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“Uno strappo all’umanità e alla Costituzione”:testo della Rosa Bianca sul decreto “sicurezza bis” Noi Siamo Chiesa ne condivide tutti i contenuti

Comunicato della Rosa Bianca a seguito dell’approvazione del decreto “Sicurezza bis”

Decreto “Sicurezza bis”: UNO STRAPPO ALL’UMANITÀ E ALLA COSTITUZIONE

La Rosa Bianca esprime profonda preoccupazione di fronte all’approvazione del decreto “Sicurezza bis” che si inserisce in un triste e omissivo alveo legislativo con tutto il suo portato di inciviltà giuridica.

Un quadro aggravato dagli intenti autoritari dell’attuale Ministro dell’Interno, dalla sete propagandistica inesauribile di punizione del dissenso, dal sempre mai tramontato desiderio collettivo di uno Stato di Polizia.

Il decreto ci inorridisce per la palese violazione delle convenzioni internazionali perché disattende tutti i diritti universali e i doveri di solidarietà politica, economica e sociale, espressi nella nostra carta Costituzionale, in particolare quelli garantiti da tutti i primi 12 articoli da considerarsi nel loro insieme.

Tutti, ma proprio tutti: uguaglianza, pari dignità, lavoro, libertà, asilo, ripudio della guerra!

Ne faranno le spese: la nostra democrazia, la libertà di espressione, la salvaguardia dei diritti umani, le nostre coscienze.

Ne faranno le spese, per primi, i nostri migranti e le nostre migranti, quelle e quelli stipati non nei nostri mutevoli contenitori di definizioni giuridiche, ma nei barconi, nelle stive, nelle navi respinte, nei relitti, nei campi di detenzione, nelle questure, nelle carceri.

E’ tempo per vigilare, “non tacere”, resistere e disobbedire di fronte all’alienazione di ciò che è diritto di ogni uomo e donna sulla terra: pace e dignità.

La Rosa Bianca, a livello nazionale e locale, sarà a fianco di tutte quelle realtà della società civile, laiche ed ecclesiali, del mondo del volontariato e dell’associazionismo che si mobiliteranno contro un decreto che produce insicurezza e paura e non risolve i problemi reali legati alle questioni migratorie.

Ci appelliamo infine al Presidente Mattarella affinché, nell’ambito delle sue prerogative istituzionali, fermi questo scempio umano e giuridico.


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