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Noi Siamo Chiesa

Sezione italiana del movimento internazionale “We Are Church” per la riforma della Chiesa cattolica

Pax Christi Francia e Italia propongono i veri valori con cui affrontare i problemi posti dalla strage di Parigi

Comunicato Stampa di Pax Christi Italia

Sull’orribile strage di Parigi, Pax Christi Italia fa propria la dichiarazione di Pax Christi Francia. Concorda con la necessità di moltiplicare “gesti d’amore” per dissipare le ombre dei pregiudizi, costruire ponti di pace e realizzare, così, una grande mobilitazione contro la schiavitù della violenza, come auspicato da papa Francesco nel messaggio per la Giornata mondiale della pace del 1 gennaio 2015 “Non più schiavi ma fratelli”.
Con Pax Christi Francia abbiamo condiviso in questi anni presenze e gesti di pace in terra irachena, contro ogni violenza e intolleranza etnica e religiosa, per una convivialità delle differenze. Ora, dopo questo massacro, l’impegno deve continuare con ancora maggiore determinazione.

Comunicato di Pax Christi Francia

8 gennaio 2015
“Vogliamo esprimere il nostro orrore per il massacro che ha avuto luogo al giornale Charlie Hebdo Mercoledì, 7 gennaio.
Scioccati da questo atto criminale, noi ribadiamo che solo i valori dell’amicizia, della giustizia, del rispetto, della libertà, della tolleranza possono costruire una convivenza fraterna. Di fronte a coloro che hanno scelto la violenza per far trionfare le propria ideologia distruttrice, noi scegliamo di rifiutare tutto ciò che divide ed esclude.
Davanti a questa barbarie, noi imploriamo la giustizia, ma resistiamo all’odio per l’altro. La pace non può essere costruita se non rifiutando le tenebre del pregiudizio. Facciamo di tutto per far crescere questa pace con gesti di amore che possiamo fare gli uni nei confronti degli altri.
In questa doloroso momento, vogliamo assicurare alle famiglie e ai colleghi delle vittime tutta la nostra solidarietà.”

Pax Christi Italia


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Commenti

Una replica a “Pax Christi Francia e Italia propongono i veri valori con cui affrontare i problemi posti dalla strage di Parigi”

  1. Avatar Vittorio da rios
    Vittorio da rios

    Va totalmente condiviso il comunicato stampa di Pax Christi e sia di stimolo a
    riflessioni che portino da un lato a bandire con sdegno e forza simili azioni, dall’altro
    a denunciare con rigore e forza morale la condizione di violenza in cui oggi tutti noi
    viviamo, e di cui tutti dobbiamo sentirci responsabili. Certo lascia sgomenti quanto
    leggiamo e vediamo come un grave, quanto inaudito fatto di sangue sulla cui provenienza
    e gestazione vi sono più che legittimatimi dubbi e sospetti, che forze politiche, gran parte
    dei media carta stampata opinionisti vari, cerchino di spostare il tutto sui binari dello scontro
    tra –civiltà– e tra le religioni. Non sarà quanto mai opportuno chiederci noi occidentali
    con le nostre guerre–umanitarie–quanta responsabilità abbiamo in tutto questo? In Siria,
    nella stessa Libia, del –colonnello–Gheddafi e in altri paesi prima dell’intervento delle forze
    –internazionali di pace– la convivenza tra diverse religioni era prassi quotidiana, e gli stati
    avevano una loro struttura organizzativa, certamente da migliorare con innesti di autentica
    democrazia effettuale; perché non si è operato concretamente per raggiungere questo
    obbiettivo?Bombardamenti, azione militari via terra, fornitura di armi e di corpi speciali.
    Riteniamo sia cosi che si porta democrazia? Ci chiediamo come sono ora ridotti questi
    stati?Completamente destrutturati in mano a bande che uccidono e saccheggiano,per
    non accennare alla drammatica emergenza umanitaria rappresentata da milioni di
    sfollati che si ritrovano ad aver perso tutto, in preda a spietati trafficanti di esseri umani.
    Questo il quadro. Noi occidentali portatori di violenza e morte, incuranti di tenere
    rapporti commerciali leciti quanto illeciti con dittatori pur di fare affari, guardando
    altrove con lo sguardo per non vedere mancanza di diritti umani e popoli spesso ridotti
    alla fame Quante guerre nel corso dei decenni noi occidentali abbiamo creato e alimentato?
    Quanta violenza e odio abbiamo seminato? E quanti milioni di vittime e feriti l’apparato
    economico e bellico Europeo-Americano ha causato? E d’altro canto con la classe
    politica dirigenziale espressa dalla storia recente si poteva pensare a qualcosa di diverso?
    Eppure nel cuore dell’Europa, a Napoli nel 1975 prese vita una istituzione che si prefiggeva
    il compito di costruire attraverso l’alta cultura la formazione di una classe dirigente europea
    all’altezza del grande pensiero filosofico, e del concetto dello stato espressione di pensatori,
    giuristi, e filosofi come ; Vico, Filangeri,Pagano, Spaventa, lo stesso Croce, a Hegel, e altri
    grandi umanisti e scienziati del novecento che dopo il collasso morale delle due guerre mondiali
    pensavano a una Europa unita in grado di trasmettere gli irrinunciabili valori della democrazia,
    della tolleranza, di una vita giusta e degna di essere vissuta per tutti gli esseri umani. Questo era
    il compito che si era prefisso il Maestro Gerardo Marotta nel fondare L’istituto italiano per
    gli studi filosofici. Fondò centinaia di scuole di alta cultura per le giovani generazioni, organizzò
    un numero infinito di seminari, convegni, e lezioni in tutto il mondo dove parteciparono i più
    grandi e prestigiosi filosofi, storici, ricercatori, e scienziati del mondo,
    si puo ben dire che ci fu un periodo che Napoli grazie all’istituto era il centro culturale del mondo
    da tutti ampiamente riconosciuto.Il Maestro Gerardo Marotta ha dilapidato tutte le sue risorse
    per L’istituto e la costruzione della immensa biblioteca unica nel suo genere, sostituendosi allo
    stato, fu solo quella persona perbene di Ciampi a concedergli un contributo consistente che permise
    all’istituto di operare a livelli internazionali fino ad alcuni anni fa. Poi arrivarono i –mercatanti– che
    tolsero tutti i contributi e poi le logiche conseguenze di una drastica riduzione delle attività e lo sfrato
    della biblioteca che ora si trova stoccata in magazzini poco salubri e in balia degli avvoltoi.Questo tra
    l’altro accadde in questo nostro paese, E doveroso parlarne voglio citare un periodo della motivazione
    della laurea honoris causa al maestro Gerardo fatta dal prof. Francis Jacques della Sorbona: –Vi è poi quest’ardente difesa della libertà in Croce e in Marotta: una filosofia in cui la libertà viene concepita
    come storia della libertà, in cui la libertà è ciò che rinasce sempre dopo terribili prove, rinasce
    come criterio esemplificativo per il passato e ideale morale per l’avvenire.Stimolare l’interesse
    dei giovani per l’eredità dell’immenso pensiero europeo allargando l’orizzonte critico delle
    conoscenze trasmesse.Illuminante poi questo passaggio dell’appello per la filosofia e la cultura
    che il presidente dell’istituto fece a Mosca davanti a Gorbaciov: Nonostante sia da tutti
    riconosciuta l’indifferibilità di un confronto nazionale delle esperienze culturali del mondo,
    l’incontro tra le diverse civiltà è stato ed è segnato da un appiattimento dei costumi e delle
    forme espressive, oppure dalla perdita della memoria storica: piuttosto che le rispettive virtù,
    ciascuna civiltà scambia con le altre i difetti e gli aspetti deteriori. Credo che su questi temi
    tutti dobbiamo misurarci e riflettere, sopratutto stimolare le giovani generazioni che saranno
    classe dirigente futura. Ho molto apprezzato l’intervento del responsabile della
    comunità musulmana di Treviso Khezraji Abdallah su quanto accaduto a Parigi, dove ha
    ribadito il ruolo improntato alla fratellanza e alla civile convivenza che anima la comunità
    di fede mussulmana a Treviso come pure nel Veneto e nell’intero nostro paese. Parole di pace
    ribadendo la grande ricchezza di valori e tradizioni al servizio dell’uomo e alla sua sete di giustizia
    che ogni fede religiosa esprime.Il Dott. Khezraji e da oltre venti anni qui a Treviso grande
    organizzatore di iniziative culturali, e di stimolo a scambi economici-produttivi con
    operatori economici industriali veneti con il suo paese di origina che è il Marocco. Voglio
    se mi è consentito fare un elogio e ringraziare –Noi Siamo Chiesa– e il suo sito per gli
    argomenti che tratta e gli stimoli che questi sempre di grande spessore e attualità creano.
    Mi auguro che vi siano sempre più persone e fratelli a partecipare al dibattito. Non posso
    esimermi dal ringraziare fraternamente Vittorio Bellavite per lo straordinario lavoro
    rivolto a far crescere –Noi Siamo Chiesa–di modo sia sempre più da –Pungolo–progressista
    positivo a che la Chiesa di Francesco percorra la via di un profondo rinnovamento
    sull’insegnamento di Gesù.
    Un caro saluto.

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