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Noi Siamo Chiesa

Sezione italiana del movimento internazionale “We Are Church” per la riforma della Chiesa cattolica

Wir Sind Kirche ricorda trent’anni di Joseph Ratzinger a Roma

 

WIR SIND KIRCHE  (“Noi Siamo Chiesa”)

 ricorda i 30 anni di  Joseph Ratzinger a Roma 

Berlino, 24 Novembre 2011

Il 25 Novembre 1981, il Cardinale Ratzinger, l’attuale papa Benedetto XVI, venne nominato Prefetto della Congregazione Romana per la Dottrina della Fede. Negli ultimi 30 anni, questo teologo tedesco  ha condizionato la Chiesa cattolica Romana più di qualsiasi altra persona nella storia della Chiesa. Per più di 23 anni, ha avuto la responsabilità di dirigere la Congregazione per la Dottrina della Fede ( la CDF ha sostituito la “Congregazione dell’Inquisizione Romana” fondata nel 1542) e da 6 anni e mezzo è il Papa. Non possiamo dimenticare, dato che le conseguenze sono ancora evidenti,  che Ratzinger, tra il 1981 e il 2005, in quanto Prefetto della CDF, ha imposto dei limiti all’insegnamento, ha condannato la Teologia della Liberazione, ha negato qualsiasi ruolo di responsabilità alle donne nella Chiesa, ha imposto un freno all’Ecumenismo con le diverse Chiese della Riforma e, in più, ha contribuito a tenere segreti gli abusi sessuali di esponenti del clero.

Tutto ciò è in linea con numerose altre decisioni dovute alla sua influenza; come l’Istruzione sul Sinodo del 1997, l’Istruzione sulla laicità del 1997, la Dichiarazione “Dominus Iesus (2000, il documento vaticano contro i matrimoni degli omosessuali  (2003) e l’atteggiamento ostile nei confronti

dei movimenti laici per la riforma,  come NSC.

La Chiesa Tedesca, a causa dei suoi insegnamenti, ha dovuto affrontare la dura prova dei consultori medici per le donne con difficoltà a portare a termine la gravidanza. La lista dei teologi (uomini e donne), che,  in tutto il mondo,  hanno subito intimidazioni da lui, è così lunga e ha favorito un clima di paura e di paralisi nella Chiesa.

Dopo essere stato eletto papa, l’11 Aprile 2005, in pubblico si è presentato con atteggiamenti diversi. La speranza che

Ratzinger, da Papa, in ossequio al suo nuovo titolo  di “Pontefice Massimo” (costruttore capo di ponti), cambi atteggiamento ancora non si è realizzata, anzi è peggiorata.

Ratzinger, che ha avuto sempre da dire a proposito della “dittatura del relativismo”, è responsabile, per lungo tempo,  della relativizzazione del Concilio Vaticano II, soprattutto mediante l’autorizzazione del rito tridentino anteriore al Vaticano II (2007)  in opposizione a quanto richiesto dal Sinodo dei Vescovi nel 2005; attraverso la riformulazione della preghiera del Venerdì Santo per la conversione dei Giudei (2008); infine mediante la complicata riabilitazione della Confraternita di Pio X, nel gennaio del 2009. La decennale disputa con questa confraternita potrebbe essere causa di sofferenza per Ratzinger. Se almeno  fosse   stato più deciso, in sintonia con Giovanni Paolo II, e avesse reintegrato il fondatore, l’Arcivescovo Marcel Lefebvre! Questo ancora non è avvenuto non ostante le tante concessione fatte dal Vaticano.

Ora la Chiesa Cattolica Romana deve affrontare la più grave crisi dai tempi della Riforma. La copertura, per lunghi decenni, degli scandali degli abusi sessuali da parte di esponenti del clero, non è l’unica causa di questa crisi, ma ha messo in luce il grave momento presente nel sistema clericale.

L’errore di Ratzinger è dovuto al fatto che ha esitato a lungo prima di affrontare la tragedia degli abusi sessuale, e in più, non ha sufficiente appoggio dalla Curia Romana, dai Cardinali e dai Vescovi. E questo non è tutto,  dato che, come Prefetto della CDF nel 2001, ordinò a tutti i vescovi, dietro minaccia di punizioni, di tenere segreti i crimini sessuali contro i minori perpetrati da esponenti del clero e di comunicarli unicamente al CDF.

Non è il secolarismo la causa dei fallimenti della Chiesa nell’affrontare le tante sfide dei nostri tempi, ma lo è principalmente lo stesso Ratzinger.

Ripetutamente è rimasto sordo alle richieste presentate da vescovi, teologi, e numerosi laici da tutto il mondo. In particolare, la Teologia della Liberazione è stata considerata da lui con ostilità e sospetto. Gli anni del suo pontificato hanno messo a nudo la profonda debolezza dell’intero sistema della Chiesa Cattolica Romana: il suo governo autocratico e monarchico, il suo clericalismo oppressivo, la sua centralizzazione in crescente espansione negli ultimi anni, negando la giusta autonomia alle Chiese locali.  

Il Catechismo della Chiesa Cattolica (1993), che Ratzinger ha praticamente autorizzato e pubblicato da Cardinale e il Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica  (2005) che ha approvato e promulgato da Papa, in alcun modo va incontro alle richieste della moderna teologia.

“L’Istruzione Vaticana sull’omosessualità e sui ministri ordinati  “ del 2005 ( il cui titolo completo è Istruzione riguardante i criteri di Discernimento delle vocazioni nei riguardi delle persone con tendenze omosessuali in vista della loro ammissione in Seminario e ai Sacri ordini) è stato uno dei primi documenti approvati da lui come Papa, per escludere gli omosessuali dal Sacerdozio. Né la vasta diffusione del Catechismo fra i giovani, Yout Cat(20011), né il successo di vendite dei suoi tanti libri, può oscurare il fatto, che oggi un numero esiguo di persone accetta e segue gli insegnamenti della Chiesa Cattolica, come confermano i tanti studi e le tante ricerche.

Benedetto XVI dovrebbe accettare che  le sempre più evidenti critiche nei confronti del suo pontificato sono espressione di profondo interesse dei fedeli per tutta la Chiesa.

Come stabilisce i Codice di Diritto Canonico al n.212. art.3: “In base alle loro conoscenze, competenze e prominente ruolo,  i fedeli hanno il diritto , e in certe occasioni, persino il dovere di manifestare ai sacri pastori la propria opinione sulle questioni riguardanti il bene della Chiesa.  

Mentre l’umanità  si è resa consapevole delle profonde ingiustizie esistenti oggi nel mondo, la Chiesa Cattolica, grazie alla sua diffusione nel mondo intero, dovrebbe esercitare una positiva  influenza per condizionare il futuro dell’umanità.

L’impegno, fin da oggi, dovrebbe essere quello di eliminare, una volta per sempre,  le strutture gerarchiche, conservate troppo a lungo, e che oggi non hanno  alcuna ragione di esistere, e piuttosto abbracciare la forma  governo-servizio istituita da Gesù: ”Non chiamate nessuno padre, soltanto uno è vostro Padre, quello nei cieli. Evitate di farvi chiamare maestri. Solo uno è vostro Maestro, il Cristo”. (Mt.23.9…)

 (traduzione di Gianpaolo Lecis)

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è  A list of all persons who, directly or indirectly, have been investigated in any way, disciplined, or excommunicated by the CDF under Joseph Ratzinger (a compilation by “Catholics for Choice,” 2006) is available at www.wirsindkirche.de/files/212_2006movingforwardbylookingback_31-38.pdf.

è  A list of 99 theologians and spiritual leaders who were banned, expelled, or silenced under Ratzinger is included in the 2011 book by Matthew Fox, The Pope’s War: Why Ratzinger’s Secret Crusade Has Imperiled the Church and How It Can Be Saved.

www.wir-sind-kirche.de/files/1567_Fox_Liste%20der%2099.pdf

è  An in-depth analysis of the theology of Joseph Ratzinger is available (in German) in Hermann Haring’s “Im Namen des Herrn. Wohin der Papst die Kirche führt” (Gütersloh, 2009).

English translation by Anne Goodrich Heck


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