento; certo la Repubblica è in crisi, ma a noi basta il concordato.
    Queste e altre cose noi, Chiesa di oggi, abbiamo contestato al Concilio, rivendicando di aver corretto la sua opera. E glielo abbiamo detto nascostamente, perché condannarlo apertamente sarebbe come sconfessare noi stessi. Ma perché – gli abbiamo infine chiesto – ancora sei qui ad inquietarci? Perché ancora stendi la tua ombra su di noi? Forse, come se fossi lo Spirito, vuoi davvero farci generare un’umanità nuova?
    Il Concilio sorrise, il suo volto fresco non denunciava i cinquant’anni, né alcuna ruga ricordava le tensioni e gli scontri tra le schiere conciliari. Poi baciò sulla bocca la Chiesa di oggi, e le disse: “Quello che ho fatto tu ora non lo capisci, ma lo capirai dopo” (Giov. 13, 7).

    Ed il Concilio era rimasto in silenzio, seduto sulle panche vuote e profugo in luoghi appartati o in piccole comunità ben protette. E addirittura rischiava di essere accomunato alla cattiva sorte riservata alle ideologie novecentesche, e con tutto il Novecento essere buttato nel cassonetto dei rifiuti, senza nemmeno la raccolta differenziata.
    Ma ecco che, a mezzo secolo dal suo inizio, esso è ricomparso, perché i cinquant’anni, i centesimi e i centocinquantesimi anniversari sono festeggiamenti di rito. È tornato in città dal suo esilio e noi, Chiesa di oggi, col pretesto di celebrarlo, lo abbiamo fatto arrestare, come aveva fatto a Siviglia con lo Sconosciuto il Grande Inquisitore.
    E naturalmente l’abbiamo sottoposto a un lungo interrogatorio. Perché sei tornato? Cinquant’anni ci abbiamo messo per rimediare ai danni che hai fatto alla Chiesa. Che cosa vuoi ancora da noi?
    Tu eri venuto a dirci che la Chiesa non è solo una struttura gerarchica, ma un popolo. Ma come fa un popolo, indifferenziato ed amorfo, poveri e ricchi, dotti e ignoranti, borghesi e proletari, a capire la parola di Dio, a dar conto dell’evento cristiano, a impegnarsi nell’apostolato gerarchico, a rendere visibile la Chiesa?
    E noi ne abbiamo fatto una Chiesa di movimenti, GS e Comunione e Liberazione, Opus Dei, legionari di Cristo, Mondo Migliore, cursillos de cristianidad, neocatecumenali, carismatici, lefebvriani, e ad alcuni abbiamo dato addirittura dei vescovi personali, quasi a convalidare la loro arrogante ideologia dell’identità.
    Eri stato richiesto di rivendicare la libertà religiosa ad uso della Chiesa, e tu hai restituito agli esseri umani la libertà di coscienza, hai rimosso il vecchio catenaccio per il quale solo la verità aveva il diritto di essere libera, mentre l’errore, si diceva, non ha alcun diritto. Ma se gli uomini non sono costretti alla verità, e la devono cercare e aderirvi liberamente, come fa la Chiesa che possiede la verità ed è anzi l’unica ad averla, a farsi obbedire?
    E se gli uomini non le affidano la loro coscienza, come si sgraveranno del peso della loro libera scelta? Oh, quale errore è stato per il Concilio seguire quel papa che nella sua enciclica aveva messo sullo stesso piano, e non in scala gerarchica, verità, libertà, giustizia ed amore, sì che facendosi guidare da tutti e quattro questi “maestri e duci” gli uomini avrebbero conseguito la pace!
    Tu avevi voluto tacere la teologia del “peccato originale” (che perfino Benedetto XVI mette tra virgolette), perché ogni creatura fosse responsabile del suo peccato, e nessuno credesse di nascere in litigio con Dio, e non venissero più scambiati per una condanna divina il lavoro, i parti, la sessualità e sorella morte; tu avevi invece insegnato che Dio, avendo attirato gli uomini a sé, anche dopo la caduta “non li abbandonò” e anzi “sine intermissione” – senza interruzione alcuna – ebbe cura del genere umano, in vista della redenzione.
    Ma noi abbiamo avuto paura che senza la maledizione seguita a quel primo peccato cambiasse la figura stessa dell’uomo, che troppo egli crescesse nella sua statura, che il male dovesse avere un’altra spiegazione, e proprio nella libertà originaria impressa agli uomini come immagine di Dio, e che anche l’incarnazione dovesse essere più divinamente, e meno fiscalmente, motivata, non per un risarcimento ma per un definitivo dono. Troppa grazia.
    E perciò abbiamo subito rimesso il peccato originale nel Catechismo e nel suo Compendio, e addirittura per metterlo al sicuro l’abbiamo fatto risalire a una congiura degli angeli che, complice l’uomo, avrebbero dato scacco a Dio, sfigurando la più bella delle sue creature.
    Tu avevi tolto legittimità teologica all’obbligo dell’unità politica dei cattolici in un solo partito, e nella varietà delle loro scelte avevi visto la promessa di un loro più alto contributo alla salute della città. Ma senza unità la loro presenza politica ha perso interesse ai nostri occhi, il pluralismo di scelte cristianamente ispirate sarebbe stato d’imbarazzo per noi, e di fatto oggi il loro carisma politico è spento; certo la Repubblica è in crisi, ma a noi basta il concordato.
    Queste e altre cose noi, Chiesa di oggi, abbiamo contestato al Concilio, rivendicando di aver corretto la sua opera. E glielo abbiamo detto nascostamente, perché condannarlo apertamente sarebbe come sconfessare noi stessi. Ma perché – gli abbiamo infine chiesto – ancora sei qui ad inquietarci? Perché ancora stendi la tua ombra su di noi? Forse, come se fossi lo Spirito, vuoi davvero farci generare un’umanità nuova?
    Il Concilio sorrise, il suo volto fresco non denunciava i cinquant’anni, né alcuna ruga ricordava le tensioni e gli scontri tra le schiere conciliari. Poi baciò sulla bocca la Chiesa di oggi, e le disse: “Quello che ho fatto tu ora non lo capisci, ma lo capirai dopo” (Giov. 13, 7).
    1 commento

    antonio villa
    mercoledì, 18 luglio 2012 a 11:00 (UTC 2)
    grazie..per questa bella riflessione….sono cresciuto nella “primavera” del concilio e cercherò in questo ultimo ” scorso” della mia vita con lo studio, l’informazione, la parola, la preghiera..di dare il mio piccolo contributo perchè questo “inverno” di dimenticanza che volutamente è stato fatto cadere sulla chiesa…possa passare e torni “la rinnovata pentecoste” del concilio vaticano II°…

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