Logo Noi Siamo Chiesa

Noi Siamo Chiesa

Sezione italiana del movimento internazionale “We Are Church” per la riforma della Chiesa cattolica

Reagire alle gravi difficoltà dell’Europa

EUROPEAN NETWORK

RÉSEAU EUROPÉEN

Kirche im Aufbruch

Eglises et Libert és

Church on the Move

Iglesia por la Libertad

Member of the Conference of INGOs at the Council of Europe

EN-RE Secretariat [UK Office]

1 Carysfort House

14 West Halkin Street

London SW1X 8JS

Tel:+44-207 235 2841 Fax:+44-207 792 952 265 E-mail: brydenbrook@talk21.com

 Essere realisti, nelle difficoltà dei giorni nostri, significa impegnarsi per un’Europa di

giustizia e di pace  che umanizzi e entusiasmi di nuovo i suoi cittadini e le sue cittadine

       La gravissima crisi economica,  iniziata cinque anni fa e che non sembra  indebolirsi, pone dei problemi che per certi aspetti mettono in discussione  il ruolo stesso dell’Europa  come ha preso forma con le sue istituzioni e come si è organizzata in questi ultimi cinquanta anni.

In questa situazione  sofferenze, incertezze e  malesseri di ogni tipo, che riguardano anche  le dimensioni spirituali dell’esistenza, si aggravano sempre di più.

     In quanti cittadini e cittadine cattolici europei noi confermiamo la nostra fiducia nel processo di collaborazione  fra i popoli del nostro continente che è iniziato dopo la seconda guerra mondiale, ma dobbiamo anche costatare  e denunciare le politiche neoliberali e la dittatura  delle strutture finanziarie che, soprattutto con la crisi, sono un ostacolo agli obbiettivi originari: la salvaguardia e la promozione dei diritti umani, in modo particolare l’uguaglianza/ la parità donna/ uomo; la coesione interna  e il dialogo interculturale e pluralistico in tutti i paesi; la riduzione delle disuguaglianze in ogni paese e fra i diversi paesi; il contributo alla pace fondato sulla giustizia nel mondo; il rafforzamento della democrazia in tutti i paesi  e in special modo in quelli che fanno parte dell’Unione Europea da poco tempo.

    Quelle  politiche che cercano di combinare crescita e riduzione dei debiti portano solo all’austerità che colpisce le fasce più deboli della popolazione, soprattutto i giovani e le donne, compromettono profondamente le conquiste  del welfare che si pensavano definitive, favoriscono i paesi forti e aumentano molto  le differenze sociali ed economiche  tra le zone ricche e le zone povere del continente, come tra le classi sociali benestanti e quelle sfavorite  all’interno di uno stesso paese con conseguenze a volte drammatiche.

      E’ soprattutto a causa della crisi che le posizioni in favore degli interessi nazionali, regionali e corporativi conquistano numerose fasce dell’opinione pubblica europea, anche le classi sociali più povere, e rischiano di avere un grosso peso al momento delle elezioni del Parlamento Europeo l’anno prossimo. Dobbiamo conoscere e analizzare queste posizioni che si oppongono chiaramente ad una società equa e solidale, ma dobbiamo combatterle con forza. Queste posizioni si manifestano soprattutto contro i migranti, europei e non europei, che sono persone vulnerabili e in difficoltà, e questo succede là dove cercano il lavoro e dunque la dignità, ma succede anche nei loro paesi d’origine. Contro tutte queste spinte  verso una chiusura egoistica le forze sociali e politiche democratiche e le istituzioni, in primo luogo l’Unione Europea, devono intervenire attivamente con una politica di accoglienza e d’integrazione.

      Affinché le cose prendano un nuovo corso in Europa è necessaria una politica economica alternativa a quella di oggi che ubbidisce alla sola logica dei rapporti di forza e della difesa  di potenti interessi costituiti.

Noi costatiamo anche con inquietudine che per una nuova Europa:

           1) la politica estera del nostro continente senza reale visibilità è molto debole nei riguardi dei paesi del Mediterraneo del Sud e incapace di  un’azione per la pace  nelle zone di crisi ( Medio Oriente) secondo criteri di giustizia

           2) dopo la caduta del muro di Berlino le forze armate  hanno mantenuto e perfino rafforzato il loro potere, col silenzio complice dell’opinione pubblica, e così  prosegue un enorme spreco di risorse, che potrebbero essere utilizzate per la società,  mentre il commercio delle armi  si ingrandisce. Ordigni nucleari sono sempre presenti in Europa e il disarmo nucleare è bloccato

           3) i poteri delle reti mafiose, grazie anche alla loro presenza in tutto il mondo, si allargano e si rinforzano

           4)l’azione politica in favore dell’educazione, della cultura e dell’ambiente non è più assolutamente prioritaria

 Illuminati dal Vangelo di Gesù, noi pensiamo che davanti a questa situazione  sia nostro dovere parlare e agire in  campo individuale e collettivo: questa situazione si fa beffe  dei valori   etici, di solidarietà e d’impegno per la pace che si fondano sulla dignità degli uomini e delle donne, sul rispetto che è dovuto loro, sui diritti che ne derivano e sulla giustizia, valori che trovano le loro radici e la loro origine nella nostra fede.

       Per questi motivi costatiamo con sgomento che la nostra Chiesa nelle sue strutture al vertice, sia nazionali che europee ( COMECE e CCEE), non reagisce davanti alla gravità della situazione con la passione, l’apertura, la collegialità e l’efficacia che dovrebbero essere tipicamente sue  nei rapporti con la società civile e le istituzioni perché siano il riflesso dell’insieme della Chiesa. Ma ci sono numerosi cittadini, uomini e donne, che si impegnano con convinzione  nella realtà sociale, anche se alcuni di loro hanno a volte una visione  limitata ad un’assistenza, certo necessaria per un periodo transitorio, ma che deve essere superata con una visione e un’azione politica completa che tenda e rendere caduco questo assistentato.

 Siamo dunque convinti che i responsabili della Chiesa cattolica non devono in alcun modo difendere i propri privilegi o giocare, nella società e nelle istituzioni nazionali ed europee, dei ruoli  che offuscano il messaggio evangelico di Gesù, trasformando il servizio in potere ( soprattutto attraverso l’articolo 17 della nuova Costituzione Europea) come  ai tempi  del regime di cristianità che è scomparso e di cui non dobbiamo avere nostalgia.

      Noi, uomini e donne, cittadini europei e cristiani di base, di cui molti si pongono all’interno della Chiesa cattolica alla quale appartengono rifiutando tutto ciò che si possa configurare come un veto o un ostacolo da parte della gerarchia, noi dobbiamo promuovere delle azioni  affinché tutti i credenti delle diverse religioni agiscano insieme,

–         e perché così il cammino intrapreso dal nostro continente, in questo inizio del XXI secolo possa cambiare direzione e permetta di collaborare con i grandi paesi emergenti  aldilà  delle vecchie egemonie e delle opposizioni Est- Ovest / Nord- Sud.

E’ grazie a questi sforzi che dignità, rispetto reciproco, Giustizia e pace  avranno più possibilità di avvivare a guidare l’umanità.

Madrid. 12 maggio 2013

_____________________________________________________________________________________________________________

Pour un Autre Visage d’Eglise et de Société [BELGIUM], Collectiu de Dones en l’Església, Església Plural [CATALONIA], Femmes et

Hommes Égalité Droits et Libertés dans les Eglises et la Société, Nous sommes aussi Eglise, Fédération des Réseaux du Parvis,

Partenia 2000 [FRANCE], Initiative Kirche von Unten, Initiative Christenrechte in der Kirche, Wir sind Kirche [GERMANY], Bokor

[HUNGARY], Noi Siamo Chiesa [ITALY], Kerk Hardop, Mariënburgvereniging, WRK (Study Group on the Culture of Law in the

Churches) [NETHERLANDS] We Are Church [PORTUGAL], Catolicas por el Derecho a Decidir de España, Cristianas y Cristianos

de Base de Madrid, Corriente Somos Iglesia, Redes Cristianas [SPAIN], Catholics for a Changing Church, Women Word Spirit, St

Joan’s International Alliance (GB section), Catholic Women’s Ordination, The Living Word Trust, We Are Church (UK) [UNITED

KINGDOM], and Catholics for Choice Europe – also affiliated with Association for the Rights of Catholics in the Church, Call to

Action, Catholic Organisations for Renewal, Catholics for a Choice [USA], The European Federation of Married Catholic Priests and

the International Federation for a Renewed Catholic Ministry


Pubblicato

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *